lunedì, agosto 20, 2007

Bahamas Moleskine (2)

Paisà!
Faccio amicizia con Bob, un italoamericano sui 45, è lì con la moglie e un gruppo di amici, tra cui sui cugino Mike.
Arrivano da Miami, e sono in crociera, si fermeranno tre giorni.
Sembrano usciti da un film di Scorsese e sono molto simpatici e cordiali.
Bob e Mike, tra di loro si chiamano: Cugino, come Bo e Luke di Hazzard.
Mi dicono che suonano la chitarra, e che quella sera suoneranno per gli amici.
Si considerano tutti italiani, anche se non parlano una parola di italiano e non ci sono mai stati, ma sono molto orgogliosi delle loro origini italiche, siciliane per la precisione.
Gli racconto delle mie capatine a Palermo, e loro sorridono annuendo.
Mi raccontano che prima stavano in New Jersey (è favoloso come pronunciano New Jersey, con quello strano strascico tra la R e la S) e poi si sono trasferiti a Miami.
Di solito vanno in vacanza nelle Florida Keys.
Arriva la sera.
Bob, Cugino Mike e i loro amici prendono un gruppo si sdraio vicino alla piscina e si mettono a suonare.
Bob invita me, Federica e Sara e ci mettiamo un po’ in disparte, incuriositi.
Fatto sta che quei due suonano talmente bene che dopo un po’ tutto l’albergo è lì per sentirli.
Io suppongo che lo facciano per lavoro, forse suonano in qualche locale, hanno uno show consolidato, con cori e controcanti, pause comiche e gran pezzi di chitarrona.
Iniziano con Mrs Robinson, passando poi per Bon Jovi, gli Eagles, Springsteen, Garth Brooks, i Led Zeppelin, un’accenno dei Metallica (come presa in giro del modo di cantare di James Hetfield) e una decina di pezzi country.
Mi pento di aver lasciato a casa l’armonica.

Texas Hold’em Poker.
Ci ho giocato, non ho potuto resistere.
Da pokerista “normale”, al terzo o quarto giro mi rendo conto che in questo cazzo di gioco non importa avere il punto più alto, importa avere già in partenza più fiches di tutti.
L’unica soddisfazione che mi levo è quella di buttare fuori dal tavolo uno che mi stava sulle palle.

Dont feed the birds.
Il bar della spiaggia, che serve anche hamburger e hot dog apre alle dieci del mattino.
Un gabbiano, tutti i giorni, arriva alle dieci meno un quarto e si piazza su un palo.
Aspetta.
Appena aprono le serrande lancia un allarme e ne arrivano altri 40.
Stanno lì, ad un passo da te, e guardano con insistenza chi sta mangiando.
Poi qualcuno, mosso a pietà, lancia una patatina e si scatenano.
Un cartello dice di non dargli da mangiare, ma come si fa?
Sopratutto per i bambini è una cosa irresistibile.




La nonna di Will Smith.
L’ho vista, giuro.
Ho visto la tipica nonna di colore, quella dei film con Eddie Murphy, Martin Lawrence, eccetera.
Credevo fosse un cliché cinematografico e invece no. E’ qui. Di fianco a me.
Chiama il nipote per nome, secondo nome e cognome, rimproverandolo in modo perentorio, puntando il dito. E il nipote obbedisce all’istante, scattando come un soldatino.
Per la precisione dice:
John Francis Gordon! Smettila di chiedere cibo! Smettila di mangiare, right now! And don’t leave here your sneakers!

Port Lucaya
E’ il paese vicino al nostro Resort.
E’ un porticciolo turistico, con grandi Yacht ormeggiati e un po’ di negozi, ristoranti e locali notturni.
Le cabine telefoniche a me hanno fatto un certo effetto.



Canottiera taglia M
Volevo comprarmi una canottiera tamarra dell’Harley Davidson nello store di Port Lucaya.
Deliziosamente supertarra, nera, con un teschio e dei pistoni incrociati.
Di solito porto la XL.
In quella canottiera XL ci stiamo dentro io, te, un divano due posti e un fusto di birra.
Provo la M.
Di spalle e di panza mi va bene, l’unico problema è che mi arriva al ginocchio.

Dimensioni.
In effetti gli americani sono grossi.
Per grossi intendo almeno un metro e ottanta, per novanta, cento Kg l’uno.
Alcuni sono delle boe di segnalazione, vengo rapito dalle dimensioni delle loro magliette. Sono sterminate e le riempiono tutte. Con una di quelle magliette ci viene fuori un lenzuolo per un letto ad una piazza.
Quando non sono cicci, sono pieni di muscoli. E sembrano ancora più grossi.

Colazione.
Sono un mangione. A tutte le ore.
La mia intolleranza al lattosio mi “costringe” a buttarmi sul salato piuttosto che sul dolce.
Non possono assaggiare la pappa d’avena e le frittelle con lo sciroppo d’acero.
Il bacon con le uova, tutto a posto.
Bacon, uova, salciccia, tutto a posto.
Bacon, uova, crocchetta di patata, tipical american breakfast, no.
Mi si ripropone.

1 commento:

Claudio ha detto...

eh si! le buone emigrazioni che ci fanno inorgoglire! ; )