mercoledì, maggio 16, 2007

Dovevo solo comprare uno zaino.

Cominciamo dall’inizio.
All’inizio di tutto, per ovvie ragioni legate al proseguimento della stirpe dei Cajelli c’è il mio papà.
Parlo sempre troppo poco del mio babbo, comunque sia, per non dilungarmi, sappiate che il Cajelli Senior è un fotografo subacqueo e fa queste cose qua, clicca che le vedi.
Per cui, se più o meno riesco a fare una foto decente credo sia merito della genetica.
Era già da un po’ che volevo passare dalla mia digitale compatta (un’ottima Nikon Coolpix 7600) ad una digitale Reflex, ed essendo figlio di mio padre, per me, per noi, dire “macchina fotografica” equivale a dire Nikon.
Tenendo d’occhio le offerte in rete, avevo scovato una D40 ad un prezzo abbordabile con sacrificio.
Allora chiamo il genitore per avere delucidazioni in merito all’ottica data in dotazione e su altre cosette.
Lui dice che comunque è meglio la D80.
- Nommabbasta la pecunia per la D80, rispondo io.
- E se te la regalo io, in anticipo per il tuo compleanno?
Fu la risposta paterna.
Per non deluderlo, ho detto okay.
Come si può negare la paterna felicità nel fare un regalo gradito al suo unico pargolo?
Non si può!
Dunque, con il cuore che zampettava di gioia, dopo una notte insonne per l’eccitamento, tipo bambino di otto anni a Natale, io e il mio babbo siamo andati a prendere una D80.
Monta un 18-135 e secondo me se lo chiedi con gentilezza, lei ti fa anche il caffè.
In questi giorni sono qui che me la studio, faccio prove, scopro il braketing, aumento e diminuisco gli Iso, provo i diaframmi eccetera ecceterone.
Ci metterò un po’ a capire come fare tutto quello che può fare, ma del resto, avere una simile bestia e usarla in full auto come una compatta secondo me è da idioti.
Ora arriviamo allo zaino, giuro.
Per portare a spasso il nipponico cucciolo decido che l’ideale sarebbe uno zaino e non una borsa a tracolla. Bene. Per la gita a Torino uso un vecchio zaino che era prigioniero del nostro Box.
Poi mi metto alla caccia dello zaino adatto, non troppo grosso, non troppo piccolo, magari con tasche e taschette, un po’ ciccio per preservare il cucciolo dai dannosi urti della vita grama.
Teoricamente, oggi verso le 11 l’avevo trovato.
Lo zaino non aveva la targhetta del prezzo, dunque mi reco dal simpatico gestore del corner foto ottica di Mediaworld e gli chiedo quanto prezza la bellezza.
158 euri, rispose.
Sta minchia, pensai.
Evidentemente lo pensai molto forte, perché l’espressione del ragazzo era identica alla mia.
Allora, un lampo di genio attraversa la mia scissura interemisferica.
Vedo un monaco Shaolin che mi mostra felice lo zaino dei miei desideri.
E’ deciso, si va in zona Paolo Sarpi.
Chinatown.
Li ci saranno ottocentomila negozi di borse, borsine, borsette, borselli, trolley, valigie, zaini, zainini e zainoni, troverò sicuramente quello che fa per me!
Sciolgo le briglie alla Skoda e in men che non si dica arrivo a Chinatown.
C’è un unico problema.
La Moratti non vuole che si vada a Chinatown.
Non c’è modo di parcheggiare la macchina, il parcheggio è riservato unicamente ai residenti oppure è a pagamento ma è occupato.
Visto che accanto c’è la zona fiera, ed è regolata allo stesso modo, più o meno l’area su cui non è possibile parcheggiare, per estensione, è pari a quella del Principato di Monaco.
Praticamente un piccolo stato in cui nessuno può parcheggiare.
Sciami di vigili urbani svolazzano, presidiando e dissuadendo i criminali che vorrebbero semplicemente parcheggiare il loro mezzo e magari fare compere.
Mi chiedo se esiste una sorta di norma per stabilire, in base alla percentuali di estensione del territorio, le aree da adibire alla sosta a pagamento e dei residenti, e quelle da lasciare libere.
Secondo me non esiste, secondo me è il tutto è regolato dall’intelligenza dell’amministrazione.
E questo la dice lunga su quella della Moratti e sulle sue intenzioni.
(E’ una battuta che arriva un po’ lunga, prenditi una pausa)
Così, la mia intenzione di andare a Chinatown diventa ideologica, e niente e nessuno può fermare la mia lotta verso la libertà di andarci.
Nemmeno il buon senso.
Trovo un parcheggio, lontanissimoooo, e mi metto in marcia sotto il sole.
E’ ormai mezzogiorno.
Noto come i pochi negozi italiani rimasti siano chiusi per la pausa pranzo.
I negozi cinesi non lo sono.
E così, mentre l’italico è a casa a farsi la fettina panata i cinesi lavorano, prosperano e si comprano tutto il quartiere.
Quel quartiere lo conosco bene, ci abitavo.
Ci ho abitato da piccolo, fino ai 12 anni.
Lì ci ho fatto le elementari, le medie, ho passato ore ed ore a giocare su quelle strade.
La ricerca dello zaino si tramuta nella ricerca del tempo perduto.
C’è Bruce Lee al posto di Proust, ma chi se ne frega.
Rivedo la mia scuola elementare, il cortile mi sembrava più grande.
Rivedo l’oratorio, fuori ci ho fatto a cazzotti per la prima volta, avevo 9 anni e fu la mia prima vittoria.
Ripenso a mia nonna, al corrimano giallo contro il quale si appoggiava quando mi aspettava all’uscita da scuola.
Rivedo il marciapiede dove mi hanno schiumato in un carnevale degli anni ’80.
Ripasso per il punto preciso dove ho sconfitto i miei nemici grazie ad una riga di ferro, chi mi legge sa di che cosa parlo…
Quante volte sono passato con la mia Saltafoss per quelle strade?
Tantissime.
Chissà se Melissa abita ancora lì.
Chissà quando ha chiuso il negozio: Il Tirolo a Milano.
Per me è sempre stato un mistero, ma chi cazzo si veste da tirolese a Milano?
Riguardo l’incrocio dove un pomeriggio per poco mi investono, ero molto spaventato, con me c’era il mio amico Fulvio, e mi aveva accompagnato a casa tenendomi la mano.
Quel negozio dove compravo le minchiate, Baba Yoga, non c’è più.
L’edicola c’è ancora però, lì ci compravo Albo Blitz, ma solo quando c’era il figlio dell’edicolante, il padre non me lo vendeva.
C’è anche quell’altra edicola, quella proprio sotto la casa dove abitavo.
E’ lì che ho iniziato a leggere fumetti, la mia passione è nata proprio lì.
L’Uomo Ragno, il Corriere della Paura, il primo numero del BVZM…
Con un brivido, noto che i fumetti sono ancora nello stesso settore.
Entro ed esco da una decina di negozi, guardo zaini, valuto, apro, controllo.
Alla fine lo trovo.
Non è uguale uguale a quello da 158 euri ma poco ci manca.
Lo pago 12 euro.
Se si rompe ne comprerò un altro.
Così avrò una buona scusa per rifarmi un giro da quelle parti.

