lunedì, agosto 04, 2008

Fight!

Tempo fa, una delle spie segrete di Diegozilla mi ha informato che gli studenti di una scuola del fumetto di non-mi-ricordo-più-dove, sul treno, durante un viaggio, non sospettando di essere ascoltati da 007, si stavano lamentando.
Al centro della loro protesta, il fatto che sui blog dei fumettisti, gli autori parlano dei cazzi loro e non soltanto del loro lavoro nello specifico. Non svelano i segreti delle chine e dei pennelli e tanto meno gli oscuri meccanismi delle trame e delle sceneggiature.
Se fossero stati dei miei allievi, già saprebbero che è la propria personalità e non la tecnica a fare la differenza in questo lavoro. Ovvero, se non si hanno cose da raccontare, è difficile raccontare qualcosa. Il personale diventa narrativo e viceversa. I cazzi miei che ti racconto, sono parte di me, e diventano parte del mio lavoro. Ho detto spesso (cazzeggiando?) che ho il pallino delle arti marziali. Ultimamente cercavo un compare per fare Krav Maga, eccetera…
Quando questo cazzeggio diventa parte del lavoro?
Quando non trovo la documentazione secondo me più adatta per una certa sequenza.
Data la situazione narrativa, il personaggio in questione, il nervosetto De Falco, non può perdere tempo. Deve disarmare il suo avversario, scegliendo la progressione più veloce ed efficace. Sceglie di incassare il primo colpo, un danno calcolato, in modo da usare poi la torsione del suo corpo come leva, mantenendo il contatto con l’arma e accorciando le distanze.
Allora vado in studio da Giuseppe e ci picchiamo.
Flavio fa le foto.



Chiamatelo Diè Kune Do.
Ma solo se vogliamo cazzeggiare, raccontando i cazzi nostri sui blogghe!

4 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

set del maratoneta: olivier attende hoffman per girare una scena. si informa con una persona dello staff.
olivier: - dov'è dustin ? -
uno dello staff: - sta correndo intorno all'isolato per avere l'aria di uno che ha corso -
olivier: - non era più semplice recitare ? -
ci sono bimbi che con un big jim in tenuta da safari ed un baron karza micronauta senza maglio destro - nei ruoli di due ucronauti in missione per conto di Dio - affrontano un godzilla, minaccia mutante microcefala, interpretato da un cicciobello, male in arnese, lasciata da una cugina ora indecisa tra i tokio hotel e marracash.
Stan lee faceva riunioni con il disegnatore di turno saltellando in giro e mimando galactus che si pappa un pianeta.
immagino che alan moore, quando scriveva swamp thing, abbia sperimentato la fotosintesi clorofilliana.
un creativo mette sempre in scena, prima, quanto, poi, mette su carta

Fabrizio ha detto...

Sì, ma quella la puoi fare solo se hai una spada di legno!!!

Mai fatto Kali??

^__^

Fab

Diego Cajelli ha detto...

@Fabri
Nello specifico, De Falco deve vedersela con un tamarro armato di stecca da biliardo (in locale pieno zeppo di tamarri, of course!)
Il Kali filippino?
Figo!
So usare molto bene il Balisong, e il Rattan, anche se fatico ad abituarmi all'idea di avere entrambe le mani armate!
:-)


@Crepascolo
Sottoscrivo!

LNZ ha detto...

tabbozzo...