sabato, maggio 05, 2007

Conflitto di Interessi

Di nuovo, si torna a parlare di Conflitto di Interessi, e di nuovo, a mio avviso, ponendo in primo piano la questione economica del medesimo non si identifica la portata reale del conflitto di interessi che regna nel nostro paese.
Questo conflitto è sicuramente economico, ma è tanto economico quando morale, sociale, strutturale e personale allo stesso tempo.
Il conflitto di interessi condiziona le nostre vite, le nostre scelte, la nostra moralità e non determina unicamente un flusso di miliardi in un'unica direzione.
I soldi non sono tutto, i soldi non sono l’unico metro per misurare la realtà.
Parliamo di qualità della vita, parliamo per esempio di cultura.
Allontanarsi per un po’ dal proprio paese, senza chiudersi in un villaggio turistico, è un buon sistema per guardare meglio verso casa. Me ne sono reso conto a Londra, una settimana fa.
Da laggiù ho potuto riflettere, guardare, e farmi un’idea più precisa della definizione di Conflitto di Interessi.
Dicevo cultura…
Ho visto 60 teatri, uno accanto all’altro, peni di gente.
In scena attori teatrali, famosi per essere attori teatrali e basta.
Recitavano negli spettacoli più diversi, dalla commedia comica, al musical, dal dramma allo spettacolo sperimentale.
La gente va a vederli, usa la metropolitana, compra i biglietti dai vari botteghini che offrono tariffe convenienti.
Forse, se sui palchi dei nostri teatri non ci fossero i primi pirla che passano in televisione, la gente riempirebbe i teatri anche qui.
Uscirebbe di casa la sera, si abbruttirebbe di meno, socializzerebbe.
Invece no, è necessario, imperativo, essenziale farci rimanere a casa, a guardare non la televisione, ma la pubblicità che viene trasmessa.
Pubblicità.
Non prendetemi per un bacchettone, ma ormai è evidente che l’unico veicolo pubblicitario è ormai il sesso, lo si usa anche per la pasta e per il formaggino. Questo bombardamento continuo di tette, culi, gnocche che escono dalle acque, modifica per forza di cose la percezione di massa verso la sessualità.
Cambia i gusti, le aspettative, lo stile di vita.
A Londra il sesso non è bidimensionale, non è represso dal modello modella, c’è. Punto.
Di chi sono le Tv?
Di chi sono i Teatri?
Di chi sono le concessionarie che vendono gli spazi pubblicitari?
Di chi sono le emittenti che quelle pubblicità trasmettono?
Di chi sono i periodici che le pubblicano?
Mi sono spiegato, credo.
Non è più una questione di soldi, è una questione di mutamento radicale della società, del nostro modo di pensare, o di muoverci.
Per esempio, quale spinta posso avere a prendere i mezzi pubblici, se quotidianamente, vengo bombardato da necessari spot di automobili?
E via così…

10 commenti:

Davide ha detto...

L'italia e la sua finta democrazia mi fa schifo.
amo il mio paese e con rabbia lo vedo marcire sempre di più, vittima della corruzione delle ingiustizie, dei finti meriti, dei vallettopoli, calciopoli, ricattopoli magistropoli, leggiopoli, lavoropoli, costanzopoli, ospedalopoli parentopoli e chi più ne ha ne metta e del fatto che la filosofia dell'italiano è "fotti il prossimo prima che esso fotta te!".
sono veramente amareggiato.
Davide

La ele ha detto...

No, non credo sia solo una questione di chi ci si trovi davanti a teatro, i soldi, tenendo buono questo esempio, c'entrano eccome.
Tempo fa volevo andare a vedere uno spettacolo al Piccolo, cerco i prezzi sul giornale: dai 90 ai 140 euro.
In casa mia siamo in quattro, e facendo due conti (anche dando per buona la scelta dei posti peggiori) la spesa sarebbe stata di 360 euro.
Mi sembra sinceramente una cifra eccessiva per una serata passata fuori, in famiglia.
Probabilmente, è proprio il non rendere accessibili a tutti posti come i teatri, che fa della televisione quello che è.

La ele

brian-GraphiCat ha detto...

La televisione e` quello che e` anche qui a Londra, ma in effetti ( per quel POCHISSIMO che l ho vista) non e` cosi` tremenda come in italia.


a dire il vero un anno che sono qui e mai andato a teatro...

pero` mi giro tutti i musei, manifestazioni e gallerie d arte , che qui molti sono gratis

e guarda caso sono pieni di giovani.

