venerdì, settembre 26, 2008

Sempre su Diabolik



Leggendo i vari commenti all’intervista, qui e in giro, mi sembra una buona idea approfondire per un momento il come si affronta un universo narrativo così codificato e dalla storia editoriale così vaaasta.
Ha ragione Francesco quando parla di una sfida stimolante. Percepire lo stimolo creativo più che il panico da “non posso fare la minchia che mi pare” è il modo corretto per lavorare con il Re del Terrore.
C’è un passo precedente. La lettura. Non è possibile scrivere un soggetto per Diabolik senza aver mai letto Diabolik. Per qualcuno sarà una cosa ovvia, per altri invece no.
Il rapporto serendipico con il lavoro del fumettista è un crimine molto comune. Faccio una cosa, non so perché o come la faccio, ma mi viene bene. Che fortunello. Chiaramente, con DK è un ragionamento impossibile. In più, capita spesso, arriva prima la critica negativa della conoscenza del personaggio.
- Diabolik? Ma che palle!
- L’hai mai letto?

- No. E’ brutto.
A volte i fumetti non sono solo fumetti. Sono gli emblemi di un concetto. E come tutti i simulacri su di loro pesa prima la “fede” della “ragione”. La percezione si ferma su ciò che rappresentano per chi li vede, poi, forse, soltanto dopo, si arriva a leggere quello che sono.
La mia fortuna, e di altri, è che le menti migliori mai partorite dal Dio dei Fumetti, preferiscono dire che non c’è lavoro. Che è un mondo kattivo, che bisogna essere raccomandati, piuttosto che affrontare DK, prendersi tre scatoloni di arretrati. Leggerli tutti, cercando ci capire che cosa puoi metterci di tuo tra Diabolik e Eva.
- Ma a me Diabolik non mi piace.
A me sì, ma non sarebbe importante comunque.
Così come un meccanico non può mettere le mani soltanto sulle Ferrari, o un ginecologo ricevere solo top model ventenni, un professionista non può basare le sue scelte lavorative unicamente sul suo gusto personale.
Faccio il figo, ma si soggetti per DK, alla fine, ne ho scritti soltanto tre. E’ un lavoro molto impegnativo, mi serve molto tempo per elaborarne uno. 10, 15 cartelle senza trucchi di sceneggiatura, incasinate e intrecciate in modo lineare, non si scrivono in un giorno. O perlomeno io non sono in grado di scriverle in un giorno. Mi riprometto sempre di pensare a un soggetto nuovo, ma Dampyr e le altre cose che faccio mi assorbono così tanto che rimando sempre quell’appuntamento.
I tre soggetti sono stati il frutto dello stimolo creativo, della lettura e dell’inserimento del mio immaginario personale nella struttura narrativa diabolika.
Anno XLIII N°3. “Idee Rubate”.
Al secondo scatolone di arretrati letti, mi sono reso conto che un buon punto di ingresso narrativo poteva essere l’alta tecnologia. Parto con il mio solito lavoro di documentazione reale. Ho già detto altre volte che sono uno scrittore investigativo. Ho bisogno di dati reali per elaborare le mie trame.
Un mio amico che vendeva componenti elettronici, mi spiega tutto sui diamanti usati per generare i fasci laser. Scopro che al MIT si sta studiando un sistema per nebulizzare i microchip. Un paio d’anni dopo l’uscita dell’albo, questa tecnologia verrà resa pubblica ed utilizzata esattamente come avevo immaginato io nel soggetto.
Anno XLIV N° 10. “Vite Incrociate”
Ho usato il trucco numero uno dello sceneggiatore che arriva in redazione per ultimo. Un personaggio potente, che si inserisce all’interno di una trama consueta, portandola verso altre atmosfere, verso tematiche che appartengono ad altri generi narrativi. Azioni e reazioni che spiazzano il lettore. Boris, per la cronaca, arriva dritto dritto dagli horror anni ’80.
Anno XLV N° : 6. “Dietro il Sipario”
Questo è stato il soggetto più difficile. Di base, parrà strano, ma è una commedia. Una classica commedia degli equivoci dipinta di giallo. Volevo esasperare al massimo una delle caratteristiche fondamentali della serie. I travestimenti.
Queste tre storie sono meno di una goccia nel mare, eppure sono state pensate, coccolate, trattate, elaborate con la stessa cura che si riserva ad un gioiello preziosissimo.
Sia da me, sia da chi le ha sceneggiate poi. Ecco una cosa che mi sono dimenticato di dire in quell’intervista. La passione estrema che viene rivolta verso il personaggio. Non soltanto da chi lo legge, con gli occhi amorevoli del fan, ma anche da chi lo realizza. Da anni.

