martedì, agosto 25, 2009

Lo dice Romero!



Per la verità con La Notte dei Morti viventi volevamo fare niente più che un filmetto commerciale, esagerare con la violenza, ma una critica alla crisi sociale degli anni ’ 60? No, quello fu un caso. E invece, un paio d’ anni dopo la sua uscita un articolo sulla rivista francese “Chaiers du Cinema” lo definì un film fondamentale in quanto esempio di cinema radicale, una reazione all’ intervento militare Usa in Vietnam. Mi scoprii un autore socialmente impegnato e ci ho provato gusto. Hanno visto Zombi come una critica al consumismo, Il giorno degli zombi uno studio del conflitto tra scienza e tecnologia bellica, La terra dei morti viventi come una disamina dei conflitti di classe. A me non è che me ne fregasse molto, ma già che c’ero, tramite gli zombie mi divertivo a dire qualcosa su quello che stava in quel momento nella nostra società.

Via:
Il dono della sintesi
Il mondo è horror
dottorcarlo
kaw

9 commenti:

spino ha detto...

Lo penso di un sacco di film e libri :)

Anonimo ha detto...

Cioè, è Romero...cioè, Romero...

isa

Filippo ha detto...

Hai capito 'sti intellettuali dei Chaiers! Mi hanno preso per i fondelli facendomi credere alla critica sociale dei Sessanta messa in scena da Romero con gli zombi. C'è anche chi ha sostenuto che Danny Boyle con 28 giorni dopo abbia criticato la società contemporanea (gli zombi corrono perché la vita è frenetica, ecc.). Pure questa è una bufala? Se qualcuno lo sa me lo dica, per favore.

Luigi Siviero ha detto...

Ecco perché mi sembrava una cazzata un po' campata in aria quella cosa della critica sociale! :-)

Zombiehype ha detto...

Nella terra dei morti viventi non c'era da cercare nessun sottotesto, era tutto talmente sbattuto in faccia allo spettatore da essere (molto) imbarazzante. Romero vorrà fare il figo giocando il ruolo del genio accidentale, ma perlomeno per l'ultimo film la cosa è scandalosamente architettata, altrochè un caso.

ausonia ha detto...

concordo con zombiehype.

Greg ha detto...

Secondo me la storia della critica sociale E' una cazzata. O perlomeno è una cazzata parlare di critica volontaria.

D'altra parte si potrebbe anche dedurre dai primi 4 episodi della saga che Romero identifichi nella razza negroide i maggiori attributi di coraggio, umanità, generosità, intelligenza etc. perchè il personaggio abbronzato fa sempre la parte dell'eroe ben oltre il contributo degli altri protagonisti...

A mio parere, da quanto ho ricavato dalle visioni delle pellicole e dalle relative birre e pop corn di accompagnamento, Romero ha voluto creare una serie di film efficaci ma con trame ed ingredienti ingenui, semplici ed immediati. Senza messaggi, critiche e seconde vie di espressione.
Tuttavia appare molto evidente quanto il risultato sia influenzato dai tempi in cui le pellicole hanno preso vita; le suggestioni della vita quotidiana e della "coscienza sociale" di quegli anni sono innegabili. E' sempre accaduto per ogni microepoca che la settima arte (come ogni altra) si è trovata ad "affrontare".

Semplicemente la "società di massa" è filtrata attraverso le pellicole diventando una massa di cadaveri ambulante.

Proprio come dice giorgione. Io gli credo a giorgione. Bello di mamma.

Altri film del Romero critico ne conoscete?
No!

Martin??? Ah, Martin vi sembra una critica alla religione organizzata!?!?

ausonia ha detto...

dai... martin era una chiara metafora sulla tossicodipendenza. pure troppo.

Greg ha detto...

@Aus: decisamente. Io in realtà lo vedevo come una metafora del disagio giovanile a tutto tondo. Ma anche come un discreto soft porn (avevo 13 anni, capitemi...).
Credo però che valga sempre il discorso del "filtro", cioè pure qui niente di volontario.

Romero intanto è sicuro di aver fornito un commento sulla religione che incasina tutto...