Design270 ha detto...

conflitto di interessi quel momento in cui un individuo ha una posizione di forza e la esercita condizionando le decisioni della collettività per il proprio tornaconto.
Di cosa ci stupiamo? siamo Italiani con la I maiuscola e stiamo vivendo quello che da sempre hanno vissuto gli italiani di ogni epoca, grazie soprattutto alla presenza della chiesa e delle diverse logge. Siamo un paese che si trova in mezzo ad una moltitudine di culture. Siamo il paese che meglio di tutti sa cosa vuole dire Melting Pot, lo sappiamo bene e non siamo in grado di far convivere la rava con la fava (interessante la definizione che ne dà wikipedia).

In italia quest'anno il teatro ha incassato di più che gli stadi. Le proposte teatrali che abbiamo in italia sono ottime ma abbiamo anche tante schifezze e come dice Diego è sufficiente aver partecipato al grande fratello per andare a far teatro.

Però io sono ottimista, la gente ormai è sensibile alla spazzatura, sono i nostri politici e amministratori che non lo sono. Per questo ritengo che la spinta debba venire da noi e non aspettarci nulla da loro. I politici guardano ai soldi, gli Italiani si nutrono anche d'altro.

E_Bone ha detto...

Il problema essenziale e' che gli italiani in primis, sono dei menefreghisti senza un minimo di interesse per qualsiasi cosa,lasciano che i media facciano di loro quello che padroni vogliono.
Il lassismo in Italia ci sta uccidendo,basti pensare che da noi e' normale non prendere il biglietto dell'autobus e se il controllore ci fa la multa...E' lui bastardo, che ce l'ha fatta!

dico solo Killeraggio.

E_B

RRobe ha detto...

Bho.
Quello che volete.
Alcuni dspunti di Diego saranno pure giusti ma...
Ma non è che serva uscire dall'Italia per cinque minuti per dire "eh... ma gli altri paesi sono più avanti di noi!".
Anche perché, non basta.
L'Inghilterra è una bella nazione che ha le sue belle magagne, proprio come qui.
Non credo che una diversa cultura dell'intrattimento, non dominata dal pensiero Sant'Agostiniano, possa essere indice di maggiore civiltà o cultura.

Gli inglesi, al sabato, vomitano a frotte ai bordi della strada e rendono il loro centro un porcile.
Questo in Italia non succede.
Che significa? Che siamo meglio di loro?

ottokin ha detto...

Forse il problema è proprio li, gli inglesi vomitano alla sera ubriachi marci, ma dopo un ora è tutto pulito, da noi in 3/4 delle regioni la nettezaz urbana passa ogni quando gli va.

Da noi Beppe Grillo fa il santone de sto cazzo e poi chiede CINQUANTE EURO per uno spettaccolo al PALALOTTOMATICA! Evviva la coerenza e guai a toccare il santone pagliaccio.

A monte, la gente è rincoglionita perchè guarda troppo televisone o la televisione fa schifo perchè è guardata da gente rincoglionita?

Berlusconi è frutto di una stortura istituzionale oppure il frutto reale del potere televisivo?

Difficile trovare risposte.
So solo che perfino in Perà dove si puzzano di fame hanno più
dignità di noi. Quella si ci manca.

RRobe ha detto...

Bho.
Per me questo è qualunquismo.

Ci sono ragioni culturali profonde per come l'Italia vive "male" le forme culturali d'intrattenimento.
Non basta liquidarle con il solito "è tutto un magna magna".

Diego Cajelli ha detto...

E' dunque un problema "fisico" e non sociale?

Diè!

RRobe ha detto...

E' un problema culturale.
Stai confrontando una cultura basata, fondamentalmente, sul pensiero di Sat'Agostino.
( questo comporta tutto un certo tipo di atteggiamento verso l'intrattenimento in ogni forma, nche l'arte,(quando non tende a Dio) con una cultura che non lo è.
Non sono mica facili da sdradicare certi concetti.
Perchè la letteratura fantastica è florida in inghilterra e in Italia, no?
Sant'Agostino.
Se ti capita, leggiti "le Confessioni". A parte che sono na lettura favolosa perché lui era un furbo mica da ridere e un notevole umorista, ma sono pure illuminanti per capire alcune cose della cultura italiana.