martedì, marzo 20, 2007

I Premi!

Scivolo fuori da quanto si sta dicendo in giro, e ne approfitto per elaborare un pensiero si cui roteo da un po’.
Secondo me, i premi dedicati al fumetto andrebbero ripensati.
Bisognerebbe lavorare sulle categorie, fare un qualcosa di veramente divertente, pompare con il rock e sparare coriandoli. Levare la polvere e fare casino.
Amerei una premiazione meno assolutista e più specifica, tipo:
Miglior scena d’azione
Migliore dialogo comico
Miglior dialogo drammatico
Miglior ragazza in bikini
Miglior battuta finale
Miglior montaggio
Miglior impatto grafico
Miglior lavoro di documentazione
Miglior ambientazione realistica
Miglior ambientazione inventata
E via così…
Giusto per fare un esempio… Frank Cho ritira il premio: Miglior Ragazza in Bikini, Gipi lo ritira per il montaggio di “S”. Poi, a sala buia, un attore recita: “Ho il tempo di pensare che il suo lurido cavallo non è ferrato…poi vedo cosa mi aspetta in strada…E maledico il giorno in cui ho scelto di farmi proteggere da un bastardo muso rosso che parla con le ombre…Ombre che conosco fin troppo bene.”
Nani in fiamme, Motley Crue, ballerine, schitarrate, una bella festa.

9 commenti:

RRobe ha detto...

Praticamente, gli MTV Awards :asd:

p.s.
non mi rubare la retorica del glamometal!

Diego Cajelli ha detto...

Allora ci mettiamo Barry Manilow!

Diè!

madmac ha detto...

a questo punto dovete proprio creare il premio "Nano in fiamme"... già me la vedo questa statuetta, via di mezzo tra l'Oscar e Ghost Rider

Stefano "S3Keno" Piccoli ha detto...

Scusate amici miei, con tutto il rispetto per il vostro indiscutibile TALENTO (e anche con tutto il bene che posso volervi) ma a me 'sta storia dei Nani in fiamme (cos'è, un nuovo "movimento"? Rrobe ci ha addirittura cambiato il titolo del blog!) mi puzza un po' di PARRUCCATA...
Leggo SEMPRE tra le righe un certo fastidio verso un certo tipo di autori (quelli che fanno i "romanzi grafici", per capirci... e che finiscono in top ten invece che il fumetto seriale/popolare, sempre per capirci), che poi tra l'altro è anche questa una forma di snobismo al contrario... e poi mi imbatto in queste nuove "scuole di pensiero" nanofiammeggianti che rimbalzano da un topic all'altro e mi sembra di vedere un circolo gay autoreferenziale dove gli autori si fanno i pompini a vicenda (perdonate l'azzardata metafora, che stava a significare "Quanto sei bravo" - "Ma no, che dici, sei molto più bravo tu" - "Si, vabbe', ma tu sei un genio")...
e in tutto questo davvero non riesco a capire perchè sembra che si debbano necessariamente CONFRONTARE autori e fumetti tra loro, quando non c'è alcuna ragione logica (e nessun paragone possibile) a dire se sia meglio "Ultimates" di Millar rispetto a "S." di Gipi...
Boh, sarà - forse - che non riesco a cogliere le sfumature di certe posizione (o sarebbe più corretto dire atteggiamenti?)... o sarà - forse - che i Motley Crue non me li sono mai cagati!!! ;)

comiz ha detto...

Credo che l'idea in questione smonti a prescindere quello che sostieni no?
Non si prediligono i generi ma a parte la simpatia dell'idea credo si tratti di un buon sistema per ricordare anche ai meno informati che un fumetto può essere apprezzato per varie ragioni e non per le solite, miglior storia, migliori disegni e via discorrendo.
Nuovo post sul mio blog
www.design270.blogspot.com

Pic

Diego Cajelli ha detto...

