venerdì, maggio 02, 2008

Redditi del 2005

Chiaramente, non basta oscurare un sito per impedire che i redditi dichiarati dagli italiani nel 2005 non siano più a disposizione di tutto il mondo.
Sono rimasti on line una mezza mattinata, ed è stato sufficiente per scaricare tutto, metterlo in TXT o PDF e risbatterlo su altre piattaforme o archivi.
(Nota: Se non sai come trovarli, significa che non sai usare internet. Per cui non chiedermi niente, prima impara, vieni anche tu nel terzo millennio poi ne parliamo.)
La cosa che mi fa incazzare di più, non è sapere che qualcuno sa quanto ho guadagnato del 2005, non è un problema, sai che mi frega…
Quello che mi fa incazzare sono i paragoni. Quelle decine di articoli uguali, in cui si dice: In Olanda si fa così, in Finlandia si fa cosà, in Irlanda invece si fa così, e in Gran Bretagna si fa cosà.
Non stiamo parlando di finlandesi, irlandesi, nord europei o americani. Stiamo parlando di italiani.
Facciamo fatica a rispettare una fila per entrare al cinema, o la corsia di emergenza, siamo tanto bestie da considerare come merda il bene pubblico, siamo assenteisti, cazzari, non spegniamo il cellulare a teatro, ci fega solo di Dolce e Gabbana e di diventare veline. E tu, ad un popolo così, dai la possibilità di sapere quanto guadagna il signor Rossi del piano di sopra?
Non è il “cosa” ad essere un problema, è al “chi” lo dai che è più pericoloso di una 44 Magnum in mano ad un babbuino.

21 commenti:

daniele marotta ha detto...

Concordo al cento per cento.

Si confonde la libertà e la trasparenza con la dabbenaggine e la superficialità. Penso a questo, penso al sito truffa Italia.it per cui furono stanziati n milioni, (si, milioni di euro per un sito)e che poi è stato miseramente chiuso.

Altro che casta, qui si parla di esseri provenienti da altri mondi, manco ad averci Eta Beta come ministro.

Locomotiva ha detto...

E, a peggiorare il tutto, di fronte ad un popolo di furbi, lo stato fa doppiamente la figura dell'imbecille.
Non solo butta fuori i dati, non solo li toglie sperando di chiudere il vaso di Pandora, poi lo rimette, ma lo spettacolo nello spettacolo è un quasi-ex-Ministro e il Garante che litigano se era da fare o no.

Domanda: già siamo un popolo che si mette di punta e fa a volte fatica pur di fregare lo stato, se anche due pezzi dello stato si mettono a litigare come all'asilo...

Fabio ha detto...

...sono d'accordo.

Siamo un popolo di cialtroni che pensa che metterla in culo al prossimo è la cosa più figa in assoluto.

il DAVE ha detto...

Pienamente d'accordo con te,Diego!
E il fatto è che qua in Italia di babbuini mascherati da persone ce ne sono parecchi.

A proposito,ti linko...spero non ti dispiaccia!^^

visco ha detto...

per esempio il nostro caro cajelli nel 2005 ha guadagnato *o dichiarato?* 21.071 euro di reddito imponibile.
tolti i 4.798 di imposta netta *cioè quelli che in teoria ha pagato di tasse* fanno 16.273 puliti, come dire 1.356 euro al mese x 12.

ottokin ha detto...

Il punto non è nel paragone è da dove iniziare...

fantastichiamo...

mettiamo il caso che questo è solo l'inizio, che da oggi in poi sul sito del ministero vengono pubblicati regolarmente TUTTI (ma proprio TUTTI) i modelli unici, 730 ecc. ecc. di aziende, persone fisiche, persone giuridiche.

Cosa succederebbe?
ORa che sapppiamo che Diego guadagna 1300 euro al mese per scrivere sceneggiature e farsi i cavoli suoi, che problema c'è? dove sta il dramma?

