lunedì, marzo 12, 2007

Insegnamento

Il mio, purtroppo, sarà un post radicalmente opposto a quello scritto da Michele alcuni giorni fa.
Io ho un nemico.
Un grande, enorme nemico, con il quale faccio a cazzotti. Mi spacca puntualmente la faccia, ma non posso fare a meno di prenderlo a pugni ogni volta che lo incontro.
Lo incontro spesso, in modo diretto, o in modo indiretto quando si manifesta attraverso i comportamenti.
Il mio nemico è un modo di pensare, è una percezione collettiva, non ho modo di vincere contro un nemico simile, ma sono venuto su a pane e Brucewillis e non ho paura di sanguinare.
Io vorrei, davvero, spaccare il culo a calci a chi ha fatto filtrare il pensiero che i fumetti si possono fare in assenza di ragionamento, perché ti vengono, e si possono fare partendo da una situazione di assoluto caos interiore, studiare non serve, massì, mambè, madiqui madilì, ma più o meno, ecco.
Voglio uccidere l’approccio serendipico verso la tavola a fumetti.
Voglio che prima di tutto, ci siano le parole: muscoli, costanza, preparazione, studio.
Se stai per dirmi: Eh, ma l’arte… Eh, ma Jean-Jacques Rousseau e la teoria del “buon selvaggio”, lasciami anche il tuo indirizzo che ti vengo a prendere sotto casa.
Io vorrei, davvero, avere a che fare con un Gipi in erba, che alzando la mano elegante e sottile, mi dicesse: Diè, ho capito, ma secondo me il tuo sistema è troppo classico, troppo gia visto, sono le regolette di Syd Field applicate ai fumetti, mentre io voglio sapere come si fa un racconto dellamadonna.
E ci parlerei per ore, ore ore ed ore, come fanno gli innamorati. Mescolando, strutturando, smontando e rimontando tutti gli schemi narrativi e tutti i generi dell’universo.
Vorrei essere messo in difficoltà da una visione radicalmente opposta alla mia del modo di fare fumetti, non dall’assenza di un qualsiasi modo di fare qualsiasi cosa.
Fumetti sì, ma anche torte a questo punto, perché l’impressione che ho è che sto insegnando Pasticceria a chi ha dato un’occhiata di sfuggita alla vetrina di un negozio di dolci e si è detto: Caarini! Senza prendere minimamente in considerazione l’esistenza del latte, della farina e delle uova.
A volte, a parte uno sparuto gruppo di giovani mutati, probabilmente allevati segretamente dal Professor Xavier, l’impressione che ho è quella di lanciare sassi in uno stagno gelato.
E la cosa buffa, è che più mi incazzo, più ho voglia di andare avanti.
Come Brucewillis.

13 commenti:

Thomas Magnum ha detto...

Vorrei essere messo in difficoltà da una visione radicalmente opposta alla mia del modo di fare fumetti, non dall’assenza di un qualsiasi modo di fare qualsiasi cosa.

Mappork'...se fossi una sedicenne con la Smemo nello zaino, tra te e Foschini avrei gia esaurito lo spazio per le citazioni, quelle scritte con il Giotto fuxia e le ombre celesti tutte intorno...
Invece sono un 27enne di due metri per 100kg e 'ste cose mi tocca appuntarmele un pò ovunque...

DIFFORME ha detto...

ti si potrebbe rispondere che i punk hanno rivoluzionato la musica (e non solo) con tre accordi e tanta rabbia....

Diego Cajelli ha detto...

Giorgio, mi viene da dire: Appunto!
:-)
Nel senso che hanno veicolato ciò che avevano da dire, hanno preso uno strumento, e ci hanno fatto un qualcosa di compiuto.
Una canzone di due minuti, con tre accordi e tanta rabbia.
Hanno fatto concerti, preso botte, dato botte, si sono confrontati con un pubblico e con altre band.
Hanno
fatto
qualcosa.
Ottimo.
E se invece fossero rimasti a guardare la chitarra e basta?
Aspettandosi chissàchecosa e chissachì?

