domenica, gennaio 14, 2007

Linus!

(Sì, Linus, hai letto bene.)
Per colpa di Boris Battaglia, il mese scorso ho comprato Linus.
Ho apprezzato molto la storia di Emile Bravo, grazie Boris, ma non solo…
Per la prima volta in vita mia ho ridacchiato con Dilbert, ho trovato interessante un articolo su Catelan, poi c’erano alcune vignette buffe, eccetera.
Allora, per colpa mia, ho comprato Linus anche questo mese.
Bello l’editoriale del signor Dalai, bello il virgolettato di Oreste del Buono, ho affrontato Maakies, ho ri-ridacchiato con Dilbert e anche con Get Fuzzy, questa volta.
(Hosta la vista baby…)
E poi mi sono messo a pensare a proposito di Linus, a lungo.
Avevo smesso di leggerlo assiduamente anni fa, abbastanza-alquanti, anni fa. Era stato il mio psicoterapeuta a consigliarmelo. Diceva che smettere di leggere Linus era l’unico modo per guarire dal pesantissimo senso di colpa che attanagliava il mio animo.
Già, a quei tempi su Linus, ogni pagina puntava su di te un’alogena ideologica dalla quale non c’era scampo, o avevi fatto il ’68 o eri un pirla.
In pratica, ti eri irrimediabilmente perso l’unica cosa per la quale valeva la pena nascere nella prima metà del ‘900.
Cazzo, io ero nato le 71, e per forza di cose, non per motivi ideologici, ma decisamente anagrafici, era per me impossibile aver fatto il ’68.
Dunque, senso di colpa a manetta.
C’erano lunghi articoli su fatti e persone, difficili da seguire anche tenendo nell’altra mano “Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi” di Ginsborg. Inside jokes del periodo, interminabili pagine della posta dove ci si appellava sempre compagni.
I compagni di qui, i compagni di la, e io soffrivo come un cane. Perché in me, la parola compagni è legata indissolubilmente alla mia infanzia, è quasi un comando post-catodico-ipnotico.
Tu mi dici: compagni, e io ci aggiungo mentalmente: roditori.
I compagni roditori del Ciocorì e del Biancorì, ecco perché alle varie assemblee a cui ho partecipato stavo sempre zitto, sennò mi veniva da cantare, fingendo di remare con la barchetta.
E non si fanno queste cose nei C.s.o.a. o a Radio Pop.
Su quei vecchi, piccini Linus, ogni momento, ogni cosa andava bene per tirare in ballo quel ’68 che io non avevo fatto, il decennale, il ventennale, il che cosa fanno adesso, e la madre di tutti i paragoni possibili, il what if: “Se avessimo vinto noi”, eccetera.
Il mio senso di colpa saliva, si gonfiava e faceva la schiuma come le Mentos nella Coca Cola.
E allora, quel brav’uomo del dottor Brambati, mi ha detto: Smetti di leggerlo.
Dopo molto moltissimo tempo, per colpa di Boris ho ripreso.
No, non sono onesto, ogni tanto, qualche sporadica occhiata l’avevo lanciata, ma non aveva portato alcuna conseguenza.
In questi giorni, leggendo i numeri di dicembre e gennaio, non ho provato quel sensodicolpa.
Forse perché ho fatto il ’68 durante uno dei miei viaggi nel tempo in corpo astrale, o forse perché, si sono accorti che forse, si poteva parlare anche di qualcos’altro.
Non lo so. Vedremo.
Intanto vado avanti a comprarlo, ma tengo sottomano il numero del Dottor Brambati.
Non si sa mai.

3 commenti:

Fam ha detto...

Massì, a farlo a fianco di Giuliano Ferrara, ci si può sentire in colpa anche avendolo fatto, il sessantotto. Quasi quasi provo a mettere una Mentos nella Cocacola, è un'esperieza che mi manca.

ottokin ha detto...

Caro Diè, con questa cosa di Linus mi hai fatto ricordare quando giovane bambino, mi appossionavo ai fumetti di Linus, non ero nemmeno tanto cosciente di cosa si scrivev o di cosa si leggeva, a me piaceva leggere e quando mamma me lo comprava ero tutto contento, li conservavo (forse li ho ancora) e li mettevo da parte. Non ricordo quando e come e sopratutto perchè ho smesso di leggerlo, credo che arrivato ad un periodo della mia vita mi annoiasse, boh.
Resta comunque il fatto che forse un minimo di coscienza politica me la sono fatta anche grazie a Linus, credo.

dona ha detto...

io compro linus dall'agosto prima di iniziare l'università, e cioè ago 99
da allora,per delusione ho perso solo 4 numeri sparsi ma in fondo tra poco mi laureo e vorrei avere la collezione quasi completa, come segno.
MA da quando è morto del buono linus è diventato un giornale mediocre.
dalai è ovunque: a partire dall'editoriale in genere inconsistente e fortemente di parte, di qualsiasi scemenza debba parlare(preferibilmente la lanetta dell'ombelico); poi le rubriche:insipide! molte nate da un numero all'altro e firmate da autori baldini castoldi e dalai. giorgio galli non azzecca una previsione da chè lo leggo, beh almeno lui è costante, la pasini apprezza tutti maternamente e si lamenta delle istituzioni artistiche, la bernardini invece di parlare di film scrive resoconti della sua vita come se avesse 17 anni. facci caso: tutti i mesi. giusto beatrice, mentre sguazza nell'autocompiacimento, accenna discorsi interessanti.
e i fumetti invece:diminuiti!! forse sono meno pagine, ma linus che era davvero un giornale di fumetti ora è solo acqua calda, grandi classici e strip *sperimentali* quali dormy o pupilla di culicchia.. meno male che restano le peanuts trudeau dilbert monty maakies e ogni tanto ralf konig, pago i 4 euro solo per loro.
ok non dovevo scrivertelo visto che sei così contento di leggerlo di nuovo, però
però..
se incontrassi dalai per strada gli darei un calcione nel sederone