Ste, che fai?
Duplichi i commenti sui blogghs?
:-)
:-)

Il discorso sulla top ten è di Rrobe, non mio.
A me, e lo dico in tutta sincerità, delle topten dei premi del migliorquesto e del migliorquello, non può fregarmene una cippetta.
Posso rosicare un po' per non aver mai vinto nessun premio, ma alla fine, si mangia bene anche da Zio Peppe che non ha le stellette sulla guida Miscelèn.
O, no?
L'altro discorso, quello popolare, autoriale, graphic novel, giornaletto... Anche lì, se uno è contento di quello che fa, se uno è soddisfatto di quello che ha, se uno è coerente con quello che fa, per me, siamo a posto.
Sorrido quando leggo che l'under vorrebbe avere gli stessi numeri dell'over, o quando l'over vorrebbe avere le stesse coccole dell'under, fine.
E chiaramente, questa mia risposta non è contro di te, ho approfittato del tuo messaggio per dire due cosette in generale!

Diè!

P.S. sul Nano.
Venne fuori a una cena, fu molto divertente.

alpo ha detto...

Ti sei perso il premio Boscarato a Treviso!!! Chiedere ai presenti e premiati :P

alpo

Adriano Barone ha detto...

Personalmente, ritengo che "I nani in fiamme" siano proprio quello che manca al fumetto italiano in questo momento.
Tradotti in linguaggio marketing cosa sono 'sti cazzo di nani?
La PROMOZIONE (intesa come attività pubblicitaria, di PR, eventi, ecc. ecc.).
Per chi fa marketing (come me)on esiste differenza tra graphic novel e fumetto popolare: il fumetto è UN PRODOTTO COMMERCIALE.
Me lo affidi, in quanto addetto al marketing, e il mio lavoro è capire il target a cui ti rivolgi e come vuoi promuovere il tuo prodotto.
Tra i miei incarichi c'è quello di creare interesse attorno al tuo prodotto, con i budget a disposizione.
Se il budget è limitato (o come spesso succede nei fumetti, non ce n'è), in quanto addetto al marketing, utilizzerò QUALSIASI MODO per far parlare di te e del tuo fumetto (e da qui la metafora di Roberto, ovvero "Nani in fiamme" per "qualsiasi strumento di promozione, anche il più casinaro").
Anzi: del tuo prodotto commerciale.
Perchè, senza troppi giri di parole, come mi disse recentemente un editor Soleil, "IL NOSTRO SCOPO E' VENDERE IL MAGGIOR NUMERO DI COPIE POSSIBILE".
Che poi il fumetto venga letto, capito...quello viene dopo.
PRIMA vendiamo il PRODOTTO.
Con qualsiasi mezzo (e spesso sono pochi) a nostra disposizione.
E dato che spesso i mezzi non ci sono, dobbiamo ricorrere ai nani in fiamme.

ottokin ha detto...

Non resisto, io in questa cosa non ci volevo entrare stavolta, ma finisce sempre così, alla fine sbotto e lascio il mio commentino che in questo caso vale anche per il Rrobe.
Allora, li possiamo e li vogliamo chiamare come vogliamo, nani in fiamme, tagliatelle al pesce, giganti abbronzati, veline intelligenti, poco importa. Importa però che non c'è modo di uscirne da questa stupidissima cosa del fumetto under, pop, over, americano, svedese, napoletano o indopakistano, il punto secondo me è uno solo, il mercato lo fanno gli editori, i fumetti gli autori. So che questa cosa farà rabbrividire Roberto, ma cacchio lui è un AUTORE (come tutti del resto) e come tale lui fa FUMETTO D'AUTORE! Che poi il suo "prodotto" sia venduto dalla macelleria alla gioielleria sotto casa, poco importa, importa che Roberto ci ha messo del suo, si è sbatutto, è stato ore minuti secondi a pensare a cosa cacchio far fare a John Doe questo mese e poi lo ha fatto disegnare a chi decide lui. Questo pone il nostro Roberto davanti ad una sorta di imprenditorialità creativa, una specie di manager della fantasia. Inutile nascondersi dietro alla minchiata delle classi sociali fumettistiche con cose tipo Ashton Burker è un autore WOW Underground mentre suo fratello Keyron Burker è un autore mainstream che vende un sacco ma dice le stesse cagate del fratello con i fuochi pirotecnici.
Spero che il concetto sia chiaro.

Per inciso: a me fa cagare tutto l'HARD ROCK/METAL/BOOM e sono uno che ascolta veramente di tutto! Ma quello proprio non ce la faccio! So che i MOTELCRUE mi perdoneranno!