domenica, aprile 27, 2008

New York 'Zilla (3)



(Da sotto il ponte con fish eye)

Integrazione.
Sulla quarantacinquesima, stanno consegnando un carico di bicchieri di carta a uno Starbucks.
Le scatole sono impilate su un carrellino, è un monolite di cartoni alto due metri, lo spingono in tre.
A gestire i lavori c’è un ragazzo di colore. A spingere ci sono: un cinese, un ispanico e un arabo, che lavorano assieme.
Poi passano due poliziotti di ronda. Uno anzianotto, cicciotto, con la faccia uguale a quella del cattivo di Danko e uno più giovane, giapponese.
Ora sono in metropolitana, parlo italiano con Leo.
Nella nostra carrozza, in questo momento, nessuno sta parlando inglese.

Spiderman.
Secondo me, il sindaco di NYC dovrebbe assumere un paio di campioni di Parkour, fargli indossare il costume di Spiderman e lasciare che si scatenino in giro per la città.



(Uno dei miei palazzi preferiti dell'upper west side)

Caffé.
Chi mi segue, sa che ho una passione per il caffé di Starbucks.
Bene, quello è caro, ed è caro sul serio.
Il caffé di Dunkin’ Donuts costa meno ed è anche più buono.
Il caffé dei Dinner è buonissimo, e dopo il primo, passano a versatene ancora, perché si usa così.
Chiedo un caffé al Dallas BBQ, e il cameriere, che già aveva capito la mia italica origine, mi dice che il loro caffé è cattivo e che non mi piacerà.
Lo prendo lo stesso, invece è buonissimo.
Gli fa strano se bevi il caffé senza latte.

Televisione.
A casa dei miei amici avevano una tele via cavo “pacchetto base”. Canone annuale e dei canali a pagamento per le prime visioni, alcuni eventi sportivi e i pornazzi.
Insomma, una specie di digitale terrestre, o Sky base, per intenderci.
L’unica, insignificante differenza è che in quel pacchetto c’erano più o meno 700 canali, e ad un certo punto iniziava la radio.
Ho fatto zapping, così per vedere che c’era, e dopo due ore mi sono stufato.
Era una domenica pomeriggio, mi sembra, e c’erano un botto di film, dal Padrino a Pulp Fiction, passando per Forrest Gump, Platoon e Ace Ventura.
Buona Domenica.
Anche da un punto di vista squisitamente statistico, con 700 canali, copri tutti i posti che devi dare all’amico del parlamentare, al nipote del vescovo e alle correnti politiche. E magari ti rimangono due o tre (cento) posti di lavoro da dare a chi quel lavoro lo sa fare davvero.



(Gargoyle del Village)

Quarto di Dollaro.
Non sapendo niente di matematica, l’assenza del sistema metrico decimale, per non è un problema.
Tanto i conti non li so fare comunque.
Fatto sta che a me fa strano una moneta che vale 25 centesimi e non 20 o 30.
Mi accorgo troppo tardi che il “lato B” della moneta da un quarto di Dollaro è diverso a seconda dello stato che l’ha emessa. I disegni cambiano, e alcuni sono davvero fighi. Dato che sono un nerd del cazzo inizio a tenerli. La mia collezione ora comprende: Texas, Wyoming, South Dakota, South Carolina, Washington, Montana, Louisiana, Oklahoma (doppio).
Non ho capito quanto vale un Dime.

Questione di costi.
Da noi mangiare fuori è un lusso. A Milano per una pizza, una coca e un caffé, viaggi sui 20 euro.
Cazzo, qui mangiare in giro costa pochissimo…
Anche non considerando il cambio favorevole, anche facendo finta di avere una rapporto Euro/Dollaro uno a uno, mi rendo conto che i costi per il cibo sono veramente bassi.
Sarà per questo che tutti quelli che vedo, stanno mangiando.
Mangiano mentre vanno o tornano dal lavoro, mangiano a passeggio o in metropolitana, e mangiano a tutte le ore possibili.
Non ci sono i turni, come da noi, dove sembra essere in una gigantesca caserma/Paese, dove si mangia tutti assieme in orari precisi.
Fatto sta che, per esempio, nei Dinner, ti sfondi con 10 dollari.
Una bistecca di manzo, contorno, acqua e caffé, 15 dolla.
Anche se fossero Euro, a me andrebbe bene.



