giovedì, ottobre 18, 2007

Quante P ci sono in Melissa?

Sul Forum di ComicUS, sta andando in onda quello che per molti è il topic dell’anno.
Fino a questo momento: 78 pagine di discussione, 1161 interventi, per un totale di 35689 visite.
L’argomento?
Melissa P scriverà una Graphic Novel.
La discussione poteva durare dalle tre alle quattro righe, a seconda della grandezza del carattere che usi per scrivere: Ah, sì? Bene, sono contento, ora scusami, devo bagnare le Begonie.
E invece no.
Roberto commette l’errore gravissimo di evidenziare l’anomalia con cui, l’uso dell’orwelliana neolingua, che chiama i giornaletti: “Graphic Novel”, attira autori ed editori di editoria di varia verso il mondo del fumetto. Spesso, con risultati simili a quel famosissimo video con l’atleta che salta sulla pedana e si schianta contro il cavallo ginnico.
Il suo errore è quello di parlarne su ComicUs, che nel frattempo, con il passare degli anni, si è evoluto in una strana creatura, una bizzarra bestiola del web 2.0 in cui convergono delle energie, dei sentimenti, dei pregressi che rendono impossibile una discussione logica e lucida.
Sarebbe interessante analizzare l’evoluzione del forum dalla sua fondazione ad oggi, e sarebbe comunque doveroso prendere atto che molti degli interventi, arrivati a questo punto, hanno dei vizi formali dai quali non si può più prescindere affrontando una qualsiasi discussione in quello spazio.
La maggior parte degli utenti non sono utenti.
Sono autori, editori, addetti ai lavori, sono aspiranti autori, aspiranti editori, aspiranti addetti ai lavori.
E scusatemi, ma c’è differenza se io dico che l’ultimo disco dei Metallica mi fa cagare, o se lo dice uno che quella musica vorrebbe suonarla o vorrebbe produrla.
In quello spazio ci sono fortune e sfortune, successi e tranvate in faccia, fazioni, amicizie, rivalità, acqua che viene portata al proprio mulino, viral marketing, e quella particolare acredine che nasce quando si cerca di trasformare in reale un qualcosa che può esistere solo nel mondo virtuale del 2.0 e non ci si riesce.
Tutto questo, chiaramente, non c’entra con Melissa P, ma è questo tipo di mondo che si scontra in quelle 78 pagine.
Le dita battono sulla tastiera mosse da un incontenibile ansia di riscatto, che vede il proprio insuccesso e l’affermazione lavorativa di Roberto (o la mia, o di chiunque altro) come il frutto di un magna magna, di tremende cospirazioni paraculistiche mondiali, come un puttanesimo e la conferma che il mondo è malvagio. Non affronterò adesso la questione legata al Rasoio di Occam, e non dirò che nella maggior parte dei casi la colpa di un insuccesso è da ricercare nelle ragioni più semplici.
Ovvero, il fumetto che hai fatto con il tuo cugino e che hai stampato con la stampante di casa, non può avere gli stessi risultati di un comic book realizzato ed editato nel mondo reale e non nel relativistico mondo del 2.0.
In quelle 78 pagine si scontrano una serie di realtà e di percezioni decisamente interessanti, ci sono giganteschi fari alogeni che illuminano con una visibilità completamente virtuale delle situazioni, dei concetti, dei lavori e dei progetti di cui se ne parla perché se ne parla. In un gigantesco frullato comunicativo orizzontale dove siamo tutti uguali.
Poi, ad un certo punto, come in un teorema scritto da Guy Debord, arriva lei, in persona, Melissa P.
Chiaramente, come è logico che sia, si difende, difende se stessa e il proprio lavoro. Non è facile difendersi da attacchi strumentali che non riguardano solamente lei, ma si concentrano, per principio, su ciò che qualcuno esprime su di lei, che riguardano litigi e asti precedenti. Comunque ci prova. Ci riesce anche, forse.
E’ un momento altissimo da un punto di vista etico, è un piccolo passo per il forum, ma è un gigantesco passo per la semantica, e per il mondo rovesciato che abitiamo in questa fine di millennio.
E’ il relativo orizzontale che comunica con il verticale assoluto. E’ uno scontro/incontro di titani.
La progettualità verticalistica del successo nel futuro fumetto di Melissa P, è così evidente da non essere notata, lei affiancata da una disegnatrice russa, Tomato Zombi. Gnocca, foto arrogantelle, tre quarti dall’alto, come nella migliore tradizione da Lonely Girl 15 in poi.
Lo scatto in avanti, l’esplosione atomica della comunicazione è comunque Melissa P che si iscrive a ComicUs e che partecipa alla discussione.
Peccato che la neolingua abbia coniato soltanto oggi il termine “Graphic Novel”, altrimenti, in passato, avrei chiacchierato davvero volentieri con J.T. Leroy alle prese con il mio media preferito.
Eppure…
Eppure niente.