10 commenti:

Davide ha detto...

facciamo un upgrade?
intervista 2.0?

:-D

mi piace DD e ne voglio scrivere un soggetto è quello che può dire un lettore, non quello che dice uno scrittore

quello che scrivi è interessante, soprattutto perchè è ancora necessario (evidentemente) spiegare che scrivere (soggetti, sceneggiature) è un mestiere, un lavoro

e in questo senso diventa un impegno serio, di studio, lavoro e produzione

nonchè di rispetto di regole (consegne, modi di presentazione del "prodotto") e della vita editoriale del personaggio

lo stesso discorso che hai fatto su DK (che palle!... è brutto!) vale per Tex, che i GGIOVANI (come te, che sei su faccialibro!) associano direttamente al padre che lo leggeva dagli anni 60... che palle sempre sto Tex...
eppure, crisbio, prendetelo in mano un tex di boselli/font e poi parlatemi di fumetto popolare in termini dispregiativi...

Dav

Bapho aka Davide Costa ha detto...

Nell'intervistona consigli "Diabolik uno strano soggetto" di Gomboli ma sul sito della S&K non si trova :\

Spero di trovarlo sulle bancarelle dell'usato, santo graal dei lettori.

Diego Cajelli ha detto...

@Bapho
Spulcia le bancarelle, che è fuori catalogo!
Oppure... forse... qualcuno lo ristamperà, ma io non so niente.
Non ti ho detto niente.
Se c'ero dormivo.

Anonimo ha detto...

Ecco,ho già capito chi lo ristamperà: le Edizioni BD.
"Quando c'è un libro inutile, ci sono le Edizioni BD"! "Edizioni BD, sprechiamo carta da ben quindici anni"!

Diego Cajelli ha detto...

Pensa che c'è chi spreca neuroni da molto più tempo, anonimo caro...

Anonimo ha detto...

Evviva! Ho indovinato! L'ho capito dalla tua risposta piccata!
A proposito del libro di Gomboli, io ce l'ho e l'ho trovata una lettura gustosa (per gli amanti del genere), anche se Gomboli si dipinge come un genio a ogni pagina. Io l'ho trovato alcuni anni fa in uno dei pochi negozi che trattano ancora l'usato, e l'ho pagato pochissimo. Consiglio a chi lo sta cercando di non volerlo subito e a qualsiasi prezzo, dato che S&K hanno solitamente tirature piuttosto alte e quindi il libro non è affatto raro. Se frequentate Ebay vi sarete resi conto come su DK ci siano speculazioni incredibili. Non cascateci, a maggior ragione se è prevista una ristampa.

Diego Cajelli ha detto...

Ebbasta con questo sistema basato su: provocazione/reazione/attenzione sulla sulla reazione.
Che palle.
Preferisco la peperonata.

Fabrizio ha detto...

Diabolik è sacro...! ;)

Fab

Anonimo ha detto...

Anche la peperonata, però!

ausonia ha detto...

dici: "- Ma a me Diabolik non mi piace.
A me sì, ma non sarebbe importante comunque."

ah, no?
ma siamo sicuri che un "professionista" (appellativo che più vado avanti più mi mette i brividi) non possa mai dire di NO?

sai cosa mi sembrano sempre più spesso questi "Professionisti"? quei tipi delle ss che alle accuse che venivano rivolte loro durante il processo di norimberga rispondevano: "io sono un soldato. e un soldato ubbidisce agli ordini dei suoi superiori"...



dai, diego... non far sì che questi 37 anni ti risucchino davvero la giovinezza, peggio del buco nero che si aprirà al cern a primavera.