mercoledì, giugno 27, 2007

Le conseguenze dell'ammmore.

Io ci metto sempre la faccia, ma qualcuno no.
E non mi riferisco all’anonimo del post qui sotto, con cui non sono d’accordo, ma rimane uno tra i più civili tra gli anonimi che ho letto in questi giorni.
Da oggi non sarà più possibile postare qui dei commenti in forma anonima, ma non è colpa sua, giuro.
Adotto questo sistema perché non voglio la responsabilità di amplificare di riflesso le scorreggette che qualcuno si è messo a fare in questi giorni.
Come avevo previsto, si approfitta della faccenda di Katz per scatenare orde di Uruk-Kai che nascono dall’unione incestuosa tra rosicamento e fallimento, bassezza e viltà.
Uno so chi è, perché il mondo è piccolo piccolo.

10 commenti:

Antonio ha detto...

Che storie veramente bislacche. Su tutta la faccenda della rivista non dico nulla, perché ho una visione parzialissima della cosa, ma soprattutto perché non mi riguarda, se non per personalissima simpatia (di lettore) nei confronti dei protagonisti. Ma sulla questione dell’anonimo...
Perché la gente è ancora convinta che uno scrittore debba essere un Cyrano che vota la propria vita alla povertà per poter perseguire le proprie idee? Perché uno che scrive fumetti dovrebbe abbandonare una fruttuosa collaborazione per una linea di principio? (cioè se vuole farlo tanto di cappello, ma non è che debba farlo per forza). PERSONALMENTE mi avrebbe dato fastidissimo se una persona con cui collaboro, mi avesse precluso altre avventure, ma anch’io avrei faticato ad interrompere un rapporto consolidato che ha dato vita a tanti bellissimi progetti e con il quale probabilmente ne avrei altri in cantiere. Trovo la scelta logica e personalissima. Non si può disquisire su ciò, ne tantomeno accusare di leccaculismo qualcuno che ha semplicemente scelto di proseguire un percorso abbondantemente tracciato invece di abbandonarlo per un altro ancora pieno di incognite. Per quanto riguarda il secondo ASSURDO quesito su chi Diego avrebbe scelto tra BD e Bonelli. Non so chi avrebbe scelto lui, io avrei scelto Bonelli. Perché l’arte è bella, ma avere pane a tavola ogni sera ancora di più. Scusate l’intrusione.
ciao

Antonio ha detto...

dimenticavo la firma:
Fracartina

Jan ha detto...

Leggo poco e commento ancora meno, ma sul tuo blog mi registro volentieri.

Spero che tutto il trambusto arrivato in queste settimane finisca presto, spero che la gente smetta di fare l'ultrà e capisca che fondamentalmente la propria opinione vale solo per quello che è.
"non stiamo facendo nulla di importante" aveva detto Nesta in azzurro.
Mi pare un buon metro per giudicare tutto quello che accade.
A presto, bello!
E resta vivo!

GL

Diego Cajelli ha detto...

Caro Antonio/Fracartina...

Grazie per il sostegno, sappi che se fosse solo una questione di "sono tutti più bravi a camminare con le mie scarpe" io ci starei anche. Sono abituato, e normale, sopratutto qui in rete, sono tutti più bravi di te a fare quello che fai.
(A parole. Poi dovrebbero arrivare i fatti, ma qui in questo spazio virtuale i fatti non sono necessari per giocare a chi ce l'ha più grosso)
Gli ultimi colpi di coda di questa polemica invece, hanno avuto sviluppi diversi.
Ne parlerò, prima o poi, con un post apposito.
(forse)

A presto,
Diè!

outsider ha detto...

Scusa se cambio argomento, ma ieri sera ero a un concerto di Daniele Silvestri, e lo sai che il suo tastierista è identico a te? Diego Cajelli ha un sosia!
Laura

Diego Cajelli ha detto...

X Laura
Ma dai?!

Diè!

Perissi ha detto...

Bravo! Morte internettaria agli anonimi!

Quadrilatero ha detto...

Fatto, mi sembra giusto, anche se mi rode doverlo fare per colpa di qualche pirla.
Mi chiedo però perché sti troll fastidiosi ci siano solo sui blog dei fumettisti...

Starsky ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Starsky ha detto...

Secondo me bisogna pesare bene le parole prima di sparare certe fucilate.
Parliamoci chiaro, i fumettisti professionisti per quanto possono vivere più che dignitosamente del loro lavoro, non guadagnano certo quanto i calciatori o i presentatori televisivi.
Per cui, se si sono schierati con uno dei due editori menzionati, non era certo per i soldi.

Semplicemente esistevano dei progetti in cantiere, per loro più importanti, varati PRIMA del suddetto casino. Un progetto in ambito artistico, per chi fa quel mestiere, è come un figlio.
Stiamo parlando di persone che non ci hanno dormito la notte per partorire quell'idea. Persone che fanno quel mestiere per passione oltre che per mangiare.
E sarei curioso di vedere molti degli aspiranti autori (che hanno condannato la scelta) al posto loro...

Comunque Diè, vai avanti per la tua strada e fregatene dei commentucci anonimi. Tralasciando i rapporti di amicizia con Schiavone (che pure ci stanno tutti), hai scelto con il cuore e non con le tasche.