lunedì, gennaio 15, 2007

Tempo Fermo

Succede spesso.
Per caso, mi capita in mano una cartolina, o un ritaglio di giornale, oppure una foto o bigliettino con su scritto qualcosa. La mia percezione immediata è di prossimità, il mio cervello riconosce quelle cose come molto recenti, elementi arrivati ieri, o al massimo l’altroieri.
Poi, sulla cartolina c’è la data e leggo: 1996, il ritaglio è del ’95, la foto è del ’98 e il bigliettino è un mio appunto del 2000.
Quando mi accorgo, della dilatazione estrema tra il tempo che passa e la mia personale percezione del medesimo, mi coglie un tremito.
Passa di brutto e io non me ne rendo conto, credo sempre di avere quasi trent’anni e invece ne ho quasi trentasei.
Penso a tutto quello che ho fatto nel frattempo di questo tempo fermo, e mi chiedo: ma quando cazzo ho fatto tutte quelle cose?
La bizzaria percettiva purtroppo è sempre e solo retroattiva, non è mai legata al presente, non è mai votata alla cristallizzazione del carpe diem.
Infatti, nell'oggi, nel quotidiano procedere temporale, il mio lunedì sera, è già venerdì pomeriggio.
Domani è estate, e vivo nell'anticipo del ritardo.

2 commenti:

Libero Assassino ha detto...

leggere (e scrivere) fumetti ha come effetto collaterale iniziare a pensare di essere come i protagonisti di quelle storie..Pensi che non invecchi di una virgola e il tempo ti scivola tra le dita delle mani..

:|

Fam ha detto...

Non è un bel vivere ma è l'unico che abbiamo.