venerdì, aprile 18, 2008

New York 'Zilla (1)



(Dall'Empire, con prospettiva centrale)


Viviamo in un paradosso.
Noi stiamo vivendo con i tempi, i ritmi e soprattutto i costi, di una società moderna, senza una struttura/Paese in grado di sostenerla.
L’economia occidentale è in crisi, evabbè… Io ve lo dicevo che la globalizzazione era una cazzata, e che alla fine ci avrebbero fatto i soldi solo le banche, la Nestlè, e chi fa affari con le fabbriche cinesi.
Prendiamo atto che siamo nella merda, noi quanto gli Usa, e dato che tornare indietro non si può, affrontiamo la questione da un lato pratico e non ideologico.
Mi servono due stipendi per pagare un mutuo o un affitto. Te ne servono due qui, come te ne servono due là.
La differenza, è che laggiù c’è una struttura, una rete, in grado di farti gestire il tuo tempo in funzione della realtà economica in cui stai vivendo.
Si lavora in due?
Bene, se voglio la spesa la posso fare anche alle tre di notte.
In banca ci posso andare sette giorni su sette, e alcune sono aperte 24 ore.
Se devo andare in farmacia a mezzanotte, non devo preparami a prendere a calci in culo una frotta di eroinofagi, ma entro in un negozione pulito e accogliente.
Essì, ma non hanno l’assistenza sanitaria gratuita, hai visto il film di Moore?
Ho a disposizione una metropolitana che funziona 24 su 24. Costa, ma funziona sul serio, e in pratica mi consente di non aver bisogno dell’automobile.
Qui lavoriamo e ci sbattiamo con i tempi, i ritmi, e ripeto: soprattutto i costi, di una civiltà del terzo millennio, ma abitiamo per modi e strutture negli anni ’50.
I negozi chiudono alle sette e mezza di sera. Se voglio fare la spesa o fare acquisti con la mia dolce metà, li devo fare il sabato, assieme a ottocentottantamila persone nelle mie stesse condizioni, e mentre cerco un parcheggio che non c’è, già mi girano i coglioni.
La domenica, qui è un deserto.
Se entro in un ristorante alle 10 di sera, mi guardano male.

Luoghi comuni.
Sfatiamone un paio. Non è vero che sono tutti ciccioni, e non è vero che sono tutti grandi e grossi.
Di superciccioni ne ho visti un paio, è che quando sono grossi sono grossi sul serio.
Non è vero che non fuma più nessuno, anzi.

Whole Food.
E’ una catena di supermercati, dove vendono tutti gli alimentari del mondo.
Ci sono dei buffett, dove vai, ti prendi il tuo contenitore, lo riempi con quello che vuoi, vai alla cassa e lo paghi in base a quanto pesa. Tutto costa 7,99 dollari al pound.
Per tutto, intendo tutto. Dalle verdure cotte a quelle crude, dal cibo cinese a quello italiano, vegano, vegetariano, indiano, kosher, carne, pesce, pasta, piatti caraibici, thay, macrobiotici, farro, orzo, patate di tutte le categorie, ravioli, minestroni, pollo, maiali, uova, frutta secca, condimenti, e se ti viene in mente una pietanza, sono sicuro che c’è. Il sushi è a parte.
Puoi mangiare dentro, dove ci sono un migliaio di coperti, oppure prendi il tuo scartoccetto e mangi fuori, al parco o per strada, o dove ti pare.
C’è un botto di gente. C’è la fila per andare alla cassa e un addetto sta in piedi con un cartello su cui si legge: La fila inizia qui.
Da bere prendo l’acqua dei Nativi Americani, trattata con preghiere, canti e cristalli per farti avere una buona giornata.