Diè!

DIFFORME ha detto...

ho fraiteso il post allora e per fortuna, siamo d'accordo che "la vita vissuta" vale quanto un corso di scrittura per fare questo lavoro, e che per fare un buon fumetto ( o una torta) non basta conoscere gli ingredienti....

DIFFORME ha detto...

e che il talento, tanto bistrattato dal post-moderno, conta, eccome....

michele ha detto...

Ma questo post non è opposto al mio! Abbiamo lo stesso nemico, solo un diverso approccio alla lotta: io lo ignoro, e so che morirà. Tu hai più coraggio, lo affronti apertamente. Sai che uso Die Hard come Esempio Narrativo Assoluto? Chedi ai ragazzi del primo anno. Sono d'accordo con te, ma il mio modo di pormi è: "se tra voi c'è qualcuno che vuole fare storie senza imparare un metodo, bene. Prendete pure gli elementi che volete dalle mie lezioni, e poi fate quello che vi pare. Io non posso costringere nessuno a imparare da me. Ma spero sempre che se vengono a lezione, non sia solo perché sono bello bello in modo assurdo.
Detto questo: cosa ti ha fatto scattare questo post? Non è rabbioso, lo riconosco, ma TI conosco: qualcosa ti ha spinto a scrivere queste cose. Dai, racconta!
m.

il.Benci ha detto...

va beh che avevo detto che aspettavo la cazziata, però credevo via mail :P

Diego Cajelli ha detto...

Angelo!
Non pensavo a te, tranquillo!

Diè!

il.Benci ha detto...

Sospiro di sollievo, anche se un pò lo immaginavo...
...però al mio ego faceva piacere pensare che fosse anche dedicato a me :P

Quadrilatero ha detto...

In effetti i due approcci non li vedo poi così opposti.
Di sicuro mi viene voglia di mettermi a seguire i corsi di entrambi.
"muscoli, costanza, preparazione, studio" parole sante.

PS che non c'entra una cippa:
mi cospargo il capo di cenere per aver criticato Steven Seagal un po' di post fa. Credevo fosse marzialmente ben peggio dei suoi colleghi picchiatori, ma invece ho scoperto che ha alle spalle titoli e titoli da campione di aikido, nonché meriti sportivi non indifferenti.
Visto che le cose stanno così, allora viva anche Steven Seagal! :)

La ele ha detto...

Nonostante tu abbia aggiornato, spero che leggerai comunque.
In caso contrario te lo chiederò di persona venerdì: hai l'impressione che stiamo guardando la nostra chitarra da lontano e basta?

La ele

Alex "AxL" Massacci ha detto...

come se servisse aggiungo anche la mia..ed appoggio entrambi i metodi..visto che sono quelli che applico anche io(nn forzo nessuno a seguirmi...ma se lo fai...):ad una ragazza molto brava e dal segno freschissimo ho fatto copiare d sana pianta una tavola d Steve Mcniven...il segno "di getto" manca spesso d una struttura solida e rigorosa che c viene in aiuto quando quel "getto" proprio nn ce l'abbiamo (xchè il lavoro nn ci piace o siamo alla centosettantesima tavola in 3giorni)
ovviamente io parlo d fumetto disegnato e nn scritto...ma ad ognuno il suo campo,no?
Solo una cosa nn condivido,e qui parla il punk che ankora vive in me ..3 accordi e via?anche gli Exploited ne usavano d +! e se qualcuno parla dei sex pistols..gli sparo in faccia (sex pistols aka Spice Girls del tempo...un gruppo basato sull'immagine che aveva già venduto un milione di dischi senza mai fare un concerto)

il matta ha detto...

Sta serendipity mi acchiappa! credo che ci scriverò un soggetto per Martin Mystère. Vediamo cosa succede a pensare di scrivere una storia (che è un meccnismo razionale e ragionato) i cui risultati di scoperta dovranno essere dettati dal lasciarsi distrarre da altro per scoprire quello che stai cercando...