lunedì, ottobre 13, 2008

Cambio di linguaggio.



La settimana scorsa ho ricevuto una telefonata da Fastweb, stavo per elaborare uno dei miei discorsi telefonici, quando l’operatore ha pronunciato una parola magica:
- Dato che lei è un cliente molto fedele, le regaliamo la Tv di Fastweb con Sky fino al 2010.
E’ vero. Nel senso che sono un loro felice cliente, tuttosenzalimiti, da quando esiste Fastweb e dunque gli ho risposto con garbo:
- Cazzo, sì.
Potevo scegliere tre pacchetti Sky e ho optato per: News, Intrattenimento e Mondi e Culture.
Poi, se nel 2010 decido che non posso permettermi la tivvù, mando un fax e una raccomandata tre mesi prima e me la faccio togliere. Bene.
Giovedì è arrivato un tecnico, ha montato il coso, mi ha detto che per una settimana potrò vedere tutto, poi si setterà automaticamente solo sui pacchetti che ho preso. Bene. Occhei.
Mi sono messo a guardare quel tipo di tivvù che di solito vedo solo in vacanza, poco e in inglese.
Nella mia lingua madre, il rapporto con quello che vedo è chiaramente molto più diretto. Il cambio di target è a dir poco affascinante. La modifica sostanziale dei linguaggi di comunicazione è frontale e palese.
In parte è una questione di toni e di aggettivi.
Sto guardando una televisione che si rivolge verso di me non trattandomi da ritardato. Il messaggio non è veicolato attraverso l’idiota semplificazione dei concetti e delle parole, indipendentemente dal tipo di programma che sto guardando.
Lo si nota dagli spot dei programmi, dagli stacchetti, e anche dalla grafica, che gioca una parte molto rilevante nel modo in cui viene concepita visivamente la comunicazione.
La scelta di un font rispetto ad un altro, la scelta di una disposizione grafica piuttosto che un'altra, non è mai un fattore casuale. Nelle tele “normale” la necessità di tenere il target più basso possibile è visibile anche dalla disposizione e nel carattere dei titoli.
Per la prima volta, mi ritrovo a tu per tu con un qualcosa di non normativo, con possibilità di accedere a dei contenuti non necessariamente tranquillizzanti.
I toni non sono quelli della maestra dell’asilo che ti spiega come lavarti le mani, tono principe della televisione normale. Ho visto parecchie cose, e in nessuna ho sentito quella parola che tanto odio: “Pensate”. Sarà un caso, controllerò…
Sarò onesto, il tanto declamato telegiornale di Sky non l’ho trovato tanto diverso dagli altri telegiornali. Però è interessante poter sentire la traduzione completa di un discorso di Bush e non il suo riassunto mediato per celenterati.
Siccome sono un nerd, ho passato parecchio tempo questo week end su Discovery Channel e su History Channel.
Ho riflettuto un po’ sui modelli aspirazionali e sulla costruzione del non-pensiero massificato attraverso l’unico mass media esistente oggi. Mi trovo di fronte ad un parallelismo drammatico.
Sto guardando un uomo, un maschio alla vecchia maniera, che mi parla con testi scritti in modo brillante, che si sporca le mani in Lavori Sporchi. Oppure due tizi squinternati che provano scientificamente miti del cinema o leggende urbane. Se cambio canale, di là, ho a che fare con Tronisti e Veline e tutto l’indotto che ne consegue.
Dirty Jobs, Mythbusters o un documentario non possono sostituirsi alla lettura di un libro, o più generalmente, non possono essere la guida di un percorso di formazione più complesso. Però… Dato che la televisione la si guarda, forse e dico forse, se anche nella tele normale ci fosse la proposta di un modello alternativo, le cose sarebbero diverse.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

stupendo anche "I meccanici del pianeta" (sorvolando sul titolo) anche per chi non è proprio interessato a pimparsi
l'automobile in modo che vada a legna... o a merda bovina.
"com'è fatto" in mezzora ti aiuta ad entrare in ipnosi seguendo i processi di fabbricazione di uno stuzzicadenti.

KoTa ha detto...

Imparerao a conoscere i mille programmi che ci sono.
Ti piaciono le armi e le arti marziali? Perfetto, c'è un programma dedicato al confronto delle armi tra loro (da quelle antiche a quelle moderne), con sfide in cui si usano veramente le armi; per le arti marziali, ce n'è un altro su due tizi che, ad ogni puntata, cambiano stile di combattimento da apprendere, e poi lo applicano.
Una volta fatto il passo, è difficile tornare indietro.

Officina Infernale ha detto...

la televisione in italia per come e' concepita e' totalmente obsoleta, per la televisione italiana il concetto di innovazione si ferma al fottuto reality show che come cosa e' gia antico...se si pensa che fanno ancora sanremo e missitalia e striscia sulle mutande la notizia e' tutto dire...per non parlare del resto dioc...

Andrea V. ha detto...

