giovedì, gennaio 17, 2008

Godiman (1)


Avevo promesso un pezzo su Godiman, ed eccolo qui.
Sarà diviso in puntate perché, lo so già, sarà piuttosto lungo.


Godiman è una miniserie a fumetti, scritta dal vostro Diè preferito e disegnata dal grande Roy Klang.
E’ uscita in edicola dal Dicembre 1997 all’ Aprile 1998, edita dalla International Press, quella di Le Ore, in quel periodo aveva pensato bene di riportare in edicola il pornazzo a due strisce, quello in gergo definito: “da caserma”. Quello grezzo, non patinato, quello basso e volgare che tanto ha dato alla storia del fumetto italiano.
Dirò subito che su Godiman il mio normale senso critico rivolto alle cose che faccio vacilla. Anzi non esiste proprio. Anzi, considero Godiman il miglior lavoro che ho mai pubblicato, senza appello alcuno.
A quei tempi esisteva ancora la Troglocomics, e proprio alla Troglo la International Press appaltò la realizzazione di un impressionante mole di lavoro. Una decina di serie da edicola, porno a due strisce, pagato poco ma abbastanza bene.
Nella casa/studio della Troglocomics, cominciò un andirivieni di disegnatori, molti, moltissimi, chiamati per gestire tutta la linea editoriale, che, ripeto, comprendeva una marea di tavole e uno tsunami di testate. A coordinare i lavori c’era Mauro Muroni, supervisionava, teneva i contatti, faceva un gran lavoro di redazione esterna, tenendo conto che quasi tutti i disegnatori erano poco più che esordienti, i tempi concessi erano ristrettissimi e il pagamento era goloso sì, a patto di lavorare in assoluta velocità.
La casa editrice aveva i suoi sceneggiatori, per tanto io ero fuori dai giochi. Cazzo, pubblicare un porno a due strisce era il sogno della mia vita…Pazienza, mi dissi.
Poi un giorno arriva un problema da risolvere.
Diciamo subito che la cura editoriale della casa editrice era piuttosto blanda, nessuna supervisione, nessun editing reale, entusiasmo sì, ma alla fine ciò che gli importava era chiudere gli albi nel più breve tempo possibile e buttarli in edicola.
Fatto sta che una di quelle serie gli crea un grosso problema, è un prodotto tutto loro, scritto da un loro sceneggiatore e disegnato da un disegnatore reclutato da loro.
Quello sceneggiatore, giuro che se mi ricordassi il nome lo farei, non è un problema, è proprio che non me lo ricordo, ha avuto un gran lampo di genio.
Ha rivenduto, senza dire niente, lo stesso personaggio, le stesse sceneggiature, per una serie che aveva già fatto, dieci anni prima, per una casa editrice concorrente alla International.
Dimenticanza, buona fede, scarsa professionalità o prendi i soldi e scappa, ora non importa, non sono affari nostri. Fatto sta che viene dato alle stampe Orgasman, e quando l’altra casa editrice vede in edicola la riedizione di una loro serie di 10 anni fa, partono gli avvocati, raccomandate, diffide, cazzi e controcazzi. Il problema non è nemmeno questo.
Il cruccio della redazione è che oltre al primo numero, hanno già pronti per il tipografo, tutto il secondo e metà del terzo. Li hanno pagati, e il non poterli mandare in edicola gli fa girare le palle.
L’unica idea che hanno avuto è quella di cambiare il nome da Orgasman a Godiman, ma chiaramente non basta per risolvere il casino.
Mauro, che ringrazierò sempre, stupisce tutti dicendo:
- Ho la persona che fa per voi. Uno in grado di prendere quelle tavole già fatte, ribaltarle, spezzarle, rimontarle e riscriverle, trasformandole in una storia inedita.
- Davvero? Dici che si può sul serio trasformare in inedito l’edito?
- Sì.
E così Mauro mi porta a casa duecento tavole di Orgasman, disegnate da Roy Klang.
Mi spiega la situazione e mi dice se ci riesco davvero a trasformale in un qualcosa di nuovo e inedito, non soggetto a eventuali raccomandate di avvocati, vincoli, eccetera.
Io, sinceramente, non vedevo l’ora.
Prendo quelle duecento tavole, identifico il numero 2 di Orgasman, che diventerà poi il numero 1 di Godiman, vado a casa e le metto tutte in fila, per bene, per terra.
Occupo metà del monolocale in cui vivevo allora, poi salgo su una scala, e mi metto a guardale tutte dall’alto.
Ogni possibile nota dolente, si trasforma in un qualcosa di positivo.
La sceneggiatura originale era davvero, scusate il giro di parole, orrenda.
La trama non aveva alcun nesso logico, o alcun senso. C’erano enormi problemi di continuità all’interno delle sequenze. La violenza era ingiustificata e banale, di sesso ce n’era pochissimo ed era pure “consumato” male. Non c’era nessun appeal, nessuna eccitazione, niente di niente.
Uno pseudogiallo di rara idiozia, con la tremenda aggravante di essere pensato per essere "serio".
L’unica cosa buona erano i disegni di Roy Klang. Forti, molto under e un po’ ground.
Benissimo.
Dopo un po’ capii che l’unica possibilità a mia disposizione, per usare quelle tavole, trasformarle e farle diventare qualcos’altro, qualcosa di perlomeno leggibile, era di mutarle in un porno surreale situazionista.
Un qualcosa a cavallo tra “Flesh Gordon” di Benveniste e Ziehm del 1974, “ La moglie svergognata” con John Holmes e Tom Byron, impedibile film del 1985, con i due che fanno i supereroi del sesso, un po’ di Monty Python, di metafumetto, di détournement, satira scorretta, e via discorrendo.
Nasce così Godiman, il Pornopaladino della Pornogiustizia.
Nel numero 1, “L’amore e la spada”, si presenta la serie.
Siamo nel futuro, la II Guerra Sessuale è stata vinta dai perversi, Chicago ha cambiato nome e ora si chiama New Sperm.
In città c’è Godiman, il sessoeroe, il suo compito è quello di far godere le cittadine e i cittadini, coadiuvato da Prepuzia, la sua donna anche lei sessoeroina.




