giovedì, febbraio 19, 2009

Internet e decreti legge.



Di tutta la questione D'Alia, delle sue proposte, e dell'imbarazzante intervista sull'Espresso, in giro se ne è discusso parecchio.
A me tocca parlare della Carlucci.
Scopro che la Carlucci, la risposta vivente ad una domanda che nessuno ha fatto, sta preparando (o ha preparato) un progetto di legge composto dai seguenti punti:

1. E' fatto divieto di effettuare o agevolare l'immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima.

2. I soggetti che, anche in concorso con altri operatori non presenti sul territorio italiano, ovvero non identificati o indentificabilì, rendano possibili i comportamenti di cui al comma 1. sono da ritenersi responsabili - in solido con coloro che hanno effettuato le pubblicazioni anonime - di ogni e qualsiasi reato, danno o violazione amministrativa cagionati ai danni di terzi o dello Stato.

3. Per quanto riguarda i reati dì diffamazione si applicano, senza alcuna eccezione, tutte le norme relative alla Stampa. Qualora insormontabili problemi tecnici rendano impossibile l’applicazione di determinate misure, in particolare relativamente al diritto di replica, il Comitato per la tutela della legalità nella rete Internet (di cui al successivo articolo 3 della presente legge) potrà essere incaricato dalla Magistratura competente di valutare caso per caso quali misure possano essere attuate per dare comunque attuazione a quanto previsto dalle norme vigenti.

4. In relazione alle violazioni concernenti norme a tutela del Diritto d’Autore, dei Diritti Connessi e dei Sistemi ad Accesso Condizionato si applicano, senza alcuna eccezione le norme previste dalla Legge 633/41 e successive modificazioni.

Ora, per quanto possano essere fastidiosi (in quanto privi di attributi) gli anonimi che ogni tanto defecano qua e la, in tutti gli altri casi un nickname è parte integrante del mezzo che stiamo usando in questo momento.
E poi, nella vita reale, io mica giro per strada con tatuato sulla fronte il mio nome e il mio cognome, e le mie generalità, sono obbligato a fornirle unicamente a un pubblico ufficiale.
Negli ultimi giorni, di fronte a questo "lavoro" che il nostro governo sta facendo (o sta cercando di fare) contro la Rete, tutti stanno gridando al regime, urlando Cina! Cina! Birmania! Birmania!
Secondo me, la questione è più triste e più pericolosa.
Non è una questione ideologica.
Non c'entrano rinascite democratiche e regimi dispotici.
La gente che ci governa non ragiona in modo ideologico/politico.
Racconta barzellette, chiagne e fotte.
E' questione di soldi, amico.
Sono gli investimenti pubblicitari che spariscono dalle reti televisive e si spostano su Internet.
Ecco perchè hanno tanta paura, e stanno inanellando una serie di cazzate nucleari.

10 commenti:

The Comedian ha detto...

Non credo che ci siano da scomodare i mancati introiti pubblicitari, Diè; se non altro perchè tutte queste leggi e leggine non sono applicabili su larga scala (tranne che nel singolo caso "esemplare" o per qualcuno che ti rompe particolarmente i coglioni), come si è già visto con la storia del "bollino" dei siti web.

Piuttosto io vedo una ignoranza diffusa del mezzo "internet", che per l'italiota medio è il posto dove si scarica musica gratis, si guardano i porno e nient'altro; all'ennesimo caso di idioti under 18 che fanno sfoggio delle loro prodezze su youtube, la gente, invece di considerare internet come l'ultimo anello di una catena già esistente, lo vede come causa prima e inizia a ululare richiedendo un intervento governativo per salvaguardare il candore della nostra gioventù.

Da qui l'intervento dei burosauri come D'Alia e la Carlucci che propongono queste leggi tanto pompose quanto inutili sul piano pratico, un po' perchè non capiscono niente del mezzo, un po' per far vedere al proprio elettorato che "prendono di petto" la situazione.

Adriano Barone ha detto...