Discovery e History sono sensazionalismo puro: molto fumo e poca, pochissima ciccia.
Tieni d'occhio, invece, NatGeo Adventure e NatGeo Wild: lì le chicche non mancano, soprattutto se ti piacciono i zoologi masoardimentosi che pur di girare fra i coccodrilli si travestono da coccodrilli e i globetrotter un po' pazzerelli.
E! Entertainment è una miniera di programmi idioti ma spassosi, da "Dr. 90210", una sorta di "Bisturi" più estremo, a "Naked Wild On", tutto tette, party scatenati e maschietti ululanti che si imbriacano. È lo zenit del ragionamento mongoloide, ma che cazzo, come guilty pleasure è inarrivabile.
Su Sky Show, invece, ci trovi tutti i serial cultissimi, da "Batman" a "La Famiglia Addams" a "Happy Days".
Molla SkyVivo, che è praticamente l'oasi Mediaset su Sky. E tieni d'occhio invece Raisat Cinema, ci trovi ottimi film di genere di tutti i generi, dal poliziottesco all'erotico al musical: settimana scorsa, per dire, ci ho visto "Milano Calibro 9" e "Hair".
P.S.: notato la bella presenza dei telegiornalisti locali?

MA! ha detto...

Io sono dipendente dalle retrospettive di RaiSat: colte ma mai pallose. Si veda per esempio gli spaghetti western sessantottini, Peckinpah,...

RRobe ha detto...

A Diè... ma poesse che "fuori" è sempre tutto meglio?
La tv fa schifo, tanto quella americana, quella inglese, quella francese, quanto quella italiana.
Migliora sul satellite-via cavo, ma migliora anche quella italiana sul satellite.

Diego Cajelli ha detto...

Mannò Robè, per una volta non parlavo di là fuori, ma di tele satellitosa in generale...

-harlock- ha detto...

Dié, ho avuto modo di fare la stessa riflessione qualche tempo fa e per ragioni analoghe alle tue.
Risultato: da quando ho sky non riesco, davvero NON riesco più a guardare la tivù "normale".
Manco i tg (forse solo report sfugge a questa legge, ma in realtà neanche perché me lo guardo in differita il giorno dopo sulla rai satellitare).
LA ragione è semplice: oltre all'evidente disparità qualitativa tra le due offerte, è la VARIETA' qualitativa che mi sorprende sempre (ovviamente a favore del satellite).
La conclusione è che immensamente più interessante (e divertente) guardare uan trasmissione (ben fatta) su un tizio che sgorga cessi o nuota in mezzo agli scarafaggi e ai topi di fogna piuttosto che la miglior trasmissione rai.
In cui topi di fogna e scarafaggi sono presenti in egual misura ma vestiti da manichini non sono più così divertenti.

Diego Cajelli ha detto...

Ieri ho guardato del "materiale italiano", gastronomia, cucina, etc...
Moolto interessante.
C'è comunque un botto di pubblicità, e 'sta cosa mi fastidia non poco.
Ho notato anche un cambio di "accento".
Ma è un discorso lungo, che farò in un secondo momento...
Ieri c'era La Mala Ordina.
Non credo sia mai passato nella tivvù normale.
Ero tentato di rivedermelo per la dodicesima volta, ma ho resistito.

-harlock- ha detto...

Io invece ho ceduto e ho visto la seconda metà..;)
Il discorso pubblicità a me invece non dà particolramente noia per un semplice motivo: mi consente di cambiare canale e scoprire spezzoni di programma differenti, col risultato che magari poi mi fermo a guardare qualcos'altro.
Ecco, sky per me rappresenta in qualche modo il paradigma della serendipità televisiva.

Che ho detto?

Thomas Magnum ha detto...

Azz...scopro solo ora il link alle parole che odi. Io "fumettaro" ho imparato ad amarla nel tempo. Prima la detestavo. Poi ho iniziato a vederlo come un modo innocente, naif, per inquadrare la categoria. Oggi mi piace, sa di "fatto con mano".
Vabeh, questo per chiederti scusa per averti messo tra i link nel mio blog alla voce "fumettari, brava gente"
-_-'...

Daniele Statella ha detto...

Ma veramente non avevi mai visto sky e guardavi la TV normale??!!!
Saranno otto anni che non la guardo più e vedo solo il satellite.
In questi ultimi due anni è peggiorato moltissimo. Su raisatcinema una volta avevi tutto il giorno le conferenze di Venezia e Cannes, oggi fanno il riassuntino per cerebrolesi, su skycinema hanno un palinsesto che non riesce a far altro che inserire i soliti film raggruppati di volta in volta in modo diverso con i vari "cicli fantascienza" ecc...per non parlare di fox che è diventata tele"friends"(ma quante stagioni hanno fatto di friends?! abbasta!) e fox life che comincia a fare realityshow da due soldi.
Però per il resto hai ragione e concordo sulla tua lucidissima analisi sulle diferenze di comunicazione e target. La tele normale non si può guardare prima delle 23,30.Oddio, forse neanche dopo...