mercoledì, settembre 03, 2008

Diegone D'Egitto 1

Montaggio incrociato!
Un po' Londra, un po' l'Egitto...

Arrivo a Marsa Alam.
Si apre il portellone dell’aereo, scendendo lungo la scaletta mi chiedo dove sia il Phon che qualcuno mi sta puntando in faccia.
Fa caldo. Caldissimo. Un vento caldo che soffia come il forno quando accendi la ventola.
Non è il caldoumido del bollito milanese, è un caldo secchissimo, diverso da quello a cui sono abituato. Mi rendo conto che non sudo.
Ci faccio caso, con questo tipo di caldo non si suda, pur bevendo tantissimo, tipo quattro o cinque litri di acqua al giorno.
Credo che il sudore evapori nel momento stesso in cui esce dai pori.
E’ possibile?

The Driver.
Arriviamo alle dieci di sera e saliamo sul pulmino che ci poterà in albergo.
La strada, è una fettuccia nera, da un lato il deserto (buissimo) e dall’alto il mare (buio pure lui) Gli autisti guidano a luci spente, e quando si incrociano si salutano giocando con le luci delle frecce.
Il malumore serpeggia tra i presenti.

Il deserto di giorno.
Geograficamente, sono stato in un posto così:
Vedendolo dall’alto, da Ovest a Est: Deserto, strada, albergo, spiaggia, mare.
Da Sud a Nord: Deserto a sinistra, mare a destra. Strada, paesino, strada, paesino, deserto, cammello, Hurgada a 300Km, albergo, niente, paesino, albergo.
Esci dall’albergo, attraversi la strada asfaltata e sei subito a casa di Lawrence D’Arabia.
Il deserto, con le sue collinette, le sue montagnole e le sue piste si estende a perdita d’occhio.
- Tanto spazio, eh!
Dice Ghandi, accompagnatore locale del tour operator.
Minchia sì.

La maledizione di Tutancagon.
Ho già detto che non sono abbastanza ricco per essere un viaggiatore, per cui sono un turista.
E come tutti i turisti sono un po’ scemo.
La principale preoccupazione del turista in Egitto è la minaccia della cagarella. Io e Fede siamo stati terrorizzati da tutto quello che si legge e si dice in giro, a proposito del mitico super cagotto egiziano. Leggende urbane di poveretti rispediti a casa con le flebo, tappi di sughero, cessi portatili, mitiche pillole che le prendi e gonfiano un canotto di gommapiuma direttamente nel tuo intestino, contrastando così la maledizione di Tutancagon.
Abbiamo sentito e letto mille raccomandazioni. Se nel tuo bicchiere c’è del ghiaccio, urla e scappa. Bevi solo acqua chiusa con un tappo in tungsteno. Non mangiare insalata e brucia tutte le verdure fresche a foglia larga. Lavati i denti con l’acqua della bottiglia. Fai la doccia tappandoti la bocca con un cerotto che se ti entra una goccia d’acqua poi caghi per un mese. Stai attento all’aria condizionata. Fuori ci sono 40 gradi, dentro 15. Per cui quando entri negli ambienti chiusi copriti. Portatevi una felpa, un maglione di lana, un giubbotto da aviatore in pelle.
La cosa che mi diverte di più, è che qui in albergo, la cacarella è un mondano argomento di conversazione.
I turisti, quando si incontrano, dopo il ciao, passano direttamente all’argomento clou.
- Hai già scagazzato?
- T’è venuta la sciolta anche a te?
Come all’asilo, la cacca perde il suo ruolo squisitamente privato e diventa argomento pubblico.
E così, qui in Egitto, puoi sentire un’elegante signora, vestita griffata dalla testa ai piedi, con un paio di occhiali grossi quanto due fanali, che in spiaggia, fumando Muratti dice all’amica:
- Ieri sono dovuta correre in bagno quattro volte!
Credo che non ti interessi avere notizie dettagliate sulle mie funzioni intestinali in Egitto, comunque sappi che dopo un paio di giorni di assestamento, più che altro perché non siamo avvezzi all’aria condizionata, a noi due non è successo niente.

Televisione Egiziana.
Mi piace guardare la Tv mentre Fede si prepara per la cena.
I canali egiziani sono tre. E gli spot pubblicitari mi divertono un casino. Mi fanno impazzire le differenze di linguaggio per immagini e la diversificazione dei prodotti.
Niente spot di automobili, niente spot di operatori telefonici. Solo prodotti di bellezza, cose da mangiare, da bere e per la casa.
I prodotti sono gli stessi che ci sono da noi, solo che hanno le etichette in arabo e gli spot vengono girati in loco.
Da noi, nella pubblicità dello shampoo, c’è una con le zinne di fuori che agita i capelli.
Da loro, tutte le modelle dei cosmetici sono riprese in primissimo piano. Di una si vede un pezzettino di collo. Indossa un maglione dolcevita.
Attenzione. Parte lo spot di un gelato tipo Magnum.
Sorrido, e aspetto il copy al varco. Che cosa farà la ragazza con un mano la confezione di gelatini?
Praticherà una fellatio dolciaria come da noi?
Colpo di genio del copy egiziano.
La ragazza spezza con le dita un pezzo di gelato e lo mangia con gusto.

(Continua...)

3 commenti:

marco.zell ha detto...

Lol, che ridere.
Ci sono stato anch'io a luglio, però a Sharm.
Bella descrizione, paro paro alla mia settimana!
Ciau!

il.Benci ha detto...

Ho già detto che non sono abbastanza ricco per essere un viaggiatore, per cui sono un turista.

non sono i soldi a dividere un turista dal viaggiatore, ma lo spirito con il quale si affronta il luogo dove sei appena arrivato..

nerosubianco ha detto...

ahahahahhahahahahhahahahhaaah!!!!!