Per forza di cose, penso alla pausa pranzo media di un italiano. Con le paste congelate scaldate nei microonde dei bar, e quei cazzo di panini.
Certo che si potrebbe fare anche da noi una cosa così, ma non credo che si possa fare per mezzo Kg a 8 euro. Così come non credo che si possa avere una simile varietà di cose da mettere nel contenitore.
La pasta e la fettina panata sono il nostro limite. Tutta quella roba, da noi, non la mangerebbe nessuno. Ma anche volendo, anche immaginandone una versione ridotta e sicuramente più cara di quel menù… Anche immaginando risotti, affettati, insalate e cibo per italici, sicuramente da noi, bisognerebbe investire il triplo in sicurezza.
Già mi immagino quelli che, seguendo il nostro modo di pensare, dove vince il più furbo, riempiono il basket di insalata e si infilano in tasca le cosce di pollo.
O’, hai visto? Li ho fottuti alla grande!
Immagino frotte di zingari che mangiano a manate direttamente dal buffett.

Immaginario collettivo.
Mentre passeggio, mi aspetto da un momento all’altro di vedere Spiderman.
Tra la folla sulla quinta strada, mi aspetto di incrociare le quattro di Sex & The City a passeggio.
Mentre cammino per Central Park, giuro, mi guardo attorno, non si sa mai, potrebbero passare Bruce Willis e Samuel L Jackson a tutta birra su un taxi.
Poi mi volto e cazzo, mi ritrovo nello stesso sfondo del manifesto di Manhattan di Woody Allen.
Ogni angolo, ogni scorcio, mi sembra di averlo già visto, in quella dimensione immaginaria delle opere di finzione.
Mi rendo conto che, “geograficamente” il mio Nick Raider è pieno di errori, dovrò correggerli tutti.
Passo davanti al Dakota, mi guardo attorno…
In metrò, la notte, potrebbero salire da un momento all’altro i Warriors diretti a Coney Island, sono sulla loro stessa linea.



(Indovinello: Perchè sono andato qui?)


Niùiorcani simpatici.
Io e Leo, riceviamo la proposta di un orgia gay con un cubano di mezz’età. Ex seminarista, brutto come pochi, che ci dice che l’italiano è la lingua dell’ammore. Non è il nostro tipo, e gentilmente ce la diamo a gambe.
Davanti all’università, mi ferma uno del Partito Socialista. Gli dico che sono italiano che da noi, abbiamo una grande tradizione socialista. Lui è contento, però non conosce Pertini.
Di fianco a me, in metrò, c’è uno che legge un manga.
Capisco che il lettore di manga è una sottospecie umana dalle caratteristiche fisiche internazionali. Quello era di New York, ma era identico, uguale, spiccicato, per forma, faccia e stile ai lettori manghi di casa nostra.
I guidatori della metropolitana, in diretta, ti dicono a che fermata sei, quali coincidenze ci sono con le altre linee, e dove stai andando.
Alcuni, soprattutto la sera, lo dicono facendo Rap.



(Un colorato Niùiorcano)

Girare a piedi.
Allora, a meno che tu non sia completamente scemo, a Manhattan è impossibile perdersi.
E’ tutto ortogonale, con sensi unici, Street e Avenue.
Se sali i numeri delle Street aumentano, se vai verso est, i numeri delle Avenue diminuiscono e viceversa.
Soltanto Greenwich Village e Wall Steet sono un po’ più incasinati a livello di orientamento, alla europea, per intenderci.
Di media avrò fatto una dozzina di Km a piedi ogni giorno, tanto che nelle due uniche giornate di sole mi sono anche abbronzato.



( il Chrysler Building è ipnotico)



(I brakedancers di Washington Square, sono ipnotici anche loro.)

Continua...

25 commenti:

nerosubianco ha detto...

WOW! ° . °

Anonimo ha detto...

ciciconi?
dovresti andare nel sud… tipo las vegas.
lì si che trovi i ciccioni!
mic

alex crippa ha detto...

osti...cos'è l'edificio 72?
non ci arrivo...

Davide ha detto...

dai dai che puoi fare di meglio...

spremiti un poco di più...

vogliamo sudore e sangue

Fabio... ha detto...