Nessuno nega che le motivazioni fondanti siano (anche) economiche, Diego.
(Non solo economiche: il primo tentativo di formulazione di una legge anti-blog aveva lo scopo evidente di colpire il blog di Grillo).
Resta il fatto che "incidentalmente" viene censurata tutta la rete.
E mi interessa meno delle motivazioni e più delle conseguenze.

flovisual ha detto...

mi chiedo... ma se questo governo esige trasparenza per l'identità di chi per esprimersi sceglie un blog, perchè mai cerca sempre di criptare e riformulare le trasparentissime e imbarazzanti uscite di chi in tema internazionale opta per altri... fori?

Nicolò - nelle fauci ha detto...

Nonostante queste proposte mi causino una certa nausea, credo che sia un processo già visto nei media di massa. Quello della loro regolamentazione da parte del potere, perchè altrimenti sarebbero media senza controllo - quindi pericolosi - non per noi ovviamente.
E' successo con la stampa la radio e la televisione.
Ovvio che i soldi sono sempre in mezzo perchè è su quello che tutto si basa.

Ci riesce difficile immaginare un'altro mezzo di comunicazione come internet perchè ancora non è stato inventato. Io sono ottimista in questo senso, ma è chiaro ormai che riusciranno a "regolarizzare" la rete in tempi, forse, brevi.

Contraddicendomi credo anche che la nostra epoca sia poco paragonabile a quelle del passato.
Però i governi rispondono alle loro esigenze sempre nello stesso modo, che potrebbe essere diventato arretrato. Speriamo.

Sono tutte che avrete già sentito...
Anche se non conosco nessuno beccatevi la polpetta.
;)

Nicolò - nelle fauci ha detto...

aahhaha
"Sono tutte COSE che avrete già sentito..."


ri-ciao

Simone ha detto...

l'ultima è la proposta di barbareschi... fa perfino più cagare delle sue fiction, ma quelle possiamo cambiare canale, con le leggi cosa dobbiamo fare?? cambiare nazione?

Diego Cajelli ha detto...

@Adriano, ma a dire il vero @ anche per altri!

Duuunque...
Ma davvero pensi (pensate) che Grillo, Travaglio, la Gabanelli eccetera siano considerati così "pericolosi" tanto da fare un decreto apposta per chiudere il Blog di Grillo?
Io, sinceramente e con immensa tristezza, non vedo la loro influenza nel comportamento elettorale del nostro Paese.

simone ha detto...

non credo che siano considerati pericolosi, ma nella politica dell'attuale governo ci si fa vanto di riuscire a schiacciare qualunque cosa. Perfino la cassazione, la magistratura e la corte costituzionale. Ah, e pure il presidente della repubblica.
L'unico di cui per me sono preoccupati è Di Pietro.

Adriano Barone ha detto...

Un po' danno fastidio sì (anche se in realtà temo che Grillo lo vogliano far chiudere più dalle parti del PD, dato che fa perdere votanti a loro; chi legge Grillo non è certo un potenziale votante di Berluskaiser...).
Ma ribadisco quello che ho scritto prima: mi preoccupano più le conseguenze generali.

Nicolò - nelle fauci ha detto...

G. ecc. sono innocui.
Anzi molto utili al potere.

E' pericoloso un posto che non esiste dove un gran numero di persone - in linea teorica - possano prendere delle decisioni e prima di tutto informarsi senza nessun filtro...(positivo o negativo che sia non avere filtri di alcun tipo).

G. invece seleziona quello che dice, il modo di dirlo, e quello da scartare. Fa esattamente la stessa cosa che fanno i giornali, cioè favorire o sfavorire qualcuno secondo gli interessi di alcuni.

Crea i bisogni e il suo è un programma a lungo termine che per me ha delle analogie con il formaggio sardo. Non so se avete presente il formaggio sardo...

Sono uno di quelli che si avvilisce quando le sue proposte vengono ignorate...comunque.

Penso a cosa succederebbe se proponesse dei cambiamenti radicali...