Il punto a mio avviso è che siccome non succede mai, questa volta sono tutti partiti subito a farsi gli affari degli altri, ma se fosse possibile accedere a questi dati sempre e con estrema facilità (google?), pensate davvero che tra qualche anno uno si andrebbe a cercare quanto guadagna il Diè?

Ma poi a norma di legge, una volta non dovevano essere pubbliche questo tipo di informazioni?

Diego Cajelli ha detto...

@Visco
E dunque?
A parte la tua aria da inquisizione che attende con passione la possibilità di essere inserita nella tua stella marina di cioccolato...
E adesso che sappiamo che guadagno quanto un normale impiegato che cosa facciamo?

Locomotiva ha detto...

Leggo adesso su italians dio Severgnini, un commento intelligente.

Cioè, i babbuini son babbuini, ma reagiscono.
E quindi, spaparanzare i dati di reddito in giro può essere salutare.
E una bella notte di San Bartolomeo fiscale, con tutti che si gettano in faccia i redditi dichiarati a fronte dalla vita che si fa, a me sa di una rissa alla fine utile.

Se da ora in poi i redditi sono on-line, il furbastro che gira in Cayenne si sentirà la cosa di paglia.
Perché leggendo on line che dichiara uno sputo e mezzo, otto conoscenti diranno " ma va che dritto", cinquanta gli bestemmieranno dietro, ed uno magari chiamerà la finanza.
O gli rinfaccerà al bar, in assemblea, nel circolo dei Lions, nel consigflio la sua malefatta.

Negli Stati Uniti, la cultura del "dire quanto guadagno" è anche quello.
Un niurchese ragiona "Io guadagno, guadagno tanto, quella macchina me la sono comprata perchè sono capace. E me ne vanto"

Un italiano pensa: "Io guadagno in nero, la macchina l'ho comprata alla facciazza vostra, e gli amici mi applaudono".
Il giorno in cui gli amici non applaudono più?

scott_ronson ha detto...

favoloso, *visco* è l'esatta dimostrazione di quello che voleva dire questo post, cioè che qualunque sia il tuo reddito, troverai immediatamente uno convinto che stai fregando.

S3Keno ha detto...

Io penso semplicemente che sia sempre una cosa fantastica vivere di un lavoro che amiamo e camparci, qualunque esso sia. Punto.

daniele marotta ha detto...

Ma il problema non è mettere on line i redditi, ma il fatto che tutti li possano consultare anonimamente.

In U.S.A chiunque può andare nell'apposito ufficio, lasciare le proprie generalità, e cosultare il reddito di qualcuno.

Mi sembra UN FILINO diverso!!

Locomotiva ha detto...

Diciamo che è stato un errore farlo così male.

Sarebbe stato da fare per bene, con rullo di tamburo ed imbonitore.

Venghino, siore e siori, venghino, ecco il buco della serratura da cui sbriciare.
Leggete che il signor dottore col gippone dichiara quanto un postino, che il macellaio ha abbastanza soldi per comprarsi la Ferrari (Non la macchina, la fabbrica), che l'inquilino dei piano di sotto che non vuole pagare la facciata e rifare il citofono ha un materasso gonfio di milioni.

Chiarendo che l'iniziativa è educativa: sfruttando la babbuinaggine, costrignere la gente a vergognarsi dei soldi acchiappati e non dichiarati.

Certo, si sarebbe dovuto, o potuto, fare le cose un pelino meglio.

Leggo che in Finlandia basta mandare un SMS per avere i redditi di chiunque.
Con la telefonino-filia italiana, facendo pagare un euro come per le suonerie, l'Agenzia delle Entrate con la gente curiosa ci avrebbe tappato il deficit pubblico: e avendo traccia comunque di chi legge cosa.

Come dico: l'idea a me piace. Buttiamo le vergogne in piazza e facciamoci su una bella commedia.
Era da fare meglio, più pulita, più interessante. Tutto qui.

