martedì, ottobre 14, 2008

Racconto di Ottobre!



Come di consueto, eccoci all'appuntamento mensile con il racconto che scrivo per il Free Press "Nella Nebbia".
E' on line la versione diggitale, ma in giro c'è anche quella cartacea!

Intercettazioni Nella Nebbia #1

- Il piano ha funzionato bene, Gionny, anzi guarda… Direi benissimo!
- Sono contento! Dai, che è la volta buona! Questa volta svoltiamo, Alex! Me lo sento!
- Passo da te nel pomeriggio e ti racconto come è andata!
- No, no! Sei matto?! Voglio sapere tutto subito! Dov’era la festa?
- Su in collina, il barone ha una villa gigantesca… Ti dico guarda, una roba che neanche a Hollywood! Una villa enorme, con la dependance per la servitù, il parco, il maneggio e la piscina piena di gnocche…
- Nude?
- Sì ma sul tardi. Comunque… Arrivo lì verso le dieci e mollo la macchina al parcheggiatore… Proprio come nei film!
- Aspetta, ci sei andato con la Punto?
- Gionny, secondo te sono così pirla da andarci con la mia macchina? Quelli appena vedono che ho su l’impianto a gas lo capiscono subito che sono un coglione.
- Già.
- Ho noleggiato un Cayenne… I quattrocento euri meglio investiti in vita mia.
- Sei un genio, Alex… Lasciatelo dire.
- Grazie, socio! Ti dicevo… Mollo il Cayenne al pinguino ed entro nella villa del barone, c’era già un sacco di gente… Vedo questa sala, con i camerieri che passano portando agli invitati i vassoi con la roba da bere e da mangiare. All’ingresso del salone mi ferma un tizio…
- Chi?
- Il Generale dei Camerieri… Il maggiordomo. Aveva i gradi, le spalline dorate con le frangette, e tutto il resto… Faccia da scopa nel culo compresa. Mi chiede l’invito.
- Mh…
- Lì mi sono detto: Alex, siamo alla resa dei conti, o la va o la spacca… Allora ho tirato fuori l’invito che abbiamo rubato a Marietto. Il boss lo legge, mi guarda, e mi dice: Benvenuto Dottor Bernardis. E poi mi fa entrare!
- Cacchio! Caaacchio! Lo sapevo, lo sapevo che sarebbe andata bene! Bernardis aveva ragione…
- Eh?
- Ma sì, c’eri anche tu con me e la Linda, eravamo sul divano… Assieme a Marietto, si parlava…
- No, Gionny… Forse ero sul balcone a fumare una sigaretta con Cinelli e Ferrante. Che cosa ti aveva detto Bernardis?
- Le solite stronzate che si dicono quando ti ritrovi dopo anni con i compagni del liceo, no? Che ha fatto i soldi, che è un figo, e bla bla bla, ci ha detto di aver ricevuto l’invito per la festa del compleanno del barone… Però è stato sincero. Ha detto che lo avevano invitato, ma che sicuramente non sapevano nemmeno che faccia avesse.
- Ma dirmele prima queste cose, no?
- Scusami. Comunque è stato in quel momento che mi è sembrata una buona idea fottergli l’invito.
E anche il cellulare, così non aveva più i numeri di telefono per avvisare il barone…
- E’ stato lì che Bernardis ti ha detto che faceva il commerciante di opere d’arte?
- Esatto, perché?
- Ne parliamo tra un attimo… Fatto sta che dopo il controllo dell’invito, entro e inizio a dare un’occhiata in giro… Roba fina, Gionny…
- Immagino!
- Arraffo uno sciampagnino e una tartina… Poi mi raggiunge la moglie del barone…
- La baronessa.
- Bravo. Mi arriva ‘sta tizia, uguale uguale a Moira Orfei. Vestita leopardata, tutta piena di ori e gioielli come la Madonna del Petrolio. Mi fa: Dottor Bernaaardiiiis! Finalmente ci conosciamo!
- E tu?
- Gioco la mia parte… E intrattengo la vecchia. Mi dice che il barone è occupato, sta parlando di affari con un banchiere, e che verrà da me dopo. Intanto mi prende a braccetto e mi presenta agli altri invitati.
- Gente famosa?
- Forse. Questi stronzi si chiamano tutti per nome, e faccio fatica a capire di chi si sta parlando.
- Eh?
- Sì, sì. Quelli ti dicono: Ieri ho sentito Flavio al telefono, era incazzato perché Elisabetta al posto dei piedi ha due ghiaccioli e quando dormono gli congela gli stinchi. Ci ho messo venti minuti per capire che parlavano di Briatore e della Gregoraci.

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6 commenti:

Ketty Formaggio ha detto...

Salve Diego! Oltre esprimerti il solito piacere di leggere quello che scrivi, mi permetto di rovolgerti una questione: hai letto quello che ha scritto Ausonia sulla colonna destra del suo blog? Qual'è il tuo parere in proposito?

Saluti!

Diego Cajelli ha detto...

Uh!
L'ho letto su tua segnalazione!
Che ne penso?
Per quanto riguarda me:
- Non sono uno scrittore di successo.
- Questo racconto è vero. Riporta dei fatti realmente accaduti. Situazioni, contesti, dialoghi, cambiati narrativamente, ma successi realmente.
Non era una ruota di scorta, era qualcos'altro, ma tantè.
E' chiaro che la ruota di scorta del Cayenne, dal mio punto di visto, è il paradigma di una mia osservazione critica. Il vero problema è che la mia osservazione è mediata attraverso un opera di finzione.
Che cosa mi spaventa?
Che cosa è davvero agghiacciante nel panorma culturale odierno?
Che un artista che stimo, apprezzo e considero molto valido, non sia riuscito a leggere tra le righe.
Se è l'interpretazione che manca, l'unica cosa che rimane è mettere delle grosse didascalie.
Non mi sembrava il caso di metterle.
Dovevo farlo, non l'ho fatto.
Ecco perchè non sono uno scrittore di successo.

alan smithee ha detto...

Sì vabbè...che cazzo vuoi leggere tra le righe qui?
E' un raccontino innocuo a tratti strappa anche un mezzo sorriso ma nient'altro di più.

Senza contare che le gag stereotipate sull'arte contemporanea sono banali già dai tempi di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Diego Cajelli ha detto...

Oh sì Alan!
Fammi tottò sul culetto!
Sì!

KoTa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
KoTa ha detto...

Dell'argomento in questione ce ne sarebbe da parlare dai tempi di Manzoni con la sua Merda d'Artista, e purtroppo l'unica risata che ci si può fare è decisamente amara.

Sensei, sarà mica una testa di statua coperta da un sacchetto per la monnezza il paradigma originale? :D