Nel primo numero, conosciamo Valeriana Mishima, una loro amica, frigida.


(Ecco Valeriana e la sua reazione mentre fa sesso con i suoi amici)

Verrà rapita da Alfio, un suo ex diventato rapinatore, curerà la sua frigidità ma lei scoprirà ciò che prova per la sua spada. Ne è innamorata, è una spadofila!



Lui, sapendo che la sua ex la tradisce con un oggetto, ci rimane malissimo.
Il tutto condito con sesso di gruppo, bande metropolitane e via discorrendo.




In quell’episodio abbiamo mantenuto, ogni tanto, la numerazione prima della riscrittura, così si può vedere quella che in origine era pagina 120, il finale, che è diventata pagina 35.

(continua)

9 commenti:

Anonimo ha detto...

"siamo poliziotti... mica geometri"

quanto mi fa ridere 'sta cosa?

m

scott_ronson ha detto...

Sai una cosa? Se non fosse una storia vera, questa faccenda di Godiman sembrerebbe la parodia dell'approccio "revisionista" di Alan Moore.
Che meraviglia...

Hellpesman ha detto...

ahaha straordinario!!! sei un grande diejo!! Questa è storia con la H maiuscola!

ro-mario ha detto...

mioddio!!!
ma io DEVO avere questo capolavoro!

dici che è possibile recuperare gli albi da qualche parte diversa da ebay o mercatini dell'usato?

p.s.: ofpdxrea.

Matta ha detto...

mi stupisci sempre più!
il tuo armadio è pieno di scheletri, perfettamente conservati, in ordine, lucidi, e mi piace con quale orgoglio li mostri ai poveri avventori.

laura ha detto...

Ho cominciato ad amarti leggendo Godiman nel lontano '97, ma adesso che ne conosco l'origine fonderò una nuova religione con te come divinità unica!

Sei il mio supereroe!!

Diego Cajelli ha detto...

@ Ro-Mario
Mi dispiace, ma l'unico modo per recuperarlo credo sia Ebay o mercatini.
Io stesso ne posseggo solo una copia per numero.

@Laura
Non dirmi così che ci credo!

@Matta
Non sono scheletri e "voi" non siete poveri!

Ringrazio tutti per i complimenti!
:-)

madmac ha detto...

è una spadofila! XD

Luca Lorenzon ha detto...

Questo Roy Klang mi ricorda molto l'Augusto Chizzoli di Dick Drago.