lunedì, agosto 04, 2008

Racconto d'agosto!



E' uscito il numero di agosto di Nella Nebbia, tutto dedicato al punk!
Il mio racconto, di conseguenza, è anche lui piuttostopunk.
Tutto quello che ho scritto è vero. Anzi, se qualcuno si ricorda di quelle cose, possiamo raccontarcele ripensando ai bei tempi andati.

Panoramica Punk.
Di: Diego Cajelli.

(Seconda metà degli anni novanta, una serata qualsiasi. Quasi.)
Giacomo Nuclear Valdez Bramati si è sgrattuggiato la panza, puta madre, cascando dal Guzzi.
Ha preso a sparo un curvone in tangenziale, e le ruote della sua moto Guzzi Menhir 2300 hanno cordialmente salutato l’asfalto viscidino. Valdez ha piallato trecento metri di corsia sulla ventrazza gonfia di Peroni e patate, preoccupandosi solamente di non perdere gli occhiali da sole.
Ci è riuscito.
Giacomo Nuclear Valdez Bramati, l’anello di congiunzione tra l’uomo e i plantigradi, un metro e novanta di pelle, pelo e muscoli coperti di ciccia. Tre denti d’oro, una tibia rifatta all’Ansaldo, un paio di Tzantas Yanomami al collo, una bella biocicatrice a cerniera sul braccio destro, ottanta piercing, un pessimo carattere e gli occhi perennemente coperti da un paio di Rayban rubati.
Anarco-squatter-cyberpunk, che neanche William Gibson se lo poteva immaginare così.
E’ uno che affronta i Cellerini a morsi, può non dormire per una settimana e bere la trielina senza alcuna conseguenza. Uno struscio in tangenziale, per lui, è poco più di una carezza.
Dopo aver raccolto le verze con l’ombelico, Valdez si è prontamente rialzato, disinfettatosi con la benzina è tornato pronto e lucido in sella, scoppiettando madonne.
Ha fatto rotta verso il luogo dove i suoi amichetti lo attendono, il Centro Sociale Radioattivo, CSR71 da adesso in poi.
Una struttura post industriale, musica industrial hardcore post punk, e odore molto umano: Sudore e Cannabis. Molta gente, ragazzi e ragazze, ma non ci sono figli di industriali, anzi i suddetti sono tutti a casa. Sono molto incazzati perchè qualcuno ha occupato la fabbrichetta di lamponi tossici di papà trasformandola in una zona libera e temporaneamente mutante.
Mutante e mutande.
Mutande, quelle che si indossano.
Sono appese a migliaia, su un cordone metallico che una volta collegava Produzione Uno a Inscatolamento Due, ora si chiama Ponte Mutande.
E’ l’installazione di Weko, un’artista concettuale nippotoscana che gira il mondo raccogliendo biancheria intima usata. Rimarrà esposta fino a settembre. Se cerchi la nippotoscana è sdraiata a terra su un Futon e sta chiacchierando con un suo amico bevendo vino.
Il CSR71, luogo di gioia alquanto sabbatico. Entrando si passa per il cortile, dove all’aperto ci si raduna e si socializza, poi passi all’interno, trovandoti in ampie stanzone dove si fanno assemblee, concerti, evirazioni, bar, caffè e libri, sala computer, edicole votive dedicate a Genesis P Orridge, Monte Cazazza e Bob Flanagan che a quei tempi era ancora vivo.
Le televisioni sono sintonizzate sui programmi bulgari, ci sono graffiti sui muri, alcuni belli, altri decisamente no, ma se sei davvero hardcore bagassa de biker non spandi merda, e apprezzi quel che c’è, che è sempre meglio di quello che non c’è.
Al bar non prendono le duecento lire dei Canazzi, quelle che celebrano l’anniversario dei Carabinieri, sappilo mentre fai colla per una birra.
Alfonso, a volte, beve gratis. Alfonso il clochard poeta, capelli bianchi, barba bianca, cartellina per disegni in plastica bianca sotto il braccio. Sorride e ti dice qualcosa a bassissima voce, non capisci che cosa, ma è un qualcosa di bello, sorride ancora e poi va via ma non per sempre.
Questa sera al CSR71 c’è un cazzo di casino...

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5 commenti:

il prins ha detto...

Che cos'è un Principe Alberto?

Proprio bello, ciao.

Diego Cajelli ha detto...

Uh... Prins... Bè...
Prova a cercarlo come prince albert.
E' un piercing.
Uh.
Ah.
Uh.

pietro ghezzo ha detto...

immagino che i funghi trifolanti siano una setta dedita alla contro-informazione i cui hackers entrano nei db di ikea e cambiano il nome dei loro mobili insinuando informazioni criptate subliminali che trasformeranno gli ignari acquirenti della lampada wallahlight in agenti della rivoluzione: nottetempo entreranno nelle dispense dei bar dei centri commerciali e sostituiranno innocui porcini con funghi allucinogeni. il giorno dopo, si formeranno capannelli spontanei di compratori compulsivi pentiti che bruceranno le loro fidaty cards cantano oscure nenie celtiche.

notevole il ritmo del racconto - non posso cantare con i rem e ruggeri che sono stato punk prima di te perchè sono la quintessenza del borghese ( sul mio biglietto da visita è indicato che ho acceso un mutuo , ma mi sono ritrovato lì, trafitto dalle istanze, bombardato dalle proposte, tentato dalle alternative.
una volta che il tempo è passato diventa un posto dove tornare o da far visitare a chi era altrove.

Diego Cajelli ha detto...

@Pietro
La frase alla fine del tuo messaggio mi piace un casino!

Marco ha detto...

Ma quello nella foto è un murales di Blu?
No, perché Blu è BRAVERRIMO.