domenica, settembre 02, 2007

Diario di Paola, 1979/1980

Per chi non lo sapesse, la domenica, io e Federica siamo assidui frequentatori dei mercatini dell’antiquariato. Uno è fisso, ogni domenica al parcheggio di Bonola, altri sono itineranti e occupano a turno diverse aree della città e dell’hinterland.
Posti ruspanti, pieni di bancarelle, dove gli svuotatori di soffitte vendono le tonnellate di ciarpame che recuperano. Busti in bronzo del duce o di Lenin (statisticamente più del duce che di Lenin) foto dei nonni, in quel biancoenero colorato tipico dell’inizio del ‘900, vestiti usati, mobili, bici, DVD vergini e non, cose strane, stranissime, e chi più ne ha più ne metta.
Di solito compro fumetti, qualche vecchio libro o vecchie riviste. In uno di quei mercati abbiamo preso il tavolino del nostro salotto, un bel pezzo anni ’70, per una cifra ridicola.
Fatto sta che oggi mi sono comprato, per soli 7 euro, il romanzo più bello di tutti i tempi.
Il romanzo in questione è un diario. Un diario originale, il vero diario di una ragazza, una certa Paola (c’è anche il cognome e l’indirizzo, ma questi dati me li tengo per me) che ha affidato a quelle pagine le sue memorie dell’anno scolastico 1979/1980.
L’agenda è piena di foto di Renato Zero, trasferelli, testi di Alan Sorrenti e di Miguel Bosè.
Ci sono delle foto, la tasca posteriore di un paio di Jeans e un sacco di bacetti dati alle pagine con il rossetto.
Da quanto sto capendo, Paola sta cercando di mantenere vivo un rapporto a distanza con un certo Bruno, ma al tempo stesso, a scuola, ha conosciuto un certo Luisito, e non sa proprio che cosa fare.
Bruno o Luisito?
Luisito o Bruno?
Poi c’è il saggio di danza da fare, la messa alla domenica e il concerto di Renato Zero, con tutta la relativa difficoltà per trovare i biglietti.
La lettura è molto interessante, e offre degli spunti eccezionali. Quando succede qualcosa di “un certo tipo”, Paola scrive sul diario: e poi quello che è successo è top segret.
Poi ci sono poesie, idee e pensieri di una quattordicenne di quasi trent’anni fa.
Quando finirò di leggero vi dirò chi l’ha spuntata tra Bruno e Luisito.
Nel frattempo, vi sottopongo il dilemma che si è affacciato nel mio cerebro.
Che faccio?
Mi metto a cercare Paola, oggi quarantenne, e le dico che ho ritrovato il suo diario?
Lo rivorrà indietro?
Ma, se per lei era prezioso, come mai l’ho trovato sul banco di un rigattiere assieme a tonnellate di ciarpame?
Consigli?
Comunque, se al BVZM, comprando uno scatolone di vecchie diapositive, è successo tutto quello che gli è successo, io mi aspetto una visita della CIA da un momento all'altro.

9 commenti:

il.Benci ha detto...

io ricercherei la proprietaria e autrice...
anche se non le importerà più niente, vuoi mettere il fascino della ricerca?

Anonimo ha detto...

E soprattutto vuoi mettere vedere la sua faccia quando si ritroverà in mano il diario di sè ragazzina? Secondo me devi trovarla e darglielo, poi certo, magari l'ha venduto il mese scorso e non vuole più vederlo, ma direi che puoi correre il rischio :)
-Brendon

Diego Cajelli ha detto...

Aggiornamento!


Paola, che ha un cognome piuttosto diffuso, è difficile da trovare...
Ma ho trovato Luisito!
:-)
:-)

Diè!

Fam ha detto...

E se Paola fosse stata rapita ed avesse affidato il diario ad uno dei suoi carcerieri (quello buono, c'è sempre) con la speranza di essere salvata? Il carceriere, preso dal tormento se tradire o no i suoi complici, ha lasciato il diario al rigattiere per dare comunque una possibilità alla prigioniera. Ok, la smetto qui.

happy h ha detto...

fa no l'infame, magari gliel'han rubato...

Anonimo ha detto...

e cosa combina oggi Luisito?
Laura

Ilaria ha detto...

Tempo fa vidi una puntata di Beverly Hills 90210 improbabilmente simile. Brenda trovò un diario in un cassettone e bla bla tutta la puntata e leggere i fatti scritti da questa sconosciuta ragazza e immaginarli impersonati da quelli di BH.
Poi alla fine si informò in comune e si recò all'indirizzo della signora, ormai donnina anziana cucina-biscotti.
Forse anche tu puoi buscare una tazza di tè ed una conversazione che evoca i vecchi tempi in un lussuoso soggiorno con le tendine rosa.

Matta ha detto...

sei un mito! Citazione della storia del BVZM I Teschi del Destino, se non vado errato. E stiamo parlando dei numeri 11-12. Complimenti per la memoria ancestrale.

Matta ha detto...

desculpe, avevo dimenticato il riferimento al passo del post, per chi non avesse colto la citazione:

"Comunque, se al BVZM, comprando uno scatolone di vecchie diapositive, è successo tutto quello che gli è successo, io mi aspetto una visita della CIA da un momento all'altro."