Alessio Danesi G.N.A.P.P.A.Lab ha detto...

visco è il mio eroe.
Ma non sono un babbuino. babbuino è chi evade. E spero che qualcuno prima o poi gli faccia il culo rosso.

Credo che sia successo qualcosa questa settimana. Poteva essere fatto meglio di sicuro, ma qualcosa è successo.

E poi, lasciando il mio nome e facendo domanda al ministero chiunque può sapere quanto guadagna (OPS! quanto ha dichiarato)chiunque lo scorso anno.
Internet ha solo facilitato le cose. Ma è questo il principale compito della rete, no? Facilitare il reperimento di informazioni.

Credo che gli evasori debbano pagare per quello che ogni anno fanno a questo paese. E credo che rimetterci la faccia al bar sia un buon inizio.

Diego Cajelli ha detto...

@Alessio
Sull'evasione, credo, siamo tutti d'accordo.
Guardare il 740 di tutti i Bar prima di entrare per bere un caffè, è un futuro che a me, personalmente, non piace.
Le quattro nozioni che ho di sociologia, riguardo al nostro favoloso popolo, mi dicono che dai quei dati verranno tratte le seguenti conclusioni:
- è più ricco di me, allora è uno stronzo.
- dice di guadagnare tot, ma non è vero.
- voyeurismo fiscale
e chi evade, continuerà a farlo.

Alessio Danesi G.N.A.P.P.A.Lab ha detto...

a me essere informato piace, e tanto. Quando parlo con gli americani mi piace sapere quanto hanno dichiarato. Sarò figlio di Bret Easton Ellis, ma è una cosa che non mi dispiace. Mi farebbe piacere sapere se il ristorante sotto casa che fa la pizza tanto buona, tiene al nero tutti i suoi dipendenti. Mi piacerebbe sapere che il mio vicino di casa dentista con la Porsche che affitta casa sua a tre studentesse calabresi a 1200 euro al mese dichiara di guadagnare 3000 euro lorde l'anno più di me. E con i soldi di tasse che ha "risparmiato" ci si è paerto il mutuo di quella casa che ha affittato! anch'io ho studiato sociologia, ma l'Italia ha bisogno di essere informata. Anche se quest'informazione non è proprio il massimo della correttezza.
Io personalmente vedo almeno quattro tg al giorno (dormo poco), ma vi siete resi conto che, in attesa del varo del nuovo governo, i tg rai passano le stesse innocue notizie e neanche fanno più lo sforzo di cambiare i testi?
Voglio + informazione!

daniele marotta ha detto...

Una cosa è la trasparenza una cosa la superficialità fatale.

Il fatto che una cosa sia pubblica non vuol dire che sia alla mercè di tutti.

In questo modo si è dato libero sfogo al pettegolezzo, al voyerismo. Il contribuente, ovvero chiunque, è alla mercè del brigante che può serenamente fare le proprie liste della spesa e pianificare rapine e furti in casa.

Solo il fatto, ad esempio, di alzare il deretano, prendere l'auto e entrare in un ufficio dover lasciare un documento per avere il 730 del prossimo, bastava a scremare l'80 % di coloro che fanno di questi dati un uso superficiale quando non criminoso.

Credo ci sia un po un rapporto come tra libertà sessuale e pornografia..
...ma forse è una cazzata.

Locomotiva ha detto...

In questo modo si è dato libero sfogo al pettegolezzo, al voyerismo.

alzare il deretano, prendere l'auto e entrare in un ufficio dover lasciare un documento per avere il 730 del prossimo, bastava a scremare l'80 % di coloro che fanno di questi dati un uso superficiale

Appunto: tolto che per farti una rapina in villa non servono i redditi, anzi guardacaso i rapinati avevano dei redditi medio-bassi e la villa...