Nel palazzo della timewarner?

Grosso modo NY mi ha lasciato lo stesso sapore...
(quest'anno niente... Ci tornerò l'anno prossimo)

S3Keno ha detto...

Mmmh, che mangiate che mi son fatto grazie ai Whole Food Markets!!! Cucina non solo stra-variegata, curata, naturale e relativamente economica... ma anche BUONA!!! :)

Quadrilatero ha detto...

Semmai *avevamo* una grande tradizione socialista.

Ed! ha detto...

Sigh...
Si può avere "nostalgia" di un posto in cui non sei mai stato?
Beh, io ce l'ho.

Oltre ad un po' d'invidia per tutti quelli che hanno la possibilità di andarci... e quest'anno (cazzo che coincidenze) ho ALMENO una decina di amici che ci sono stati o ci devono andare.

ciao Diè, ben tornato.

Accenti & Neri ha detto...

Mi dispiace dirlo, ma la rovina dell' Italia sono gli italiani...
e se non si comincia a fare una vera e sana autocritica ci sarà ben poca speranza.

Ele

-logan- ha detto...

tutto bello tranne l'inno ai negozi aperti sempre...
io per avere un sabato libero mi devo prendere una settimana di ferie e tu vuoi farmi lavorare anche la domenica? :D

jester24 ha detto...

Sono d'accordo su tutto quello che hai detto circa l'italianità inalienabile che ci ammorba. Ma soprattutto, grazie al tuo post, ho in bocca il sapore vero di questa grande mela, che è il mio sogno da quando sono coscente. Con invidia ti ringrazio.

Anonimo ha detto...

Ma veramente il problema è che il carrefour chiude solo alle 22?

Capisco banche, sportelli comunali e altri servizi che hanno orari di apertura ridicoli, ma la grande distribuzione italiana si sta già (purtroppo) allineando con gli states. Domenica sempre aperti (o quasi), 25 aprile aperti per permettere alla gente di fare shopping..insomma siamo vicini alla realtà che ti auguri..
Non voglio fare un discorso ideologico, ma qualcuno deve lavorarci nei supermarket per permettere a te di andarci a fare la spesa alle tre di notte.
Io non sono così sicuro che che per loro vorebbe dire un miglioramento della qualità della vita.

gedo

Ed! ha detto...

avente mai sentito parlare dei "turni"?

Locomotiva ha detto...

qualcuno deve lavorarci nei supermarket per permettere a te di andarci a fare la spesa alle tre di notte.
Esatto!

Siamo agli anni'50 proprio per la concezione di vita ferma tra Metropolis e i film di Sordi.
Aprire un po' la mentalità e capire che non ha senso fare tutti dalle 8 alle 5 a far parole crociate in un ufficio pubblico, e che lavorare di domenica e saltare un sabato in discoteca non è dannoso, o che fare le ferie a maggio invece che a ferragosto conviene?

scott_ronson ha detto...

Leggere di whole food e poi dover andare a mangiare nella pausa pranzo con il pensiero di pagare 4 euro un piatto di roba al micro-onde mi ha davvero fatto venir male.

Diego Cajelli ha detto...

