giovedì, maggio 21, 2009

No, è che c'è grossa crisi!




Il fumetto è un sistema assolutamente autarchico. Si è sempre sostenuto da solo, senza poter contare su niente e nessuno, nemmeno sul mondo della cu-cu-cu-cultura.
Pensa alla musica. A tutti i modi che hai per ascoltarla, e di conseguenza a tutti i modi che hanno per farci i dindini quelli che la fanno, la producono, la vendono, ne parlano, la trasmettono, ne "proteggono" siae-mente i diritti...
Una canzone passa alla radio, alla televisione, può essere usata come colonna sonora per uno spot pubblicitario, per un film o un telefilm. Può essere il sottofondo mentre sali in ascensore o mentre giochi a un videogioco. Può diventare il videogioco che stai suonando.
Può essere la suoneria del tuo cellulare. Puoi ascoltarla sull’I-Pod, sullo stereo di casa, sull’autoradio, sul computer, su un impianto quadrifonico o su una radiolina a transistor in regalo con il detersivo.
Puoi sentirla in concerto, o suonata dal vivo da qualche parte. Il suo autore può staccarsi da ciò che crea, diventando giornalista, opinionista, deejay, veejay, giudice di X-Factor…
La musica a volte, non scegli neppure di ascoltarla.
Quante canzoni conosci tuo malgrado?
Pensa all’italico fumetto.
Al fumetto accedi solo scegli di acquistare quel determinato volume.
E lì rimane. Punto.
Il fumetto è una canzone che esiste soltanto nel disco che compri.
Soltanto in vinile.
Lo puoi ascoltare con il giradischi e basta.
Eppure siamo qui.
Eccoci.
Prendi un manager della Emi e raccontaglielo.
Secondo me sviene.

4 commenti:

Simo ha detto...

il fumetto esiste anche nel merchandising (si scrive così? boh).
nei pupazzetti, nei cartoni animati, nei diari di scuola, nei videogiochi, nei film. Ok che nell'italico fumetto questi casi si contano sulla punta delle dita (dylan dog, lupo alberto e poi chi altro?), ma magari dovremmo puntare più su questo.
d'altronde, un ministro giapponese ha detto che i manga salveranno il giappone dalla crisi no?

CREPASCOLO ha detto...

West and Ward, il dinamico duo, erano sì popolari da far scoppiare la batmania: dopo il '66, il Dark Knight ( piuttosto camp al tempo ) compariva in tutti i fumetti DC. Nel 1973, quando l'APOLLO 13 stava per prendere fuoco, una emittente interruppe l'ennesima replica dello show per comunicare la notizia del pericolo che correvano gli astronauti, ma ricevette centinaia di telefonate ( bat telefonate con il telefono rosso ? ) di spettatori che rivolevano Batman e Robin.
Se e quando riprenderà la corsa allo spazio, se Smalville sarà interrotta perchè i piloti dello shuttle sono spariti da facebook e non ci saranno ripercussioni, allora in quel caso potremo parlare di crisi.

Anonimo ha detto...

Il fumetto, purtroppo ha bisogno di essere editato, se vogliamo che sia letto oltre ai quattro gatti che ti dicono "Và com'è bravo!" oltre che editato ha bisogno di essere distribuito ,al di sotto di quello resterà nei magazzini dell'editore e da lì magari va in discarica...e nessuno saprà mai che ti sei fatto il culo per disegnarlo e per scriverlo (tranne alla eventuale fiera del fumetto dove sei stato e che qualcuno lo ha notato e acquistato, nonostante l'assoluta mancanza di pubblicità)...
Quattro gatti che dicono "Và com'è bravo!"
ISA

Fabrizio ha detto...

"Reinventare il fumetto"
Scott McCloud
Vittorio Pavesio Production

'Nuff said, oltre che quotare Simo