giovedì, dicembre 13, 2007

LaS-Conosciuta

Ultimamente ho fatto pace con il cinema italiano, e dopo avergli voltato le spalle per tutti gli anni ’80 e ’90, sono tornato a guardarlo con interesse.
Non è esatto. Non avevo smesso di guardare film italiani, avevo installato un cubo di marmo sopra all’italico cinema a me contemporaneo, limitando le mie visioni alle produzioni degli anni ’60 e ’70.
Adesso, è un po’ che bazzico pellicole attuali, cercando di rimettermi in pari, e di frequentare le narrazioni del tempo in cui vivo.
L’altro giorno è toccato a La Sconosciuta di Giuseppe Tornatore.
Sono contento per Giuseppe, a me non capita mai di avere le idee così chiare, non riesco mai a focalizzare un obiettivo così preciso e perseguirlo lucidamente nel lavoro che faccio.
Giuseppe invece, si è imposto di ricordarti in ogni momento che a lui fanno cagare i film di genere, e riesce benissimo a fartelo capire.
Per cui, usando una sorta di specchio per le allodole chiamato thriller, non perde occasione, inquadratura, passaggio di trama, dialogo, per farti notare quanto e come lui è diverso. La mia spalla era continuamente sollecitata dal gomito di Tornatore, che ogni due minuti mi toccava dentro e mi diceva: “Hai visto? Io non sono un regista qualunque, io non faccio mica quelle merde americane che guardano gli stolti come te”.
Endorfine stilistiche e onnipresente autocompiacimento nelle scelte di sceneggiatura, una regia che tradisce la volontà manifesta del raccontarti una storia facendoti vedere prima quanto è grande e grosso il pisello formale di chi sta dietro la macchina da presa.
Bene.
Grazie.
Ho letto un paio di recensioni e ho riso ogni volta che scattava il paragone con Hitchcock.
Forse perché zio Alfred amava il genere che stava raccontando, o forse perché le scelte narrative di zio Alfred erano sempre in funzione della storia e mai legate al dimostrare quanto fosse bravo bravo, diverso diverso, geniale geniale, attento attento.
Alla fine, da un punto di vista narrativo, una colossale pagnotta alla mortazza come Buio Omega di Massaccesi, è molto molto molto più onesta e sincera.
Che cosa c’è in La Sconosciuta di Tornatore, che mi ha impedito di lanciare il dvd giù dalla finestra dopo un quarto d’ora di visione?
Gli attori.
Porca vacca se sono bravi, tutti.

12 commenti:

neikos ha detto...

Concordo in toto aggiungendo che nonostante tutto la storia si basa interamente su di un presupposto piuttosto ridicolo (leggi: la storia del medaglione).

Per il resto, io e il cinema italiano ci guardiamo in cagnesco da un bel po' di tempo se non fosse per due, significative, eccezioni:
I film di Sorrentino (L'uomo in più, Le conseguenze dell'amore, L'amico di famiglia) e "Nuovomondo" di Emanuele Crialese.
Sono fra i pochi film italiani che mi sento di consigliare senza riserve e poi i registi una volta tanto, hanno anche un notevole talento visivo.

Jack the Monkey ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Jack the Monkey ha detto...

Vogliamo parlare di Muccino e i muccinini?
Comunque, l'impressione che "il genere" sia stato spesso visto con il fumo negli occhi non me l'ha lasciata solo Tornatore, nel cinema italiano. Sembra un po' che, da noi, non se ne sia mai andata via completamente l'idea genere=minchiata. A parte poche eccezioni, eh, che però possono essere tali anche perchè hanno un nome ormai solido.

il commento cancellato sopra era mio... l'ho riscritto perchè era messo giù anche peggio di questo *_*

laura ha detto...

Non so, ve bene rifiutare lo snobismo verso il cinema di genere, ma fare poi l'operazione contraria...
Personalmente non ho visto La sconosciuta e ho trovato inmguardabile Malena, ma Una pura formalità mi è piaciuto moltissimo.

Diego Cajelli ha detto...

