mercoledì, gennaio 02, 2008

La prospettiva di Lost



In questi giorni di gesso e festività, ho accolto la passione di Federica per Sawyer scamiciato, e ho visto, seduto accanto a lei, tutta la terza stagione di Lost.
L’abbiamo guardata tutta di un fiato, compresa la puntata speciale con i due producer che ti raccontano la rava e la fava.
E lì, grazie a quello speciale, finalmente ho capito.
Partendo dal presupposto che due persone intelligenti, i produttori di uno dei serial più visti al mondo, non possono fare con coscienza la figura dei coglioni di fronte a milioni di persone, ho capito che in quello speciale loro erano sinceri. Erano davvero convinti di rispondere alle domande narrative della serie.
Per cui, visto che quello che mi stavano dicendo per loro erano sul serio delle risposte, in un angoletto del mio cervello si è materializzato Van Gogh.
Per la precisione, mi è venuto in mente: “La camera di Vincent ad Arles” dipinta da Van Gogh nel 1888.
Ed è stata l’illuminazione immediata.
La “La camera di Vincent ad Arles” sta alle regole classiche della prospettiva, come Lost sta alla regole classiche della coerenza narrativa.
L’errore era mio, sbagliavo io a cercarle.
Sbagliavo ad attendermi risposte coerenti.
Così come non guardo “La camera di Vincent ad Arles” usando la squadra, il righello e il punto di fuga, non posso guardare Lost aspettandomi che i nodi narrativi vengano ad un qualsiasi pettine.
Sono nodi e basta.
Sono le luci e i colori di un bellissimo spettacolo pirotecnico.
Fanno un gran casino, sono dei bei disegni di luce nel cielo, ti piacciono, ma non servono assolutamente a niente se non a farti alzare il naso al cielo per una mezz’oretta.
Per cui, Lost, adesso che ho capito che è unicamente, sostanzialmente, concettualmente fine a se stesso, mi piace da matti.

9 commenti:

Davide ha detto...

pur apprezzando questo post (ma non seguendo lost) sono costretto ad andare OT
ho postato un paio di diomande sul topic della sconosciuta
risposte?

Diego Cajelli ha detto...

@Davide:

Sì, ho letto le tue osservazioni a La Sconosciuta!
Ottime osservazioni!
Per quanto riguarda la cassaforte, è uno di quei casi in cui "lo scritto" si scontra frontalmente con la realtà "visiva".
Secondo me, in sceneggiatura poteva funzionare, salvo poi cadere nell'impossibile nella sua realizzazione per immagini.
Mi ha ricordato l'assurda questione del tatuaggio nell'assurdo "In the cut".

Per la questione della Gerini, lì, a mio avviso hai centrato il più grosso svarione del film, tanto grosso che a me era sfuggito!
:-)

Diè!

Davide ha detto...

(mia moglie ha centrato, e pensare che io sono quello che legge sempre i thriller, i noir, i gialli e lei li odia cordialmente...)
quindi, anche io l'avevo perso

Jack the Monkey ha detto...

Mah... per quanto in alcuni punti assolutamente allucinata ("MAGIC TURTLE!!"), alla sceneggiatura di Lost l'unica cosa che veramente non perdono è l'introduzione di Paulo e Tizia... minchia, manco nelle più brutte fanfiction di Harry Potter compaiono personaggi così a cazzo...

Anonimo ha detto...

Paulo e Nikki (oltre ad essere stati inseriti come riempitivo) gli anno messi per fare capire che ogni personaggio è essenziale in Lost. Lost è un fragile ecosistema, un esplosione a catena... Se ci pensate bene, bastava che Paulo e Nikki dicessero agli altri dell'aeroplano e della seconda botola al resto dei sopravvisuti e forse Boone si sarebbe salvato la vita... Per quanto riguarda Charlie, avete notato che era destinato a morire fin dall'inizio? prima delle veggenze di Desmond, gli altri superstiti in un modo o nell'altro gli anno sempre salvato la vita...
Vedremo...Intanto questa "cosa" dei flashforward è una figata!

Saluti!

Andrea

Quadrilatero ha detto...

Di Paulo facevo anche a meno, ma a momenti piangevo quando mi hanno sotte****o quella grandissima gnocca di Nikki.

Jack the Monkey ha detto...

Ok, se la mettiamo sul piano gnoccaggine concordo che la perdita di Tizia è stata notevole. Ma mai quando la (per me) stratognocchissima Bea Kluegh. Ecco, quando è schiattata la stratognocchissima Bea Kluegh ero tentato di smettere di guardare Lost *__*

Andrea ha detto...

scusa jack, posso chiederti a che attrice di Lost ti stai riferendo? Questa Bea proprio non me la ricordo...

Per me la più gnocca rimane Michelle "Ana Lucia" Rodriguez

Jack the Monkey ha detto...

è l'attrice nera che compare alla fine della seconda serie di Lost... quella che sembra un pezzo grosso degli Altri. se non sbaglio il nome dell'attrice è April (o Abril, non ricordo) Grace. Per me ha un fascino allucinante.