giovedì, marzo 12, 2009

Cajelli ti racconta Dampyr! (1)



Se non leggi fumetti, e capiti sul mio blog per le recensioni di X Factor, magari hai scoperto che il sottoscritto, per lavoro, i fumetti li scrive.
Poi scopri che ad Aprile esce un numero di Dampyr scritto da me, il 109.
Può darsi che per simpatia, in segno di apprezzamento per le factor-recensioni, ti venga voglia di comprarlo. Un buon modo per sostenere con 2 euri e 70 il lavoro del tuo Diegozilla preferito.
(Sissì, è proprio un messaggio promozionale. Un invito, un consiglio, un mirabile piano di marketing, un augurio. Dai, non farmi usare un tono perentorio.)
Se non l’hai mai letto prima, ti serve per forza un piccolo riassunto. Eccolo:
Creato da Mauro Boselli e da Maurizio Colombo, Dampyr esce in edicola nell’aprile del 2000, edito dalla Sergio Bonelli Editore.
Non è un personaggio mio, io faccio parte dello staff di autori chiamati a collaborare alla testata. Statistiche alla mano, sono quello che ha firmato più episodi oltre ai due creatori del personaggio. Non so bene come e perché, però è andata così.
[Apro parentesi: se invece vuoi leggere qualcosa di interamente mio, devi andare in libreria e non in edicola e cercare Pulp Stories, Milano Criminale e varie ed eventuali.]
Dampyr è di base un fumetto horror, ma è molto diverso per toni e atmosfere dal precedente fumetto horrorifico della stessa casa editrice: Dylan Dog.
Su Dampyr si parla proprio una lingua narrativa diversa. Non c’è quell’aspetto romantico e surreale presente nelle storie dell’indagatore dell’incubo londinese. Non ci sono inferni burocratici, la Morte incappucciata, o dei mostri che reagiscono alla vera mostruosità che è sempre quella di noi esseri umani.
Il male, su Dampyr, è un male assoluto, totale, al quale i personaggi si relazionano in modo cazzuto e frontale, senza romanticismo, usando spesso un sacco di pallottole.
Un elemento di forza della serie è l’impianto realistico della narrazione. Quasi ogni numero di Dampyr, a parte la linea narrativa che vede Praga come fulcro, è ambientato in una location diversa. Spesso sono zone di guerra, o località lontane, tipiche del racconto di avventura classico. Questi posti, questi luoghi, sono raccontati in modo molto approfondito, ricostruendo gli ambienti in modo fedele, fino a spingersi nella ricostruzione storica precisa degli avvenimenti reali o legati al folklore locale che servono ai fini del plot.
In centootto numeri di Dampyr sono successe un casino di cose e si sono visti un casino di posti e di personaggi. In più, c’è una sorta di supertrama che collega ogni episodio, noi addetti ai lavori la chiamiamo continuity. Siccome non siamo scemi, se in un episodio viene fuori qualcosa di importante ai fini della megatrama globale, facciamo sempre un riassuntino in dialogo di ciò che è successo prima.
Partiamo dall’inizio dell’inizio.
L’universo narrativo di Dampyr, ha come filone principale i vampiri.
Da noi, esistono due tipi di vampiri.
I Vampiri nati vampiri, che chiamiamo: Maestri della Notte o Maestri Vampiri, e gli esseri umani tramutati poi in vampiri che chiamiamo: Non Morti.
Solo i Maestri possono trasformare un umano in un Non Morto, di solito poi lo usano come schiavo, se ne hanno più di uno al loro servizio hanno un Branco.
Se ti morde un Non Morto ti ammazza e basta.
I Non Morti si comportano come i vampiri che probabilmente conosci. Si muovono solo di notte, hanno bisogno di sangue umano fresco per sopravvivere, alla luce del sole vanno a fuoco. Se gli spari non gli fai niente. Sono velocissimi e agilissimi, e se mangiano a sufficienza campano a lungo.
Con molta fatica e molto impegno, forse, riesci a farli fuori. Di giorno, chiaramente.
Croci, aglio, paletti e tutto il cucuzzaro, non servono proprio a niente.
I Maestri invece, sono proprio una razza diversa. Non sono umani, e di umano, spesso, hanno soltanto le fattezze.
- Da dove arrivano?
- Tipo da un'altra dimensione.
- Quando sono arrivati sul nostro pianeta?
- Nell’era glaciale c’erano già.
I Maestri vanno in giro anche di giorno, creano illusioni, hanno grandi poteri mentali, posso creare mostri e creature usando una loro parte organica come catalizzatore, tipo i loro capelli o il loro sangue. Generano i Non Morti, comunicano tra loro telepaticamente, sono maschi e femmine e sono più o meno immortali.
Però… Però se un Maestro fa all’ammore con una donna umana genera un Dampyr.
Il Dampyr è una creatura a metà, e il sangue che gli scorre nelle vene è l’unica cosa al mondo che può uccidere al volo i Non Morti e i Maestri. E’ un veleno, un acido corrosivo, un elemento tossico e assolutamente letale per tutti i vampiri.
- Come fai a uccidere un vampiro?
- Semplice. Per esempio puoi bagnare dei proiettili nel sangue di un Dampyr e spararli con il tuo UZI. Funzionano alla grande. La stessa cosa la puoi fare con la lama di un rasoio, o con una spada da Samurai.
- Hai reso l’idea.
In più, un Dampyr invecchia lentamente, guarisce molto in fretta dalle ferite, ha un lato oscuro che deve controllare, e non perde la ragione se si ritrova in un illusione creata da un Maestro.
Ora. Visto che sei intelligente, ti stai chiedendo: Ma se io sono un invincibile Maestro della Notte, per quale ragione dovrei generare l’unica creatura in grado di uccidermi?
Ecco.
Sotto un certo punto di vista, la serie, la serie intera di Dampyr è la risposta a questa domanda.
Tolti gli scontri spettacolari, le scene paurose, i mostri del folklore mondiale, le ricostruzioni storiche, gli incubi e i deliri… La serie parla del complesso e intricato rapporto tra Harlan, il Dampyr, e Draka, suo padre, il Maestro Vampiro.
Draka ha generato Harlan per: Usarlo contro gli altri Maestri per avere il dominio del Mondo, forse no, lo ha fatto per vendetta, forse no, lo ha fatto perché gli altri Maestri non hanno rispettato un patto, forse no, lo ha fatto per amore, forse no, lo ha fatto per l’equilibrio multi-universale, forse no.
E’ amico, è nemico, è ami-nemico, buono con gli umani ma anche no, saggio, impulsivo, Re ed Esule, un bel tenebroso ricco di fascino, non a caso le lettrici stravedono per papà Draka.
Per ora, posso dirti che tra Harlan e suo padre c’è una sorta di tregua nervosa, in attesa di nuovi sviluppi. Fatto sta che, forse, per un bel po’ di tempo, Draka ha usato Harlan per fare piazza pulita della concorrenza.
Sono parecchi i Maestri che Harlan ha fatto fuori fin ora. Ma non ha fatto tutto da solo.
Harlan è accompagnato da due co-protagonisti. Emil Kurjak e Tesla.
Kurjak è un umano “normale”. Un ex soldato, che Harlan conosce nel numero 1, ambientato durante la guerra civile jugoslava. E’ ambientato lì mica per caso. La leggenda del dampyr è una leggenda originaria del balcani.
Kurjak è l’unico che rischia la pelle sul serio, è un ciccio tosto, uno che prima spara poi fa domande, un serbo di quelli duri, che ne ha viste di tutti i colori.
Tesla è una Non Morta, una vampira. E’ bionda, moooolto carina e attualmente ha una storia con Kurjak. (Ti dico che sotto sotto lei ha fatto più di un pensierino su Harlan, ma ti lascio immaginare quanto sia problematico per una vampira stare vicino ad un essere in grado di ucciderla)
Harlan ha ucciso il Maestro che creò Tesla, liberandola dal controllo mentale. Da allora lei ha deciso di seguire i nostri e di schierarsi con le forze del bene.
Per cui, se deve nutrirsi, lo farà scegliendo con cura le sue vittime tra i numerosi bastardissimi e cattivissimi che i nostri incontrano sulla loro strada.
I nostri tre hanno la loro “base” nel Teatro dei Passi Perduti, nel cuore nebbioso di Praga.
Il padrone di casa è Caleb Lost.
E’ un Amesha, un angelo caduto, una creatura mistica, sovrannaturale, ricca di fascino alla David Bowie, che introduce nella serie il secondo filone narrativo.
Oltre ai vampiri, i nostri sono in lotta contro i Demoni.
Ma te ne parlo la prossima volta.