@Logan, Gedo, eccetera...
Fanno i turni, gente!
E non solo i commessi o i camerieri, ma anche i cuochi, gli impiegati, eccetera.
Credo che tra il "non avere un lavoro" e avere "un lavoro con i turni" sia meglio il secondo.
Credo...
Non c'è il concetto di Domenica, o di stagione per le ferie.
Non c'è nemmeno un orario stabilito per il pranzo, la cena o la colazione.
Vuoi cenare alle cinque di pomeriggio?
Ceni alle cinque di pomeriggio.
Vuoi andare in lavanderia alle 22.30?
Ci vai.
C'è un turnover impressionante, anche andando tre volte nello stesso posto, non ci trovi mai le stesse persone a lavorare.
Da whole food ci sono 54 casse, con un tizio che gestisce le code, dicendoti in quale cassa devi andare.
Ci lavora un BOTTO di gente.
Guadagneranno poco?
Probabile.
Fatto sta che in una strutta come quella, puoi gestirti il tuo tempo.
Un precario a progetto, che in realtà fa dei NORMALISSIMI orari d'ufficio, si ritrova di nuovo, in un favoloso paradosso. Il nostro.
Una finta mobilità, senza la possibilità reale di sfruttare il tuo tempo come vuoi.
Sarò cagacazzi, ma io al mio tempo ci tengo, e ci tengo tantissimo.
L'assenza di domeniche, di lunedì mattina, di esodi d'agosto, eccetera, a mio avviso mi farebbe vivere meglio.
Però, c'è da dire che mi ritrovo in un momento della mia vita post ideologico e post utopico.

@Alex:
Come nelle migliori tradizioni enigmistiche, la risposta e nella domanda!
:-)

Ed! ha detto...

Diego... mi togli le parole di bocca. Quoto tutto dall'inizio alla fine. Il bisogno che sento è lo stesso e mi sento un po' come una bomba ad orologeria... arriverà prima o poi il momento in cui farò armi e bagagli e me ne andrò via di qua per sempre.
Le uniche cose che mi tengono ancorato al mio piccolo monolocale torinese sono la paura di affrontare una lingua che in fin dei conti non so parlare ancora bene (e questa paura è piuttosto facile da demolire) e un morboso e materialistico attaccamento alle mie cose, ai miei oggetti (non riuscirei mai a traslocare senza portarmi dietro un camion con tutte le mie cose... c'è un nome per questa specie di malattia?).
Bah.

Anonimo ha detto...

quindi quello che risolleverà l'italia sarà incrementare le file degli schiavi da supermercato?
alla faccia del socialismo.
io ne conosco di commessi e vi assicuro che vi tirerebbero le migliori madonne.
voi che tipo di lavoro a turni fate?
se uno ha dei bambini?
li manda alla scuola notturna in modo da passare la mattinata insieme.
ma di che cazzo state parlando?

barbara

Ed! ha detto...

se uno ha dei bambini?
li manda alla scuola notturna in modo da passare la mattinata insieme.


Barbara, te o non hai bambini o non lavori o non conosci nessun lavoratore con prole a carico. Porti proprio un esempio sbagliato. Ti assicuro che il problema dei bambini esiste (se non peggiore) anche con chi fa un semplice lavoro di 8 in ufficio e deve pagare fior di migliaia di euro all'anno tra babysitter (ormai in prevalenza straniere) asili nidi e balle varie... per poi vedere i figli giusto la sera prima di metterli a letto.
Ed è un problema quindi che esiste ovunque oggi, qui in Italia così come in America.
A pensarci bene i turni permetterebbero a molte madri di poter stare accanto ai propri figli anche durante il giorno.
Il problema è che una volta le famiglie potevano permettersi di avere solo un genitore lavoratore mentre l'altro/a stava a casa con i figli.

Comunque con la storia degli "schiavi da supermercato" hai un po' generalizzato. Si è parlato di turni E di supermercati... non di turni soltanto per i supermercati. Il discorso si potrebbe applicare a molti altri settori lavorativi.
Ciao.

Diego Cajelli ha detto...