13 commenti:

Fabio... ha detto...

Siamo a 84!
(Orwell dicevi?)

S3Keno ha detto...

Uhm... non saprei, Diego, un po' "complicato" da seguire questo tuo post, con tutti quei paroloni... ;)
Su molti dei concetti che esprimi (quantomeno quelli che sono riuscito a capire) sono decisamente d'accordo... ma ce n'è uno in particolare che - pur avendolo riletto diverse volte - non riesco proprio a contestualizzare:

"In quello spazio ci sono fortune e sfortune, successi e tranvate in faccia, fazioni, amicizie, rivalità, acqua che viene portata al proprio mulino, viral marketing, e quella particolare acredine che nasce quando si cerca di trasformare in reale un qualcosa che può esistere solo nel mondo virtuale del 2.0 e non ci si riesce.
Tutto questo, chiaramente, non c’entra con Melissa P, ma è questo tipo di mondo che si scontra in quelle 78 pagine.
Le dita battono sulla tastiera mosse da un incontenibile ansia di riscatto, che vede il proprio insuccesso e l’affermazione lavorativa di Roberto (o la mia, o di chiunque altro) come il frutto di un magna magna, di tremende cospirazioni paraculistiche mondiali, come un puttanesimo e la conferma che il mondo è malvagio. Non affronterò adesso la questione legata al Rasoio di Occam, e non dirò che nella maggior parte dei casi la colpa di un insuccesso è da ricercare nelle ragioni più semplici.
Ovvero, il fumetto che hai fatto con il tuo cugino e che hai stampato con la stampante di casa, non può avere gli stessi risultati di un comic book realizzato ed editato nel mondo reale e non nel relativistico mondo del 2.0"...

Perchè non riesco a contestualizzarlo?
Forse perchè alcune palesi esternazioni di stizza e/o indignazione e/o facile ironia (leggi anche "rosicamento") ogni qual volta si tratti in primis del concetto di graphic novel (e quindi anche interesse dei grandi editori, distribuzione nelle librerie di varia, etc.) e in secondis - si dice in secondis? - ogni qual volta arrivi uno scrittore "esterno" al mondo del fumetto (gli ultimi casi: Carofiglio e Melissa P.) generalmente partono a gran voce proprio da certi autori AFFERMATI che non piuttosto dai wannabe che con loro cugino si sono stampati l'albo in casa?
Sarà questo, dici?

Parto dal presupposto che chi è "piccolo", ha ben poco da perdere.
E negli anni che casomai gli ci vorranno per arrivare ad essere pubblicato, potrebbe essere cambiato lo scenario (eventualmente anche certe "mode" e un certo interesse che attualmente sembra dimostrare la grande editoria verso il fumetto, ma che - a breve - potrebbe anche rivelarsi un fuoco di paglia).
Non è insomma l'autore "esordiente" (?) ad aver TIMORE dello scrittore famoso, perchè non è lui quello a cui casomai l'eventuale editore negherebbe la pubblicazione (leggi l'investimento) di un libro in favore di quello famoso.

Taluni di quelli che possiamo definire "affermati", invece, hanno mille motivi in più di vedere questa entrata in campo degli scrittori come un'invasione del proprio status di superstar, condividendo lo stesso palco, sotto gli stessi riflettori.
Come dire: altri galli (e per di più già famosi) nello stesso pollaio!!! Azz.

In ultima battuta: forse alcuni "esordienti" pensano in maniera eccessivamente ingenua che sia tutto un magna magna (eh eh eh), cioè che si arrivi al successo SOLO grazie a quello. E non è vero.
Ci sono un mucchio di altri fattori in ballo, tra i quali il TALENTO.
Ma per contro, nel mio piccolo - da ex-Play Press, da ex-Magic Press, da ex-Eura, da ex-Factory (e anche da "amico di amici", come direbbe qualcuno) - in tutta onestà non me la sentirei davvero di rivolgermi a questi giovini speranzosi, guardandoli dritti negli occhi, per dire loro che questo è un settore "trasparente" e "meritocratico" dove il loro talento, se c'è, verrà sicuramente premiato.
Sarebbe una bugia anche questa.

Diego Cajelli ha detto...

Mmmmhhh Stè!
E' un pochino più "intricata" di come l'hai messa giù tu, e non riguarda il rosicamento, forse lo può sfiorare, ma non lo centra in pieno.
Io non mi sento per nulla attaccato dall'arrivo di nuovi scrittori, che siano già famosi o che siano esordienti. Non mi sento una superstar.
E Roberto, l'evidente soggetto del tuo messaggio, a mio avviso non si sente in "pericolo" la sua "immagine", si incazza per la distorsione di marketing che è in atto sul media, e non su chi il media lo fa.

Diè!