(FDNY con panning. Menata personale che ci tengo a dire: Lo sfuocato è fatto "a mano", durante lo scatto, che a mettercelo dopo con Photoshoppe sono buoni tutti.)

Empire State Building.
Fortuna fortunella, io e Leo passiamo lì davanti e notiamo che non c’è coda.
Visibilità annunciata: 20 miglia. Entriamo e saliamo.
La trafila per raggiungere l’osservatorio è piuttosto lunga, ma è gestita con sapienza e ordine.
C’è un controllo antiterrorismo, delle file ordinate e dei cordoni da seguire.
Ci sono un sacco di “annessi e connessi”, venduti come optional. Dalla mappa con i nome dei grattacieli che vedrai da lassù, ad un audioguida in diverse lingue da ascoltare con le cuffie.
C’è gente, ma non tantissima. Un paio di giorni dopo, ripassando da lì, la fila usciva dal palazzo e faceva il giro dell’isolato.
In quaranta minuti siamo su.
L’ascensore fa tipo dieci piani alla volta, e le ‘recchie ti si tappano come quando sei in aereo.
Su c’è ressa, e si parlano tutte le lingue del mondo.
La vista è favolosa, anche se l’hai “già vista”, in un milione di foto e un miliardo di film. Rimane il fatto che esserci, vedere quel mare con i tuoi occhi è un esperienza da fare assolutamente.
Osservo da quell’altezza il mio amato Crysler… Non c’è traccia di Q, il Serpente Piumato, ma fa niente.

Niùiorcani simpatici 3.
La lobby internazionale dei fumettisti, sta diventando sempre più potente e ramificata. Fatto sta che, per giri di giri, a NYC trovo Danielle, un’amica Niùiorcana dei nostri tre caballeros in trasferta.
Dan diventa guida, interprete e mia maestra di inglese.
E’ lei a portarci a mangiare l’alligatore, a vedere un musical a Broadway, a "provare" l'ascensore a proiettile del Marquis, e mille altre cose.
E’ la prima Niùiorcana che conosco, ma non è esatto, perché è canadese di origine.
(Non a caso, durante una partita a freccette, la sfida è Ita vs Can e non Ita vs Usa!)
Mi spiega le regole del Baseball, e faccio finta di capirle. L’Hokey però mi piace e lo capisco di più.
Fatto sta che Dan diventa presto un’amica. Un’amica vera. Parliamo spesso delle “differenze”.
Le differenze che ci sono tra qui e lì. Il mio inglese all’inizio zoppica, ma dopo un po’ imparo, ci faccio l’orecchio e posso dire di aver fatto dei grandi passi con l’inglese da strada.
Provo a tradurle alla lettera anche dei nostri modi dire, e scopro che funzionano!
Credo di averla ringraziata ottocento volte per quanto è stata carina con me in quei giorni, e lo faccio ancora. Grazie!



(Chi abita qui?)



(American Eagle!)



Continua...

6 commenti:

il prins ha detto...

Dime: non si capisce perchè vuol dire più cose. Da quello che so io significa 10 centesimi ma anche 10 dollari (di solito è usata come contrazione di Dime-bag cioè una busta da 10 dollari di droga, solitamente erba).
Se poi non mi ricordo male è anche il motivo del soprannome di Dimebag dei Pantera.

Ah, si usa anche per dire che una ragazza è splendida, nel senso che da 1 a 10 totalizza il massimo di punteggio.

Bapho aka Davide Costa ha detto...

(Chi abita qui?)


ho un dubbio

A) Carrie Bradshaw

B) Gli Huxtable/I Robinson

Elydon ha detto...

L'amante di Paul House nel film di Woody Allen "Misterioso omicidio a Manhattan"!

E se dici di no, è perchè menti!

Fabio ha detto...

...solo due righe per dirti grazie.

Questi report da New YOrk sono meglio, molto meglio di una qualsiasi guida turistica o di documentari alla TV.

Aspetto la prossima 'installation'.

Diego Cajelli ha detto...

Allora, la casa misteriosa è al 66 di Perry St.
E' casa Bradshaw!
Che poi il suo co-inquilino sia l'amante di Paul House, proprio non lo so!
:-)

jester24 ha detto...

Una goduria questa recensione nuiorchese.
Gracias