@Barbara.
In effetti non stiamo parlando di niente.
Prendila come una cronaca della vita su Marte, e non coniugarla in alcun modo alla nostra realtà.
Non serve.
Ripeto, viviamo in un paradosso.
Infatti io non prenso che questo sia il modo per risollevare l'Italia.
Non c'è un modo.
L'unica maniera è trasformarci in un paese per le vacanze dei paesi del terzo millenio.
Verranno da noi a fare le vacanze negli anni '50.
Però dobbiamo imparare tutti a suonare il mandolino e a fare la pizza.
Però potremo godere della pausa pranzo fatta a casa, della domenica in bicicletta, delle ferie ad Agosto al lido Mirella.
Faremo la spesa dal contadino, tornando a casa in Lambretta, stando attenti a non rompere le uova.
A me andrebbe bene, se non mi chiedessero di lavorare, vivere, pagare, correre, come in un paese di oggi.
Ho visto rifare una strada in sei ore, la notte hanno montato il cantiere e la mattina dopo quella strada era già aperta al traffico.
Schiavismo?
Vedila come ti pare.
Non credo che quegli operai abbiano lavorato gratis, come non credo che l'impiegato della banca aperta 7 giorni su 7 lavori gratis.
Ma ripeto, non pensiamo a queste cose.
Non importa.
Siamo i più fighi del mondo.
Viva la pasta al dente, mangiata rigorosamente alle 12.30 e alle 19.30.
Guai a sgarrare.
Evviva la vestizione alla Fantozzi, dalle 17.55 alle 18.00.
E poi via, tutti a casa sullo stesso autobus a guardare la Tv.
Da qualche parte, nel mondo, c'è Patrick Stewart che recita Macbeth a Broadway, ma non importa...
Noi abbiamo la pausa pranzo, la domenica e la possibilità di coccolare i nostri figli fino a quando compiono 30 anni e sono ancora a casa.
Socialismo?
Io inizio ad avere paura di tutte le parole che finiscono in -ismo.
Mi stanno fottendo quelle parole.
E sai che farò?
Appena posso da qui me ne vado.

Diè.

Anonimo ha detto...

premesso che in nessun modo ho nostalgie bucoliche o particolari orgogli patriottistici.
essere pagati 5 euro all'ora non è essere pagati.
non capisco come si faccia a scambiare la libertà con la libertà di consumare.
a me di consumare non me ne frega un cazzo.
di avere delle ulteriori inutili comodità a discapito di altri lavoratoti non mi interessa.
la risposta quindi sono le grandi opere, informatizzare la burocrazia e rendere il mercato del lavoro più flessibile
aspetta, chi mi ricorda?

barbara

-logan- ha detto...

diego ci saranno pure i turni..
ma avere liberi i pomeriggi in cui tutti gli altri tuoi amici lavorano, loro vanno via il sabato e tu non puoi farlo, ma cazzo hai libero pure il mercoledì che sono tutti al lavoro.. che culo..
mi spiace, ma io spero proprio che questo da noi non arrivi..

ps.. io le ferie le metto sempre in settembre.. :D

Locomotiva ha detto...

A'Diegozzì, mi sa che c'hai ragione...

Visti i commenti, sai mica un buon corso da pizzaiolo?
Corso di Mandolino, passo. So' stonato anche col citofono, io.

O hai conosciuto un newiorchese che ha bisogno di un programmatore CNC che i turni li fa già, le ferie programmate ci prova, e sopravvive lo stesso?

GreatMoranda ha detto...

io ho fatto il commesso per anni e sinceramente lavorare la domenica non mi farebbe nessun problema, pazienza se i miei amici sono andati a farsi la gita quel weekend, ci andrò la prossima volta. Se sono questi i problemi ... mah.
Da qualche anno ho una fumetteria, aperta dal lunedì al sabato, orario continuato. Mi dici come cavolo faccio a fare qualsiasi cosa? spesa, bollette, banca, ecc ecc. Per fortuna ho un socio quindi riusciamo ad organizzarci un po' ma altrimenti?
E guardate che il mondo intero fa i turni o lavora nei giorni di festa, anche qui da noi ce n'è di gente: medici e infermieri, autisti di autobus, camerieri, cuochi e via di seguito e senza nessun particolare problema (a sentire quelli che conosco io per carità)
Non parliamo di nuovo schiavismo, suvvia, si finisce per essere ridicoli

Locomotiva ha detto...

Ho segnalato questo post in un forum specifico su New York City

http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1197624362/30#37