Fracartina ha detto...

tra l'altro per metterla sul vile. Su comicus stanno tutti a criticare la P. dicendo che compreranno il volumew per leggerlo e distruggerlo, senza rendersi conto che proprio facendo così ne decideranno il successo editoriale.

MicGin ha detto...

il tuo post è degno di Schizzo Idee! Hai colto nel segno.

Marcello ha detto...

Mi sembra peró che si generalizzi una discussione (peraltro enorme) come se il forum fosse solo quello che appare lí. Il forum é anche gente che cerca opinioni per prendere decisioni di acquisto. Il forum é quello lí fanatico di Alan Ford che tenace come un pastore sardo ricorda nel torpore generale che Alan esiste (da 480 numeri) e lotta insieme a noi. Il forum é pure il momento in cui si ricorda che esistono belli fumetti che sono belli anche se hanno 60 anni di etá e non sono cool.
Insomma il forum é tante cose mica solo rosicare...

kinart ha detto...

io mi sono arreso a pagina 50 circa...

Fabio... ha detto...

No Fracartina...
Han detto tutti che lo giudicheranno dopo averlo letto, non dopo averlo comprato... :asd:

S3Keno ha detto...

>"l'evidente soggetto del tuo messaggio, a mio avviso non si sente in "pericolo" la sua "immagine", si incazza per la distorsione di marketing che è in atto sul media, e non su chi il media lo fa"...
Dici?
Quindi scrivere "bisogna far fare i fumetti a chi li sa fare", oppure "posso dire che i libri non sa scriverli", o ancora "la scrittirice in questione è una mezza analfabeta" significa semplicemente essere incazzati per una distorsione di marketing?!?

Bah, sarà come dici tu, Diego...
Ma lasciami almeno essere perplesso.
Eppure...
Eppure niente.
Hai ragione: in fin dei conti 'sti c@##i ;)

Andrea ha detto...

hi hi hi
sei un grande!!!
Ci si vede a Lucca

Che ridere!

mrmozo ha detto...

io vorrei capire chi su cus ha detto che comprerà il volume per distruggerlo?
Io ho partecipato a quel topic con un misto di ingenuita' e di divertimento: io MelissaP non ho idea di chi sia, ho letto i suoi primi due libri trovandoli una roba devastante, dalla pochezza della scrittura. Ed ho affermato il mio pre-giudizio che mi aspetto ZERO da un suo fumetto. Come me altri.
Di gelosie, rosicamenti , cazzi e lazzi non so nulla: non sono un autore, non sono dentro all'ambiente (tra l'altro vivo in Germania), sono un lettore di fumetti e ho espresso la mia opinione. Sono ingenuo. Ma questo è cio che io (e almeno altri tre o quattro) ho fatto: la presenza della tizia ha rappresentato secondo me un buon momento.
Eppero' pare che il senso del topic fosse: MelP non PUO' scrivere un fumetto. A me non è parso (ma ammetto di aver seguito il topic a pezzoi e bocconi)..
E comunque quel topic non è certo il topic piu' esplosivo di cus: ma voi le discussioni sulla continuity le avete mai lette?? Quelle son roba da psicopatologia :-))

Ruggine ha detto...

Ciao! Scusate l'intrusione ma parlo da un punto di vista prettamente pragmatico: sono un allestitore di lucca comics (tra l'altro anche aspirante disegnatore professionista...ehm!)

La mostra delle tavole di Tomato Zombie e altri autori russi mi ha permesso di entrare in contatto con uno dei responsabili del progetto di Tomato Farm.

Non per essere cinico e crudo ma...se ne vedessero di cose così!

Mi spiego: a prescindere dalla validità o meno del prodotto ho potuto testare la qualità dei lavori di Tomato (a me sembra eccelsa poi, de gustibus!) e la (presunta) serietà di quelli che hanno organizzato il tutto.
Questo progetto ha grandi ambizioni e rivendica anche un certo peso letterario (anche se qualcuno potrebbe trovarlo discutibile).

La genia degli "aspiranti" autori pare aver preso un po' di quel "ce siamo fatti da soli" di moda in italia da una decina d'anni e sembra aver un po' perso il contatto con la realtà.

Voglio dire...io aspiro a realizzare dei miei progettie a volte li ho anche proposti...ma se erano cagate erano cagate!
Oppure anche se non erano cagate andavano migliorate...insomma, un po' di umiltà e basta con questi discorsi.

E se la gente vuole diventare popolare ma non ha voglia di imparare a disegnare che se ne vada al grande fratello, che cacchio!

La mia cmq è solo un opinione...

Antonio ha detto...

Solo una richiesta: per favore non mettere il nome di Debord nello stesso articolo in cui si parla di Melissa P e di quel topic...

E' vero che Debord ha fotografato la miseria della nostra societa', ma ai suoi tempi i forum non c'erano ancora. Altrimenti si sarebbe suicidato prima.

:-)