@Neikos
La medaglio-faccenda è di una bufferia unica, ma in verità c'è un altro passaggio di sceneggiatura che merita la condanna alla visione di otto stagioni della Signora In Giallo.
Placido faceva scegliere ai clienti le donne per poi vendergli il neonato.
Non viene spiegato chi materialmente concepiva il pupo, se Palcido o il cliente.
Ipotiziamo che lei venisse bendata e ingravidata dal cliente.
Perchè non ce lo vedo uno che paga per avere un figlio generato dai lombi di Muffa. Ok?
Bene.
Ma allora, quando lei trova la "figlia", come mai non ha risentimenti verso Favino?
Che seguendo la sua ricostruzione dovrebbe "averla scelta", se non addirittura scopata a fini riproduttivi?
E sopratutto, se non ci fosse stato il salto dello squalo sul finale, come mai lui è così tranquillo di fronte alla madre di sua figlia?
Perchè, se ti infili in un giro di quel tipo, qualche sospetto, qualche ansietta ti vene, no?
Visto che la parola "inseminazione artificiale" non viene mai pronunciata, è di rapporti fisici che stiamo parlando, giusto?
E per quel tipo di rapporto le persone si devono "incontrare" per forza.
Con tutte le conseguenze emotive che ne possono derivare, anche ammettendo l'assoluta non riconoscibilità delle persone coinvolte.
Con Sorrentino devo ancora venirci a patti, faccio parte di quella ristrettissima minoranza a cui Le Conseguenze dell'Amore non è piacuto.
Sigh!
Nuovomondo lo vedrò a breve.


@Jack
Muccino?
Parlarne è come sistemare su un treppiede un mitragliatore Barnett Cal 50.0 con caricatore circolare e sistema idraulico di gestione del rinculo, puntandolo su un convoglio della croce rossa.

Diego Cajelli ha detto...

@Laura
Ho lacune grandi come il Nebraska sul cineitalico contemporaneo...
Una Pura Formalità... Ok, me ne doterò al più presto!

ausonia ha detto...

una pura formalità a me è piaciuto parecchio.
ma io non faccio testo. a me è piaciuto pure malena..... :)

Marco ha detto...

Diego, guarda il bellissimo "L'amico di famiglia" e poi riparliamo di Sorrentino.

neikos ha detto...

Mmm...ottima analisi, Diego. Non ci avevo pensato (o meglio, non a tutti gli aspetti che hai sviscerato).

E ora tutti a guardare la Signora in Giallo! :D

Diego Cajelli ha detto...

@Marco
Ok!
Vado a cercare anche "L'amico di famiglia".
Ci tengo a precisare che non ho detto che Sorrentino non mi piace, eh!
Vista la mia enorme e colossale ignoranza del cinema italiano attuale, di suo ho visto solo "Le conseguenze dell'amore" e quello, quel film lì, non mi era piaciuto.

@Ausonia
E a questo punto vedo di prendere anche Malena.
Ma scusa, non è quello con la Bellucci biotta?
Speriamo parli poco...
E' che sono un ragazzo complicato, ho delle difficoltà ad accettare i sex symbol precostituiti e imposti dall "alto"...

@Neikos
La medaglio-faccenda rimane in assoluto il punto di sceneggiatura più basso di tutta la narrazione.
Più ci penso, più ri-penso a quante volte è stato insistentemente inquadrato nelle scene precedenti, più mi viene da ridere.
Ho uno scaffale, in un monolocale vicino al mio lobo parietale, dove metto tutti i gimmick del cinema.
Il medaglione adesso è vicino alla statuetta di Frantic...

KoKo ha detto...

Intervengo per dire, da non amante di Tornatore, che Una pura formalità è piaciuto anche a me (apparte il finale).

Film mi sembra passato un po' in sordina ma con un Depardieu e un Polanski enormi.

Penso anche che Polanski ci abbia messo una bella pezza di suo.

Ciao,
Marco

Davide ha detto...

domanda:
se i genitori hanno adottato la bambina regolarmente e la madre è morta (come si dice alla fine in carcere durante gli interrogatori) perchè la gerini vuole pagare l'ucraina (lo sapevo che saresti tornata... dalla bara?)

domanda:
se la cassaforte è sulla destra in un anfratto dietro l'armadio come si può vedere dalla serratura la combinazione se non è nel campo visivo (non è che dalla serratura si veda come con il grandangolo o lo zoom, si vede diritto e da lontano)

dav