10 commenti:

Fam ha detto...

Eeeeh, ma vuoi mettere con uno di marca che ti dura uguale e lo paghi dieci volte tanto?

Libero Assassino ha detto...

vedi? il denaro obnubia la mente. se avessi speso 158 euro non ti saresti imbattuto nel fiume di ricordi, che, invece, con 12 semplici euro ti ha travolto :)

sul mio blog avevo una "rubrica", remeber tomorrow, dove scrivevo appunto i fiumi di ricordi che mi travolg(ono)evano.

PS
la D80 l'ho vista, facevi le foto allo stand della BD, ed io ero nello stand difronte :)

ottokin ha detto...

Benvenuto Diè, da quasi due anni sono FELICE, FELICISSIMO possessore di una spettacolare Nikon D70s (la sorella maggiore della tua D80), so che costa uno sproposito rispetto alle altre macchine, ma ti giuro MAI e dico MAI mi sono sentito più orgoglioso di possedere un oggetto come questo! Premesso che anche per la macchina fotografica è solo Nikon, il mio orgoglio è già stato in Perù, al Corcolo Polare Artico, a New York ecc. ecc. e non mi ha mai tradito, ottime batterie, ottima luce, anche quando non hai voglia di fare un cacchio in manuale e l'hai settata a dovere, LEI non tradisce! Ora anche anche una sorella milanese al sicuro!

baci

Anonimo ha detto...

bel raccontino!
come del resto tutti quelli che posti qui.
devi raccoglierli, sono piacevolissimi da leggere e fanno iniziare bene la giornata.
MicGin

flaviano ha detto...

paolo sarpi e' mitica. dovresti fare un reportage sui magazzini sotterranei dei negozi, hanno una marea di roba impensabile/improbabile.
mitico!
stupende le foto del papozzo alla ricerca di Nemo, complimenti.

Anonimo ha detto...

Parlo sempre troppo poco del mio babbo, comunque sia, per non dilungarmi, sappiate che il Cajelli Senior è un fotografo subacqueo e fa queste cose qua, clicca che le vedi.

belle, ma gli ha mai detto nessuno che sull'obbiettivo ci ha una macchia a forma di "c" cerchiata che fa venire le foto una chiavica?

dav

Libero Assassino ha detto...

x l'ultimo anonimo

bisogna pur tutelare il proprio lavoro in qualche modo...l'occhio esperto sa riconoscer euna buona foto anche con il C sopra :)

Paolo ha detto...

Dié, si lascia la skoda sotto casa e ci si va in metro (p.ta garibaldi e poi SI scarpina) o con il tram. Per andare a mangiare da jubin, io faccio così.

Paolo ha detto...

Sono sparidink. Non so cosa sia successo al mio account google.
Cmq sono io (giurin giuretta)
ciao
P.

Libero Assassino ha detto...

Sai, ieri ho acquistato una Canon 300D..cosa ci azzecca? Ci azzecca che mio padre ha fatto lo stesso ragionamento che ha fatto il tuo..
citandoti, come si può negare la paterna felicità nel fare un regalo gradito al suo pargolo? :D

ciao Diè, ed aggiorna Diegorama, su!