venerdì, maggio 04, 2007

La rivista, secondo me.

Otto lancia una tavola rotonda per discutere tutti assieme e allegramente su come dovrebbe essere una rivista a fumetti, visto che in questi giorni si è parlato molto di riviste nei blog fumettosi.
Inizio dividendo in due la mia idea di Rivista a Fumetti.
C’è la rivista dei miei sogni e la rivista possibile.

La rivista dei miei sogni è un oggetto.
E' il contenitore che prende metatestualmente il posto del contenuto, è un qualcosa che muta radicalmente la sua forma numero dopo numero.
Un numero ha le dimensioni, la fogliazione e la stessa carta e la stessa grafica di un elenco telefonico.
Il secondo è rotondo, con la copertina in vimini.
Il terzo è un cubo.
E via così.
Ma, ripeto, è la rivista dei miei sogni, probabilmente piacerebbe soltanto a me, e visto i materiali, i costi, e le cose che ci infilerei dentro dovrebbe costare almeno 100 euro a volume.

Passiamo alla rivista possibile.
Otto pone una serie di domande:

La rivista dovrebbe essere SOLO di fumetti oppure un contenitore
come quelle di una volta, con musica, cinema, dvd, internet ecc. ecc.?

A me piacerebbe un contenitore, con articoli vari, ma c’è un grosso ma.
Dipende da come sono scritti e di che cosa si parla.
Se devo leggere una recensione, un articolo o un reportage che posso leggere anche da altre parti, allora no.
I contenuti extra-fumettistici devono essere sublimi, particolari, unici.
Ricordo, per esempio, gli articoli spettacolari di Frigidaire o di Totem Magazine, erano cose che potevi leggere SOLO su quelle riviste e basta.
Se devo leggere l’ennesima rece dell’ultimo film al cinema, o dell’ultimo fumetto pubblicato, ne faccio volentieri a meno.
E comunque sia, la percentuale di pagine dedicate ai fumetti deve essere maggiore.

Piccola postilla.
Il racconto.
Nella sciagurata, malaugurata, nefanda idea che la redazione decida di inserire l’immancabile racconto (va da se che il racconto in una rivista di fumetti io non lo vedo di buon’occhio, pur avendone scritti e avendone infilato uno in Fresco) deve essere un racconto eccezionale.
Al costo di trovare un King inedito, per dire.
Assolutamente non deve essere un racconto di un esordiente.

Arrivati a questo punto, è evidente che per il sottoscritto, alla base della rivista c'è l'editor o la redazione che la dirige.
Di-ri-ge.
Ovvero dice: questo sì e questo no.

La rivista dovrebbe essere in bianco e nero o a colori?

Colori e Bianco e Nero.

Che prezzo dovrebbe avere?

Discutiamone.

Parliamo un momento dei fumetti da metterci dentro.

Una rivista, secondo me, deve essere concettualmente monotematica.
Il tema può essere nascosto o frontale, ma deve esserci.
Può essere dichiarato apertamente o appena percepibile, ma deve esserci.

Direi no al metafumetto.
La storiella sul fare fumetti fatta da chi, per ora di “importante”, ha fatto solo quella storia che parla di fare fumetti non la pubblicherei.
Pubblicherei però un metafumetto di Moebius che ci racconta il suo rapporto con Jean Giraud.

Le storie non devono avere nulla di minimamente seriale.
Devono finire, essere autoconclusive e complete.
Se, per motivi vari, si decidesse di pubblicare una storia a puntate, deve essere una storia pensata per essere a puntate.
Vale a dire con un cliffhanger pazzesco alla fine di ogni episodio, e non con un “continua” messo lì a minchia, perché hai preso un volume, l’hai affettato e me lo proponi a puntate.

Si è molto discusso su XL e sull'idea di progetto, quale progetto dovrebbe avere questa nuova rivista?

Ho sentito in giro di questa polemica sulla progettualità o meno…
A me però viene in mente Gino l’ingegnere.
Ingegner Gino, che cosa sta facendo?
Un ponte!
E quale progetto c’è dietro il suo ponte?
Questo qui…
Si vabbè, quelli sono i suoi disegni tecnici, noi vogliamo sapere quale progetto c’è dietro!
Che stia in piedi, e che regga il carico di persone e mezzi che lo attraverseranno.
Ecco.

Come dovrebbero essere scelti gli autori? in base a cosa? esordienti poco pagati?
affermati autori che si prestano per il solo gusto di avere uno spazio libero?

In base al Budget che viene dato a disposizione per la rivista, determinare i compensi, dando a tutti un qualcosa, tenendo conto del numero di tavole e del “peso” dei singoli autori.
Fa schifo come discorso?
Pace!

La nuova rivista dovrebbe essere esclusiva delle fumetterie oppure cercare
più ampi consensi in librerie di varia?

Io direi entrambe.

Un ultima domanda...
Ma una tavola rotonda, non incasina l'arredamento del salotto?
AH!
AH!
Scusatemi......

3 commenti:

ottokin ha detto...

Ecco, ti sono bastate un paio di ore per apparecchiare la tavola (rotonda) e mangiare tutto i piatti.
Cavolo Diè possibile che devi essere sempre così lucido nell'analisi ed esporla anche bene?
Vabbeh, a questo punto per completezza ti chiedo (se vuoi) di copia e incolla l'intero post anche di là in modo che il discorso prenda piede in maniera organica.

thanks
P.

alessandro ha detto...

Beh, la rivista dei tuoi sogni somiglia un po' a McSweeney's, la rivista letteraria curata da Dave Eggers, che muta (e di molto) l'aspetto da un uscita all'altra...
Per dire, un numero è un simpatico cofanetto che contiene, tra le altre cose, un pettine. Mentre la sovracoperta del numero sui fumetti si stende e ci sono stampate sopra due storie di Chris Ware.
^_^

a.

flaviano ha detto...

carta riciclata. niente preamboli, testi inutili, corsivi o grassetti, niente articoli, niente scuole di fumetto, niente musica o cinema (lasciamolo fare a chi sa). un fumetto dopo l'altro nel modo piu' semplice e piu' schietto possibile, come le vecchie paginone domenicali dei quotidiani americani. gli autori: esordienti o consolidati e' uguale, l'importante e' la qualita'(direi che basta farsi un giro sui blog di questa comunity per rifarsi gli occhi molto piu' che su una rivista). di sicuro ci vorrebbe un editor di ferro e con una cultura adeguata.
p.s. a me piaceva comix