venerdì, giugno 12, 2009

Maxi Dampyr!



Il 28 luglio, tre giorni prima del mio compleanno, esce in edicola il primo Maxy Dampyr!
292 pagine, tre storie inedite, di cui ben due del sottoscritto.
Sono affiancato da due validissimi disegnatori dampyreschi: Piccininno e Dotti.
Una delle due storie è ambientata in Italia, ma non ti dico dove.
Indovina.
Per scriverla, ho adottato un sistema diretto. Sono andato sul posto, ci sono rimasto una settimana. Ho studiato, fotografato, respirato l'aria del luogo, preso tonnellate di appunti e mangiato parecchio.
La storia italica l'ho finita nel 2003/2004 e per una serie di ragioni è rimasta fino ad oggi nel frigo della redazione.
(Tipo che uscita prima la storia successiva fatta con Piccininno, quella di Nadvora)
Cose che capitano!
Con quella disegnata Dotti invece, non potevo andare sul posto. O perlomeno non in tutti quei posti.
Si parte in Cina, con la rivolta dei Boxer e si finisce tra le mura di Shaolin.
In mezzo, c'è Brighton e il fish & chips preso sul molo.
Entrambe le storie sono abbastanza in continuity, ma anche se non hai letto tutti i numeri di Dampyr puoi apprezzarle lo stesso.
Poi c'è Agosto.
Serie regolare.
Preparati:
Arriva un Maestro della notte by Cajelli/Lozzi!
Un episodio atrocemente romantico.

6 commenti:

gas75 ha detto...

Ciao Diè, sinceramente sono un po' scettico sul varo di questo Maxi... Generalmente è un contenitore di storie non collocabili altrove, ma ho la vaga sensazione che il livello medio di questo fumetto stia un po' calando dopo la doppia praghese, proponendo una serie di storie dal cliché un po' troppo simile, con la maledizione di turno che porta i nostri a esporsi, finché qualcuno viene rapito... e solito lieto fine.
Le energie spese per questo Maxi forse andavano amministrate per tirare fuori storie un po' più convincenti per questa prima metà di 2009 sulla serie regolare. Ora c'è la doppia Bugsy/Fajella/Meyer: tanta azione, ma sa tanto di riempimento per fare 2 albi.

Boh, forse sono io troppo esigente.
Speriamo bene.

Diego Cajelli ha detto...

@Gas75
Io non riesco proprio a capire il punto di partenza del tuo ragionamento sul Maxi.
Tra l'altro è una linea che ho letto anche sul forum, e che non condivido per niente.
Tra l'altro, su una struttura seriale faccio una fatica enorme a capire che cosa si intende per "solito lieto fine".

gas75 ha detto...

In sostanza i Maxi non sono un riconoscimento editoriale di prestigio per una pubblicazione, ma un ricovero per storie altrimenti non pubblicabili: tu stesso affermi che una delle tue storie è di tre anni fa... Che costava inserirla, che so, tra "Santerìa" e la trilogia su Vathek? Quindi chiedo, visto che ho notato parecchi elementi in comune tra gli albi dal 106 al 110, non si potevano evitare ripetizioni, uscire con 2 o 3 albi anziché 5 simili, e dirottare sulla serie mensile le storie del Maxi, che tra l'altro hanno impegnato autori e disegnatori in un lavoro che ha rischiato di non vedere neppure la luce? Storie che, già da questi presupposti, si annunciano poco importanti ai fini della saga di Dampyr.

Per "solito lieto fine" intendo che a volte Dampyr si è caratterizzato per dei finali nei quali il cattivo la faceva franca e si proponeva per una storia successiva... Nelle storie di questi mesi, invece, ecco il finale prevedibile, con l'eroe che non commette sbagli. Prendiamo ad esempio il tuo "Cuore di Gorislav", come finisce? Cattivo ucciso, Kurjak salvo e due tavole di epilogo, storia assolutamente autoconclusiva. Non che Kurjak dovesse morire, ma in "Vathek!" almeno ha rischiato grosso... Nell'albo precedente "Il divoratore di anime", cattivo ucciso, Tesla si bruciacchia, e due tavole di fuochi d'artificio, ancora autoconclusiva. Anche qui, non che Tesla dovesse rimetterci la pelle, ma visto che il mese dopo l'avrebbe scampata Kurjak...
Nell'albo successivo, aridaje con la storia autoconclusiva, e si salva pure Josephson!
D'accordo che Boselli ha dimostrato che in Dampyr nulla (o quasi) è casuale e che tutto può essere rimesso in gioco, ma con le storie di questi tempi la vedo più difficile del solito.

Con lo staff di cui dispone, Dampyr meriterebbe un Gigante, altro che un Maxi.
O se di Maxi doveva trattarsi, l'avrei dedicato a storie spin-off dedicate ai comprimari, come succede talvolta con Agenzia Alfa.

Ma che in Bonelli si facciano discriminazioni tra una testata e l'altra non è una novità, accontentiamoci.

E, ribadisco a proposito del Maxi di Dampyr, speriamo bene.

Lanterna ha detto...

Prima di tutto: accidenti, arrivare a fine luglio sarà dura, soprattutto se penso a quello che devo fare in questo mese mezzo (scatoloni e calcinacci, ho detto tutto).
Secondo: Maxi, serie... francamente non mi interessa la diatriba, ci sono solo storie belle e storie brutte. Abbiamo visto nella serie storie francamente brutte (Lo spirito del lupo vince la palma, strettamente tallonato dalla storia di Bordeaux), ma non è detto che storie "non diversamente utilizzabili" siano brutte. Soprattutto, non trovo accettabile che lo si pensi a priori: prima leggere, poi giudicare, no? ;-)

Diego Cajelli ha detto...

@Gas
A me diverte (nel senso buono, non te la predere) notare come un parere personale diventa un dato assoluto e certo.
La sicurezza con cui tu e altri spiegate le logiche redazionali, le linee editoriali, le scelte e i sistemi narattivi mi fa abbastanza sorridere.
Hai dato una tua interpretazione di cosa succede e come funzionano le cose nella casa editrice in cui lavoro.
E' una tua idea, e come tale, anche se io ti spiegassi che la realtà dei fatti, lavorativamente parlando e non ragionando "a sensazioni" è molto distante da ciò che dici, la tua idea non cambierebbe.
Pazienza...

Matta ha detto...

Io quella italica lo so dov'è ambientata! Ma non la dico... ;-)
Rimane una domanda: la terza di chi è?