giovedì, aprile 24, 2008

La Padrona del Target



Ognuno ha le sue perversioni, e una delle mie, ultimamente, si chiama: X Factor.
Direi che, superato lo shock iniziale, simile in un certo senso a quello che può provare entrando per la prima volta in un dungeon di water bondage, o finendo per sbaglio in un giro di femdom con strap-on da 33 centimetri, il programma di Rai 2 lo si riesce a guardare abbastanza bene.
Ogni tanto sento il bisogno di una parola d’ordine per fermare il dolore che mi infligge la Ventura, ma poi mi ricordo che basta il telecomando.
X Factor riesce ad essere divertente e, almeno per me, estremamente istruttivo.
Sto imparando parecchie cose.
Con sorpresa, ho scoperto di essere spesso d’accordo con Morgan, di capire i suoi discorsi, e di annuire quando parla la signora Maionchi.
Mi divertono le variabili applicate a Francesco. Per variabili intendo il gioco delle tre carte applicato alle possibilità future. Un gioco divertente se ne cogli le caratteristiche di costruzione, investimento, applicazione.
In sostanza su Francesco sono stati applicati due teoremi.
Il teorema Jovanotti:
Da: Fei fome la mia moto fei proprio come lei
A: Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa che parte da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa. Teorema che con Francesco non ha funzionato. Del resto non si può pretendere di trasformare un pennellone in chiodo rosso gimme five a icona sinistrapop ogni vent’anni, ne devono passare almeno quaranta.
Allora sono passati al teorema successivo.
Il teorema Iva Zanicchi:
Da: Zingara A: OK il prezzo è giusto.
Questo sta funzionando, sembra. Attendo con terrore l’applicazione del secondo comma del teorema Zanicchi.
Da: Ok il prezzo è giusto A: Candidarsi con Forza Italia. Vedremo.
La vera scoperta, per me, che non l’avevo mai cagata prima, è stata la Ventura.
Mi chiedo di cazzo parlavano lei e Bettarini quando erano sposati, ma tra moglie e marito non mettere il dito.
Il dominio della Ventura è doloroso ma giusto. Ti frusta forte sulle palle, ma lo fa per il tuo bene.
Il suo scopo, la sua determinazione dichiarata in modo sfacciato, è quella di abbassare il target costi quello che costi, e quando ci riesce, la Padrona urla il suo orgasmo.
L’abbassamento del target è frontale, feroce, sadico, e inizia prima ancora che apra la bocca.
Inizia nel momento stesso in cui viene inquadrata da una telecamera.
Il Target va sdraiato, schiacciato, piallato, semplificato oltre i mimini termini.
Abbassa, abbassa, nel suo dominio sono ammessi solo due aggettivi: Bello e Brutto, tutto il resto è probito.
Proibito alzare la testa, proibito fare collegamenti, usare un metatesto, fare un discorso metaforico. Non si può. Non devi.
In un momento di insanità, ho pensato che se questo cazzo di target del cazzo viene abbassato ancora un po’, gli unici in grado di apprezzare il programma saranno i mobili del mio salotto.
Accenderò la televisione per far vedere X Factor al mio divano.
E invece no. Mi sbaglio, la Padrona ha ragione. Conosce bene i suoi schiavi e sa che cosa vogliono, che cosa sperano, che cosa capiscono. Io non sono uno Schiavo ubbidiente, ho ancora qualche aggettivo che singhiozza e qualche concetto che non si è ancora sdraiato per terra a leccarle i piedi.
Per la Padrona, per esempio, introdurre un concorrente, parlando di lui, significa urlare forte il suo nome.
E’ favoloso.
E’ di una vuotezza siderale che ha un qualcosa di erotico.
In questo roleplay, Morgan fa la figura del colto intellettuale inarrivabile. Ora, in tutta sincerità, io a Morgan ci voglio bene, ma se lui è un intellettuale, Pier Paolo Pasolini che cos’è?
Un supereroe?

5 commenti:

HulkSpakk ha detto...

Pier Paolo Pasolini in realtà, è il tuo divano.

Quadrilatero ha detto...

Per fortuna mia, io sono totalmente amusicale. Appena sento una nota in tv me ne vado a seguire il processo di Biscardi, qualche donna nuda o qualche pazzo con fucile in braccio.
PS: sabato 10 maggio, ore 11:30, vedrò di fare un salto.

daniele marotta ha detto...

L'abbassamento del target.

Da tempo mi interrogo su un fatto.
Prima del bombardamento televisivo, prima della endemol generation, cosa facevano i pulviscoli che oggi satellitano intorno agli astri deflippi-ventura-endemol?

Cosa faceva battere i cuori che oggi sono tutti per la tronista, il naufrago o il cantante ballerino?

In altre parole 1. c'è stato un rincoglionimento o solo un passaggio dal rotocalco o dalla telenovela, al reality?

In altre parole 2. Pasolini era un supereroe anche da vivo?p

Xaxa ha detto...

eh si.....PPP era, è e sarà un eroe...

Locomotiva ha detto...

mi chiedo se non sia un discorso generazionale.

La televisione degli anni d'oro aveva due capisaldi:
uno) era democristiana ed impettita, quindi mostrava l'italia ufficiale che ci sarebbe dovuta essere, e non l'italia vera.
due) quelli in video in quegli anni erano, al più, gente uscita dalla gavetta del teatro dal vivo e dall'avanspettacolo.
Il cui pubblico non perdonava e lo avevi col fiato addosso, senza un vetro in mezzo.
Insomma gente professionale e professionista.

Poi sono venute le televisioni private, che hanno abbassato di botto il livello dal paese ufficiale al paese normale: tette, culi, nani (anzi nano, uno), ballerine, telenovelas, gossip triucido.
E il paese ci si è buttato dentro: finalmente un programma che non mi fa pensare...


E, a ruota, da una parte il teatro scompare e dall'altra la televisione non richiede professionalità.
Basta una Ventura - brava donna, non dico: ma in una compagnia di giro come quella di Walter Chiari, Macario o papà Dapporto, una Ventura faceva la ballerina o al massimo la soubrettina, cioè la terza in graduatoria dopo la soubrette e la soubrettona: quella, insomma, che faceva da comparsa nelle scenette e finiva invariabilmente mezza nuda.

Ci sono ancora due o tre grandi vecchi e qualche giovane promettenti, tipo Ale&franz o Luyca&paolo delle Iene, che han cacciato la testa nella bocca del pubblico a teatro. Il resto, è gente nata in TV e che, fuori, va ad aprire i supermercati e, se parla, fa pietà.

Aggiungi, poi, l'effetto sinergia: cioè, Mediaset in particolare si sta creando un parco buoi di simil-VIPs buoni per tutte le occasioni.
La velina diventa attrice nella fiction, così va ospite nelle altre trasmissioni, così diventa personaggio importante, così crea gossip, così la si intervista.
Ma sempre con la cognizione di una velina resta. (e, confronto ad un tronista, è grasso che cola).