martedì, settembre 16, 2008

Racconto di Settembre!



I lettori affezionati di Diegozilla, riconosceranno questo racconto del 2004, riscritto, ampliato e corretto per la pubblicazione sulle pagine di Nella Nebbia.

Panna Praderio e L'invernale Timberland.

La sveglia a forma di cuoricino, come sempre, si attivò spontaneamente verso le nove e tre quarti. Guardò verso Panna Praderio che dormiva serena tra le lenzuola rosa. La sveglietta non avrebbe mai voluto interrompere il morbido sonno di Panna, ma del resto, quello era proprio il suo compito.
- Panna, Pannina, svegliati che è già mattina!
Sussurrò dolcissimamente la sveglia cuoricino.
Panna aprì gli occhietti e sorrise, si stiracchiò guardandosi attorno.
- Grazie sveglia! E buongiorno a te, mondo!
Disse Panna, con il suo fiato che sapeva di fragola. Lei non era come tutte le altre bambine del pianeta, che al mattino si svegliavano con la bocca farcita di gorgonzola.
Panna fu lieta di scoprire che la sua cameretta non era affatto cambiata durante la notte.
Il Grande Libro degli Aggettivi, regalo del principe di Boemia, era ancora lì. Reggeva l’armadio modello Mammut dell’Ikea a cui mancava una gamba.
La tappezzeria con Leonardo Di Caprio era ancora tutta intera. Il suo computer della Fisher Price era spento e felice. I cimeli del matrimonio di Tom Cruise, un canapè morsicato dai divini denti dell’attore e un capello di Katie Holmes, erano sempre nella loro teca di vetro. Reliquie preziosissime per Panna. Il capello della Holmes, secondo molti, era in grado di curare la pitiriasi e di indicare le sorgenti d’acqua nel deserto.
Gli aeroplanini appesi al lampadario giravano silenziosamente, e le Barbie da collezione erano ancora riposte in una vetrinetta, nessuna di loro era scappata durante la notte.
Sorrise, le piacevano tanto le mattine ordinate.
Lo scendiletto peloso, a forma di Vincenzo Mollica, aspettava solo i suoi pedini, e presto arrivarono. Lei scese dal letto, si infilò le ciabattine a forma di leprotto e andò in cucina.
Fece una colazione abbondante. Due vasche di Choco Pops e dei Pizzoccheri del giorno prima, freddi.
Si vestì e si mise ad aspettare il postino.
Tutte le sante mattine, il postino le portava il lavoro a casa. Era lui a consegnarle i simpatici comunicati stampa delle case cinematografiche che Panna doveva imparare a memoria e recitare in tivvù. Quella mattina, il postino, avrebbe dovuto portarle tutto quello che le serviva per parlare della riedizione de L’Infernale Quinlan in divudì.
Ma quel giorno, il postino era in ritardo.
Panna cominciò ad innervosirsi, lo aspettava ormai da ore. Aveva quasi finito di leggere un Gioca e Colora per intero, ma quel maledetto postino non era ancora arrivato.
Smise di rosicchiare la Penna Magica quando suonarono alla porta.
Era il postino.
Ma non era bello, pulito, profumato e somigliante a George Clooney come al solito. Era madido di sudore, spettinato, con negli occhi l’espressione di chi è prossimo alla morte. A guardarlo bene era il ritratto sputato del tizio che fa la pubblicità dei Pennelli Cinghiale, quello in bici con il pennello gigante dietro la schiena.
Con un filo di voce, prima di schiattare a terra, stroncato da un infarto, il postino sussurrò:
- Panna! Hanno rubato i comunicati stampa!
- Chi?!
- Gli sgherri del Dottor Male!
Sibilò schiantandosi al suolo.
- Maledetto Dottor Male!
Urlò Panna Praderio. Il suo urlo rimbombò tra le mura di casa, il ritratto di Matt Demon pianse, due passerotti scapparono spaventatissimi, e le porcellane di Capodimonte tintinnarono nella credenza.
Il Dottor Male era il nemico giurato di Panna Praderio. Maledetto dottor Male, uno che aveva il coraggio di guardare i film e poi parlarne male. Quel rozzo maleducato. Non come Panna, che lei il cinema lo amava e ne parlava sempre bene. Sempre e comunque. Dai Vanzina a Scorsese, da Kubrick a Moccia, dai fratelli Cohen a Vincenzo Salemme. Mettendo in fila tutte le recensioni di Panna, si poteva capire quanto fosse una bambina fortunatissima. Non aveva mai visto un film che le avesse fatto cagare.
Tutti capolavori.
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4 commenti:

kingsimon ha detto...

uffi , caiello , scommetto che te le illustrazioni neanche le hai viste , sappi che ho fatto un orson welles vestito da orkiano che e' una meraviglia......anche il tappeto a forma di mollica e' niente male !!!!

Officina Infernale ha detto...

esattamente quello che penso su panna praderio quando la sento...yeah

AlessandroDiVirgilio ha detto...

Con uno scendiletto a forma di Vincenzo Mollica, penso che soffrirei perennemente di insonnia!

AlessandroDiVirgilio ha detto...

Dimenticavo:

Orson Wells???...
E quando?!...

;D