giovedì, luglio 30, 2009

Metodo Stanislavskij



Da circa quattro ore, sto lavorando a un dialogo che dura una manciata di vignette.
Il lettore ci metterà più o meno due minuti a leggerlo quando sarà stampato. Magari gli piacerà, magari no, non è questo il punto.
Il punto è che sto scrivendo e riscrivendo delle parole, per uno scrupolo narrativo su cui mi sto incaponendo.
In questo fumetto ci sono un uomo e una donna che discutono. E' un momento molto teso dal punto di vista emotivo.
Ogni volta che scrivo una battuta di Lei la cesello mezz'ora.
Mi chiedo se il concetto che esprime è abbastanza femminile, se lo sono anche le parole che usa e le espressioni.
Mi chiedo se sto scrivendo la caricatura di una donna, o una donna verosimile.
Mi chiedo anche se sono in grado di ragionare come una donna, e di condurre un discorso come lo condurrebbe una donna.
L'unica soluzione è fare appello ai miei ricordi. Riportare alla mia memoria tutte le volte in cui mi sono trovato in una situazione simile, mettendomi al posto del personaggio maschile.
L'unico modo è riuscire a ricreare quella strana sensazione di assoluto smarrimento. Quel "non capire", o quel "non arrivare" a comprendere il disegno emotivo nel suo complesso, e in tutte le sue conseguenze.
Sarebbe bello se riuscissi ad applicare questa esperienza cognitiva anche alla vita reale.
Ma non credo di esserne capace.

11 commenti:

spino ha detto...

invece di andare d'istinto, prova a scriverti i dialoghi :)

loscofiguro ha detto...

Il tuo è un bel tentativo, Diè.
Certamente da apprezzare per lo sforzo.
Ma, credimi, nessun uomo è in grado di ragionare come una donna.
Nessuno.

Diego Cajelli ha detto...

Vero!

Zombiehype ha detto...

Jack Nicholson l'ha risolta più in fretta. "Penso ad un uomo, e gli tolgo razionalità ed affidabilità."

CREPASCOLO ha detto...

Ricordiamo un Baricco ed un Bertolucci sr. in una di quelle trasmissioni a la circolo Pickwick discutere la questione - concordavano nel ritenere Marcel Proust la più grande scrittrice del 20mo secolo. E via sorrisi complici come quelli di due nerd che scoprono le parentele tra Popeye ( io sono quel che sono, ecco quel che sono ) e Wolverine
( sono il migliore in quello che faccio, ma quello che faccio non è piacevole ).
Di Proust sapevamo solo che era un pilota francese, alto come Wolverine ma molto più cattivo e, attraverso la rete, scoprimmo che era ''anche'' un ricercatore di tempo perduto, una specie di crono -Indiana Jones. Maschio peraltro. Quando necessità impone di dover pensare come una donna, amiamo assumere tratti e panni dello scrittore: una parrucca di ricci, un naso deragliato di gomma ed una tuta della Ferrari - l'effetto è quello di un Antonio Rezza travestito da Power Ranger, una caricatura di Ciro Ferrara senza yogurt. Con questa mise, siamo riusciti a trovare lavoro come ghost writer di Sophie Kinsella e controfigura della Mabilia dei Legnanesi nel prossimo remake di Giorni di Tuono made in Italy. Stay tuned.

Anonimo ha detto...

se vuoi posso vagliare i tuoi dialoghi, in quanto donna. ;)

Anonimo ha detto...

Ma chiedere alla moglie? Telefonare ad un'amica?
Certi sforzi sono troppo per i signori uomini... :D

Anonimo ha detto...

Siamo proprio sicuri che una donna pensa sempre in modo diverso da un uomo?
Che palle, sempre la solita storia, non se ne può più.

Diego Cajelli ha detto...

E pensa che qui una volta era tutta campagna!
Essì, caro anonimo, non ci sono neanche più le mezze stagioni.

Lanterna ha detto...

Non ti posso aiutare: mi hanno sempre detto che ragiono come un uomo ;-)

mario ha detto...

ultimamente un libro mi ha aperto una nuova comprensione sul modo di trattare con una donna, soprattutto nel rapporto di coppia...è piuttosto vecchio e piuttosto famoso:"Gli uomini vengono da Marte , le donne vengono da Venere"
tutti dovrebbero leggerlo, TUTTI!
c'è persino la traduzione dal maschile al femminile e viceversa delle frasi più usate quando si litiga...