lunedì, giugno 22, 2009

Bere un caffè a Berlusconia.



Questa mattina, mentre gironzolavo in cerca di edicole, mi sono infilato in un bar sconosciuto per bermi un caffè.
L’argomento del giorno, erano le performance sessuali di Silvio.
La disquisizione era su quanto fosse strafigo il Silvio che alla sua età, e nonostante i problemi alla prostata, riesce a intrattenersi biblicamente con tutte quelle ragazzine.
A lodare il premier non erano due pensionati arrapati, ma una gigantesca barista sui trenta e un avventore sui cinquanta.
Questo è il paese in cui vivo.
I commenti erano: “Non sanno più a cosa aggrapparsi” e “ anche i preti devono stare zitti che ne combinano delle belle anche loro”, passando per: “ ma saranno cazzi suoi” e “ chissà quanti soldi gli hanno dato a queste qui per dire adesso queste cose.”
Sembrava avessero voglia di coinvolgermi nella discussione, soprattutto la barista che continuava a parlare guardando verso di me con un sorriso di sfida.
Ho proprio la faccia del nemico bolscevico.
Allora mi sono lasciato coinvolgere.
Dopo circa cinque minuti, mi hanno detto che parlavo troppo bene. Che si vedeva che avevo studiato, e che di conseguenza, non avendo mai lavorato in vita mia come D’Alema dovevo stare zitto. Oppure andare in Corea del Nord.
Questo è il paese in cui vivo.
Mi sono permesso di aggiungere che non è una questione morale. Dal mio punto di vista, due (o più) adulti consenzienti possono fare tutto quello che vogliono.
Quello che mi diverte, ho detto al mio ostile uditorio, è che la stessa lingua che si sollazza tra la carnazza delle ragazzine, poi pronuncia discorsi etici sul caso di Eluana Englaro. Le mani che smanazzano chiappe slave, sono le stesse che votano i decreti sicurezza contro i rumeni.
E di come sia evidente che tutta questa faccenda non sia scoppiata perché la escort-modella-aspirante velina-aspirante meteorina si sia scandalizzata. Ma perché a quelle cene, in quei festini, in quelle vancanzine in sardegna, facendo foto con i briatori gli emili fedi e i leli mora, le avevano promesso un bel posto in tivvù che non ha ricevuto.
Alla faccia di chi per vivere deve lavorare.
Ho concluso, lasciando sul banco un euro per il mio caffè.
La barista ha fatto come Homer Simpson.
Ha detto: sì si comeno.
Ha preso comunque l’euro e l’ha messo via.
Questo è il paese in cui vivo.

11 commenti:

Barbara ha detto...

Segui i consigli di Michal Moore: a questi devi parlare delle loro tasche.
Digli che le escort le trasporta a spasso coi soldi nostri, che vengono scortate a fare shopping dai carabinieri pagati da noi, e che poi vengono elette ministre e pagate profumatamente coi nostri soldi.

Da questo orecchio ci sentono eccome...
;-)

Giuseppe ha detto...

Per caso, quel caffè lo hai bevuto verso le 9? Mi pare di aver visto un avventore dai tratti "sinistramente" bolscevichi intento ad una tenzone dialettica in rima baciata con una nerboruta barista filofallo. Io ero quello al banco con il bicchiere malinconicamente vuoto e il giornale aperto per mezzora sulla stessa pagina.

Grande Diego, è sempre un piacere leggerti.

spino ha detto...

@ Barbara:

Sei un'illusa... La "gggente" ha già saputo che ha trasportato Apicella e danzatrici del ventre sui voli di stato e non ha fatto una piega...
Se esisteva un limite, è già stato valicato senza che cambiasse nulla...

il Vostro Amabile Bolscevico di Quartiere, spino :)

Diego Cajelli ha detto...

@Giuseppe
Zona Inganni?

sommobuta ha detto...

...t'è andata bene!
Potevano darti dello "sporco comunista mangiabambini"! O, al limite, potevano tacciarti di essere una "toga rossa" a causa del tuo parlar forbito! XD

Flo ha detto...

Grande Diego il tuo blog è sempre tra i mie preferiti!!!
Ti aspetto sul mio :-)
vediamo se ti ricordi chi sono...
Ah Ah

Giuseppe ha detto...

@Diego

Non ero a Milano, ma a Padova, zona Arcella. E a dircela tutta io ero te, ovvero ero quello che cercava di sostenere le proprie ragioni con logica e buon senso. Ma a nessuno piace passare per farlocco e allora finisce che il barista di turno rovescia il panno verde e manda a monte la partita dialettica stendendomi con una doppietta di slogan leghisto-forzisti da abbattere un elefante. A quel punto pago il caffè, ed esigo lo scontrino.

Andrea V. ha detto...

Fai come me: diventa anche tu cittadino messicano.
Dài, che poi si va tutti insieme a zampettare nella giungla quella vaera con le scimmie urlatrici e i giaguari.

Alessandro Arcuri ha detto...

Ragà... hai detto tutto. Berlusconi incarna la rivincita dell'italiano medio, incolto, buzzurro e leggermente col complesso di inferiorità verso chi ha studiato, che adesso può sbeffeggiare chi ha passato anni a cercare di farsi una cultura. Ora possono dirgli "tu hai studiato quindi non hai mai lavorato, quindi non vali un cazzo".
Consolati pensando al fatto che il mondo cambia in continuazione. Chi ha i mezzi per capirlo e afforntare i cambiamenti, si adegua. Chi non ce li ha, i cambiamenti li subisce sulla propria pellaccia. Certo, daranno sempre la colpa a qualcun altro (i rumeni, i comunistri, chi ti pare) ma alla fine gli sfigati rimangono loro...

Greg ha detto...

Il problema della questione "Berlusconi idolo del cittadino medio" è che in Italia sono(siamo) TUTTI cittadini medi. manager, baristi, falegnami, scrittori, piloti d'aereo... TUTTI QUANTI

I nostri sensi civici/critici/logici/politici sono nettamente sottosviluppati rispetto alla media europea compresa nella nostra fascia meridiana. Questo per almeno il 90% della popolazione.

Che voti di pietro, franceschini o il berlusca l'italiano medio non lo farà mai col senso critico che si addice ad un cittadino consapevole.

E oggi che ci tocca il barile di merda più grosso degli ultimi 20 anni cominciamo ad avvertire il peso della cosa!

P.S. "tu hai studiato quindi non hai mai lavorato, quindi non vali un cazzo", non vedo l'ora che me lo dicano in faccia...

buoni presagi ha detto...

mi viene in mente quella battuta di Pinketts: "Nelle dittature, gli uomini vogliono essere tutti uguali. Al dittatore"