É proprio quello il punto: miglioriamo iun pelo la fruibilità dei dati (via SMS) e solletichiamo la crassa babbuinità italiana.

Il buon diegozilla può seccarsi a sapere che guadagna più o meno come me (il mio reddito 2007 è 19516,10 euro lordo), e che lo sappia mezzo mondo.
Ma, voglio dire, come quando la vecchietta del piano di sopra controlla a che ora entra e dei mille personaggi che non si fanno gli affari suoi. Sai che problema...

Pensa invece al signorotto borghesuccio di provincia, quello che tutti riveriscono, chiamano dottore, che ha il posto migliore al ristorantino del paese e che il sindaco saluta, la cui moglie è nel comitato delle dame di carità e la cui pro loco lo sviolina perché dia due soldi.
Il borghesuccio arricchito che ha la coscienza più nera del nero che fa e che sbandiera a suon di macchine e vestiti...
Mettigli contro le stesse mille vecchiette e i mille bragaloni da bar sport che sbirciano il suo 730 e ghignano...
LA gogna sociale e strisciante, la doppiezza di chi ti saluta davanti e ti spettegola dietro.

Se non ci si arriva con la virtù, ci si arrivi titillando gli istinti peggiori: ma facciamo vergognare chi evade.

Diego Cajelli ha detto...

Aspè... A me non da fastidio che qualcuno sappia quanto guadagnamo.
L'evasione è da stroncare e siamo d'accordo tutti.
Ma non dovrebbero esserci persone preposte a fare il culo agli evasori?
Nel senso...
Quanto può cambiare le cose boicottare il ristoratore che dichiara zero e gira in BMW?
Tanto?
Poco?
Moltissimo?
Esiste davvero qualcuno che è stato messo in galera per evasione fiscale?

Altra cosa... A me non fanno paura i criminali in possesso di quei dati. Più che alla "selezione" del colpo, che fa tanto Diabolik, penso alle truffe...
Comunque, ho più paura di una finanziaria con in mano i quei dati, o di una società di telemarketing.

Sono d'accordo con la necessità di una maggiore informazione.
(anche maggiore educazione, non sarebbe male...)
A questo punto però, è necessario guardare in faccia il problema successivo.
Ovvero: Sai le cose, ma non cambia comunque un cazzo.
Sono ancora tutti lì, che ti ridono in faccia.
Ora sappiamo che dichiarano 10 euri di tasse più di me, benissimo!
Ma sono sempre lì che ridono.

Dal mio punto di vista, e scusate le mie derive staliniste, per scoraggiare l'evasione fiscale era più utile mettere in galera sei mesi Valentino Rossi, piuttosto che mettere in rete i dati del mio vicino di casa.

Anonimo ha detto...

Concordo sulla deriva stalinista.
Anche perché il meccanismo più probabile (I-T-A-L-I-A, ricordiamocelo) non è "guarda che stronzo questo che evade le tasse, lo denuncio" ma "vabbeh, se lo fa lui lo faccio anch'io".

(povtttwn!)

scott ronson ha detto...

Pardon, l'anonimo qui sopra sono io

The Comedian ha detto...

Il sistema dovrebbe essere più trasparente.
Mi spiego: pubblichiamo pure i redditi su internet, ma facciamo che se voglio vedere il reddito di Pincopallo devo autenticarmi al sito del Ministero delle Finanze e specificare la persona di cui voglio sapere quanto ha dichiarato.
Nel mentre, Pincopallo potrà vedere sullo stesso sito che Tiziocaio è andato a vedere quanto guadagna il giorno tot all'ora tot del mese tot.
Ovviamente tutto si può aggirare sulla rete, ma lo sbatti dovrebbe essere sufficiente per scoraggiare la massa di curiosi.

Per il resto, sono convinto che possa fare di gran lunga di più la cosiddetta "riprovazione sociale" che il molto labile timore di una visita della finanza, che se comunque facesse qualche controllino in più male non farebbe.