lunedì, agosto 24, 2009

Il problema di non chiamarsi Brambilla.



Aspettavo un pacco. Il gentiluomo che me lo ha spedito, mi ha anche fornito il numerino di spedizione. Digiti il numerino sul portale delle poste e sai dove si trova in quel momento la tua raccomandata.
Non ne capisco l'utilità, visto che devi comunque aspettare il postino o l'avviso, ma fa niente.
Trovo il talloncino nella casella e mi presento per il ritiro.
Prendo il mio numerino. Ci sono solo 40 persone prima di me.
Fortunello.
Sono aperti solo due sportelli su quattro.
La gente inizia a sclerare.
Dopo un ora arriva il mio turno.
Sorrido e consegno il mio talloncino. Scopro di essere tornato indietro nel tempo. Qui funziona tutto come nei monasteri del medioevo. E' scritto tutto a mano, a penna, a matita. Ci sono fogli da sfogliare, nomi e numeri da abbinare.
Non voglio pensare alle probabilità di un errore umano. Un numerino scritto sbagliato, due cifre invertite. Non ci penso. Non ci penso.
La tizia molla il mio talloncino in mano a un altra. Questa sparisce.
Mi dicono di farmi da parte che intanto cercano il mio pacco.
Passa mezz'ora.
Arriva la tipa e mi dice:
- il suo pacco non si trova.
Si fa lasciare il mio numero di telefono, mi avviseranno quando lo troveranno.
Scivolo via, e mi trascino fino a casa.
Poi mi chiamano. Torni lunedì, mi dicono.
Vado questa mattina.
Un altra ora in attesa.
Altra gente che sclera.
Arriva il mio turno.
Vedo il mio pacchetto appoggiato alle spalle della tizia. E' appoggiato su un mobiletto basso, riesco a leggere il mio nome e il mio indirizzo.
Consegno il talloncino. Lei inizia a cercarlo, non lo trova.
- Guardi è quello laggiù!
- Ah, ecco!
Lo prende e me lo consegna.
- E' per via del suo cognome...
- Che cosa?
- Vede, il postino ha scritto Caselli, mentre sul pacco c'è scritto Cajelli.
- Chi me lo ha spedito lo ha scritto giusto.
- Eh, si... Ci sono sempre dei problemi con i cognomi stranieri.

8 commenti:

Christian Cornia ha detto...

almeno non sono l'unico a dover litigare con lo sportello amico ogni volta [pensa se non fosse amico...].

Christian Cornia ha detto...

ps.
ti è arrivata la mail o sei iperoberato in scadenze varie?

Joel ha detto...

Minkia che bello non essere li.
A me pare utile il discorso del munero del pacco, almeno puoi controllarlo e telefonare per capire (nel mio caso ) perché staziona una settimana in dogana.

disma ha detto...

eheheheheh. Tra l'altro, quando invece riescono a trovare il posto dove vivi e tu, per puro caso, alle 10.30 di un martedì mattina non sei in casa ad aspettare il postino, ti lasciano un coso attaccato sul citofono che il primo pirla che passa lo stacca e non saprai mai che quell'altro è passato a lasciartelo... rob de matt.

Xaxa ha detto...

ti capisco...pensa con un cognome come il mio: XAXA....
che amarezza!!

spino ha detto...

tu lo sai come faccio di cognome, no? che te lo dico a fare :D

Anonimo ha detto...

Non te la prendere, è la "J" nel cognome che li frega. La cosa interessante è che la "J" era assai comune nella lingua italiana scritta di inizio novecento, io avevo una vecchissimissima encicolpedia del sapere italiano in cui le parole scritte con la "J" abbondavano e quello era italiano corretto!
In quanto al sistema medioevale di catalogazione: direi che quasi quasi mi fido un pò più di quello calligrafico che di quello digitato computeristico, c'è sempre la speranza di una interpretazione calligrafica da parte di un anziano impiegato (di quelli che ne hanno viste di cose, nella loro vita) e perchè la digitazione computeristica è si veloce (mah!) ma una voltai mpressa è legge!
Comunque, alla fine, il problema non è la scritta o la digitalizzazione...ma la scolarizzazione dell'impiegato e qui...
Isa

HulkSpakk ha detto...

A me successe la stessa cosa, uguale uguale. Solo che io son rimasto li tutta la mattina e col cavolo che me ne andai a casa. Bloccai la fila poi diventata infinita, finchè trovarono il pacco con le tavole originali di Frollo.
TRE. Ore. Dopo.
A me il cognome era giusto, solo che lo avevano incasellato alla "s" anzichè alla "f".