giovedì, giugno 04, 2009

Perchè ci meritiamo Silvio B.




Come premio, per essere arrivati puntuali al check-in, io e la mia bella veniamo separati. Uno in testa e l’altra in coda all’aereo. Per colazione ci servono tre biscotti e un caffè stantio.
Come premio, per essere arrivati in ritardo, e aver fatto casino per tutta la durata della fila, la famigliola alle nostre spalle, viene messa tutta in business class.
Per colazione ricevono un bendiddio che sfamerebbe una stazione spaziale. Aprono le confezioni, le smanazzano un po’ e le mollano lì.
- Vuole del succo di frutta?
- Certo.
Ma non lo bevono.

Domenica, Bricklane.
Disegni vestiti?
Li porti lì e li vendi.
Recuperi vestiti vintage dalle soffitte?
Li porti lì e li vendi.
Qualcosa costa poco, qualcosa costa tanto. Hai il tuo banchetto o il tuo spazio per strada.
Se sei un giovane stilista, sei contento. Perché la gente te li compra.
Da noi, dove ti compri un vestito unicamente in funzione della marca o della griffe, quel posto sarebbe deserto.

Gruppo vacanze Brianza.
Due mamme e due papà. Due figlie sui 13 anni, un figlio sui 10.
Le due rampolle, con uno scazzo magistrale, scendendo le scale dicono:
- Vogliamo andare in un posto che abbiamo sentito dire che ci sono tre piani che poi ci sono i giochi tre piani di salagiochi ce l’hanno detto che c’è qui quel posto lì e vogliamo andarci ma non sappiamo dov’è e dobbiamo assolutamente trovarlo.
Avrei voluto scatenare il panico, dicendo: E’ il Trocadero Center a Piccadilly e oggi ci andrà in visita Zack Efron. Ma non potevo.
Ero troppo affascinato dal decenne che camminava per Londra giocando con la Psp.

Whittard è un negozio specializzato in Te.
Le simpatiche commesse te ne offrono un assaggio, in un mini bicchierino.
Se ti piace, poi ti compri la confezione. Oppure no.
C’è un tavolino, all’ingresso del negozio, con due thermos.
Dalla porta sbuca una tizia, si piazza lì, tenendo entrambe le mani sugli stipiti, per impedire l’ingresso alla concorrenza. E urla:
- Mario! Luigi! Venite, presto! C’è il Te gratis!
E l’italico in trasferta rimedia la colazione.
Lo sguardo delle commesse era indecifrabile.

Entriamo a prendere i biglietti per Grease.
Il tizio al banco, Alan, è egiziano.
Capisce che siamo italiani. La notizia del giorno è Ancelotti che è passato al Chelsea.
Federica è interista, parlano di calcio per un po’.
Poi ci prende per il culo per Berlusconi.
Io gli dico gentilmente che non mi va di parlare di Silvio.
Niente da fare.
Alan va avanti, imperterrito. Sembra una versione egiziana di Travaglio. E ride, ride tanto.
Non serve dirgli che Berlusconi io non l’ho votato. Berlusconi è Italia, noi siamo Italia, noi siamo tutti Berlusconi.
- Vi ho riservato dei posti eccezionali!
Dice Alan.
Usciamo. Io mi sento amareggiato. E’ come se un tuo amico avesse fatto una gran figura di merda, e tu devi giustificarti al suo posto.
Solo che Berlusconi non è mio amico.
Non posso chiamarlo per dirgli che a causa sua vengo trattato come un pirla.
I posti però erano davvero buoni, il musical un po’ meno.

12 commenti:

Greg ha detto...

perchè ci atteggiamo a sua immagine somiglianza

spino ha detto...

Secondo me, se legge questo tuo post, come minimo ti rimedia un posto al prossimo concerto al PalaSilvio di Apicella...

Disma ha detto...

io mi sa che sono come quelli della sala giochi da tre piani. Solo che invece che nella sala giochi da tre piani io ho passato buona parte del mio tempo a Londra in un japan center di tre piani. E buona parte del tempo alla seconda a mangiare ikura. Sull'aereo al ritorno c'erano degli italiani che saltavano per vedere se l'aereo cadeva.

Ketty Formaggio ha detto...

Il nome strano ce l'ho, devo solo decidere come modificare il mio cognome: all'estero io mi fingerò rumena.
Voi?

Diego Cajelli ha detto...

@Disma
Ohbbè! Io passo il mio tempo provando vestiti strani a Camden Town e a mangiare tutto quello che propongono i baracchini in giro per strada!
:-)
A questo giro ha vinto una specie di arancino brasiliano, con il purè al posto del riso e del pollo al posto del ripieno.
Uh!
:-)

Disma ha detto...

@ Diego
I baracchini per strada sono la cosa più bella che c'è al mondo. Non si capisce perché in Italia ci siano solo baracchini che escono alle 2 di notte e vendono roba tutta uguale. Dio, sacrificherei la mia migliore maglietta per avere dei baracchini a Milano.

Giulio ha detto...

io odio gli italiani all'estero! soprattutto a Londra e a Berlino (per esperienza personale)...ovviamente solo quelli che si comportano come hai scritto tu......ma sono davvero tanti!
Purtroppo li ho visti fotografare i punk e i dark berlinesi col cellulare e commentarli/giudicarli ad alta voce...
Ah, amo i tuoi resoconti di Londra! :-)

Luca ha detto...

Che...vergogna...



(Il bimbo con la PSP andrebbe linciato!!! Grr...)

buoni presagi ha detto...

La cosa terrificante degli italiani all'estero è che sembrano considerare qualunque posto che visitano come una specie di luna park approntato appositamente per loro.
Devo ricordarmi di allenare il mio accento genovese per spacciarmi per portoghese, adesso che a luglio vado in germania.

Anonimo ha detto...

Devo dire che se andassi a Londra (non accadrà mai) e avessi a che fare con questa specie temo sarebbe assai palese la mia espressione di disgusto e ci sta che uno sbotto mi scapperebbe, specie se ci fossero dei cretini che saltino per vedere se l'aereo cade. Alla fine, con l'età che avanza, la mia pazienza tende a scadere...A certa gente BISOGNA fargli fare una brutta figura, sarebbe bello piazzarsi dietro a quelli che fotografano Punk e simili con dei cartelli che traducano in inglese quello che dicono gli italidioti (poi fotografi la reazione britannica, assai poco britannica e molto conckey)

Simpatizzo con voi che non trovate bancarelle aperte se non quelle tutte uguali, eeeh! Qua a Firenze ci abbiamo ancora delle sane e tipiche bancarelle che vendono il buon vecchio panino col lampredotto, trippa eccetera eccetera eccetera!
Poèri voi!
ISA

[mr.beast] ha detto...

io devo abbronzarmi sempre di più spacciarmi egiziano davvero. per poi scappare dalla pianura ovviamente.

verogabri ha detto...

Non serve andare a Londra per trovare gente cafona. C'è ne sono anche a Milano e non tutti sono italiani. I peggiori sono i tedeschi, tanto civili a casa loro, tanto irrispettosi da noi.
Poi al gentilissimo Alan potevi chiedere come stesse Mr Brown o se aveva risparmi alla Northem Rock.