venerdì, gennaio 18, 2008

Godiman (2)

Dopo aver cambiato l’ordine delle tavole, scritto i nuovi dialoghi su dei Post It gialli, e mandato il tutto alla letterista, la mitica Sabrina Saito, vado avanti con i lavori.
Il terzo numero di Orgasman, che diventerà il secondo numero di Godiman, è scritto ancora peggio del precedente.
La storia non aveva alcun senso. Anche volendo, anche pensandolo come una parodia di una parodia, come un viaggio lisergico, nella storia “originale” non accadeva, davvero, niente di logico o perlomeno di sequenziale.
Per quanto fossero grezze, volgari, folli, le storie del porno da “caserma” sono sempre state coerenti, che si trattasse di commedie o di porno horror, quel tipo di narrazione seguiva comunque una logica narrativa. C’era sempre, magari sottile, una motivazione, legata al plot o ai personaggi.
Quel numero invece, era un insieme di minchiate.
C’erano dei barlumi di fili di trama che si annodavano, non finivano da nessuna parte, facevano comparire dei personaggi all’improvviso, dal nulla. E soprattutto, c’era poco, pochissimo sesso.
Di nuovo mi dico: Pazienza, vediamo che cosa si può fare.
La letterista era molto impegnata e io avevo bisogno di soldini, per cui, oltre che come
ri-sceneggiatore mi propongo anche come letterista.
Il secondo numero di Godiman, lo lettero io, usando il mio primo Pc. E siccome ci tengo, come carattere uso il Comics SM, il font più brutto del mondo. Luca Bertelè mi aiuta a mettere dritte le pecette nei baloon.
Letterandolo da solo, ho abbastanza tempo per ragionarci su fino al giorno prima della consegna. Di quel numero saltano fuori altre tavole, ci sono tutte, alcune hanno i dialoghi originali, altre no.
Sposto, taglio e rimonto, sposto ancora, invento, ribalto e approfitto di:
Due personaggi praticamente identici. Una somiglianza non voluta nella storia originale, ma che diventerà, nella mia, un nodo fondamentale della trama.
Un viaggio in Europa.
La morte di Godiman e di Prepuzia.
Il secondo numero di Godiman: “Rinascita” arriva in edicola nel Gennaio 1998.
Tra le altre cose contiene, forse per la prima volta, delle scene gay in un fumetto etero, senza una connotazione dispregiativa. No, non è esatto.
Lo sceneggiatore originale aveva creato una sorta di banda metropolitana di machogay, gestita e raccontata in modo estremamente omofobico, con lo stesso tipo di logica, attenzione e umorismo che può avere lo scemo del villaggio mentre passeggia per Soho.
L’unico modo per gestire quel tipo di logica era di amplificarla fino ad ottenere un cortocircuito.
Esasperare i toni così tanto, da renderli buffi e innocenti per saturazione.
In più, Godiman diventa marcatamente bisessuale, visto che il suo compito come super eroe lo prevede, e nelle (varie) scene di sesso di massa, si consumano vari rapporti qua e la.
Mesi dopo, parlando con il grande Roy Klang, oggi icona internazionale dell’illustrazione gay, mi trovo di fronte alla prova del nove. La supero. Aveva capito il mio ragionamento narrativo/strutturale.
Altro dato interessante, siccome siamo tutte e due molto orgogliosi della nostra creatura, di nuovo forse per la prima volta, Godiman è un porno da “caserma” in cui compaiono le firme degli autori.
Diè e Roy Klang.
In “Rinascita” Godiman e Prepuzia vanno ad Angoulemme a trovare il loro creatore, il Dottor Blowjob.



(Lo so che non c'è il mare laggiù, e che non si scrive neanche così.)

Con loro va anche Valeriana, e anche Ines il capo della gang gay di Newsperm, perché grazie alla trasmissione televisiva: Chi se l’incula, ha scoperto che il Dottor Blowjob è suo fratello gemello.




Arrivati in Europanal, e finalmente giunti dal Dottore, scoppia il patatrac.



Blowjob è impazzito per colpa della televisione, e ora ha nere fantasie necrofile.
Godiman e Prepuzia, che rispettano le leggi della robotica di Asimov, non possono reagire contro il loro creatore.
Lui li uccide.
Arrivano Valeriana e Ines.
Il perfido dottore verrà punito, Valeriana rimonterà i due cyborg, riportando la felicità nei cuori con un lieto fine/orgia di massa stradale.



(Per ovvie ragioni non posso mettere qui le scene clou...)

In casa editrice sono molto soddisfatti del recupero, la ri-scrittura va benissimo, e mi chiedono di andare avanti. Dal terzo numero in poi, sono tutte storie inedite, scritte veramente da zero.
Apro una parentesi.
Nel frattempo mi succede una cosa fastidiosa.
Una delle redattrici della casa editrice, parlando del suo lavoro con un suo amico edicolante, fa il mio nome, come salvatore di Godiman.
L’edicolante dice di conoscermi, e di avermi rubato la fidanzata.
La redattrice, sorniona e divertita mi riferisce l’accaduto.
So chi è l’edicolante, un australopiteco sui venticinque anni, scemo come un sasso, amico della mia ex che, parentesi quadra, avevo mollato io. E di corsa anche.
Mi da fastidio che un pupazzetto mi manchi di rispetto, raccontando palle in giro.
A quei tempi ero piuttosto incazzoso.
Quella notte stessa, alle tre e un quarto, sono fermo in macchina di fronte alla sua edicola, chiusa.
Sul sedile del passeggero accanto a me, c’è una tanica da cinque litri di benzina.
Aspetto il momento giusto, non c’è nessuno, agguanto la tanica e sto per scendere quando passa una volante della polizia.
Mi accuccio tra i sedili per non farmi vedere.
Quei cinque minuti entrano di prepotenza al terzo posto della mia Top Five dei momenti in cui ho avuto più paura.


(continua)

5 commenti:

Libero Assassino ha detto...

Paura eh,? Aspetto con trepidanza la terza parte su Godiman e la top five dei momenti in cui hai avuto più paura :D

madmac ha detto...

ti prego, dimmi che le onomatopee delle armi da fuoco erano: "GANG! BANG!"

Diego Cajelli ha detto...

@Libero Assassino
La top five non la posso mettere qui.
No davvero, ci tengo alla pulizia della mia fedina penale!
:-)))))))))))))


@MadMac
Purtroppo no!

preacher ha detto...

petizione!petizione!!!

petizione a schiavone perchè ristampi tutto GODIMAN!!!!!! :-)

Anonimo ha detto...

Geniale. Davvero geniale.

Tito