14 commenti:

loscofiguro ha detto...

cit: ...(Sissì, è proprio un messaggio promozionale. Un invito, un consiglio, un mirabile piano di marketing, un augurio. Dai, non farmi usare un tono perentorio.)...

Va bene, se lo dici così lo compro!!!

Anonimo ha detto...

Diego, a volerti fare il pelo....Dampyr n. 1 è uscito nel 2000...
Pippo

Joel ha detto...

Onesto sei!

Diego Cajelli ha detto...

Giusto Pippo!
Errore di sbaglio, corretto.

Officina Infernale ha detto...

l'illustrazione e' di Luca Rossi? spacca assaje

Diego Cajelli ha detto...

@Moz
E' del buon Michele Cropera!

marti ha detto...

Adoro Dampyr, e ammiro tantissimo tutte le persione che si fanno un mazzo tanto per creare un'oprea così bella.
Grazie!

IL GABBRIO ha detto...

No, vabbé non ci credo, hai fatto il riassuntone!!! : D

Anonimo ha detto...

Bellissimo, perfetto ed esauriente riassuntone !!!
1-0 per il Diegozilla :-)

Simone

Echo ha detto...

Mi prendo la responsabilità di aver portato qui diversi fan di Morgan e per farmi perdonare voglio darti un prezioso consiglio di marketing.
Ok, Caleb è David Bowie e questo dovrebbe bastare a vincere ogni cuore glam. Ma se vuoi fare il botto...dillo che ne "Il giardino segreto" (n.27?)ci sono i Bluvertigo!

Diego Cajelli ha detto...

Appena ho tempo proseguo con il riassuntone!
:-)

Grazie a te Marti!


Echo!
Fatto!

Anonimo ha detto...

(ora so che verrò crocifisso da lettori ma devo dirlo!)

Dampyr è bellissimo come fumetto, ci sono state storie alte e basse, un certo Cajelli scrive delle bellissime storie e ancor più belle sono quelle abbinate a Baggi...

Però concedetemelo (lettori) come opinione personale...Il n°100 di Dampyr era un'autentica cavolata!!! Invece di leggere una storia dampyriana mi è sembrato di leggere Nathan Never con tutta quella fantascienza fuori luogo!

Marco

mr.fede-bon ha detto...

grande Diè!!
forse mi è sfuggito...da chi è disegnato?
viste le vignette in anteprima sul retro dell'ultimo Dampyr, beh già sbavavo!

Anonimo ha detto...

Ciao Diego. Non ho mai letto Dampyr, me ne pento! Sapresti dirmi quali sono secondo te i dieci Dampyr da leggere per imparare a conoscere la serie?

Adrian