mercoledì, gennaio 17, 2007

Confessioni Pericolose

Un milione di anni fa, o forse due, mandavo spesso delle letterine ai giornalini che leggevo.
Amavo Totem Magazine (anche se forse ero un po’ piccino per leggerlo, ma fa niente) e ho amato il successivo Totem Comic, tanto da mandare una lettera a “Confessioni”, ottenendo in cambio un volume francese.
Chissà se l’ottimo Luca Boschi, che curava la rivista, si ricorda di quella missiva. L’avevo firmata con lo pseudonimo che usavo a quei tempi, ma la scheda per ricevere l’albo era compilata giusta con il mio nome…
Fatto sta che l’ho ritrovata, e ho trovato anche il numero della rivista in cui è stata pubblicata.
La ricopio qui, mettendo qualche virgola ogni tanto, visto che ne era del tutto priva.
Premetto che ha un senso, dovrei “tradurla”, e forse lo farò…
Avevo 19 anni, perdonatemi quella cazzo di “K”, ma a 19 anni si può concedere, no?

Caro Totem,
io konfesso che indicato dalla giuria come portatore sano di cacciatori di funghi volanti in bassa padana e Bolzano meno quattro!
Nel prototempo di anni prima, trovandomi per puro affanno nel precambriano, sparavo a tartaglia su inermi enormi dolci tartufoni Bindi che deambulavano lì per lì.
Indi, rotolandomi nell’ex sindaco di Roma, traevo piacere da un fugace rapporto incrementale a parametri H, ogni giovedì e venerdì sera che si fa la paella e non la pizza, ma sul tardi.
Mi pento cardiacamente battendo le mani per la gioia dei pari di Inghilterra che sarebbe cosa buona e giusta come disse quel tale che incontrai a Nizza una mattina tarda e priva di Dollari.
Ma non solo, ricreando dopo in officina un sentimento adorno di cocci di bottiglia e sadomaso con i conigli della collina, infilavo in un pertugio assonnato il mio alacre sacrestano urlando ai quattro venti le cose buone della vita.
Ma è mai incredibile, non avrei mai crederebbe che inscì tantu le bell!
Si come mai esagerando al massimo le azioni parlamentari contenute nella lettera che arriverà presto a ogni famiglia italiana, possiamo finalmente acquistare dodici partite di calcio che non si parla che di quello, ma non si parla di ciò che è esuberantemente proteico per farli crescere fusti e robusti.
Il buon formaggio si vende dal bagnino.
Quello che sta dando due maniche di botte al poveretto che scappa sulla battigia mentre un piccolo gabiano emette un sarcastico servizio sul campo di terra rossa che ti lercia tutto il gonnellino bianco e poi ci vuole la Luisa che finisce presto va via e non si lava mai i denti.
Sì!
Perché lui è Paolo ed è fortunato perché con flemma decisa e circondariale si muove leggiadro e controriforma e Yalta e Gino Latilla.
Esclamò: “Rien ne va plus”.
Emilio Fede rotolando in mezzo a una assurdamente e abnorme merda si ritrova là dove nessuno è mai giunto prima, guidando dodici volte la stessa macchina vincendo il mondiale, rompendo la porta e uscendo dai box facendo gestacci a chicchessia.
Ma realmente Gregorio Samsa e Norman Bates hanno qualcosa in municipio?
Mah! Questo pensiero sfragorò nella vallata producendo azioni di autodifesa proletaria e non, ma mai Gino avrebbe mai immaginato che uscendo sensorialmente a est colui piangesse così tanto poverino, ma si sa che il sogno americano non c’entra con la cabala, semmai ci esce assieme una sera e la boccia di marmo, ci offre da bere, ci balla, ciccì, coccò.
Cax, Milano.

Totem Comic N°56
1 Novembre 1990

9 commenti:

ghirby ha detto...

argh! non c'ho capito una mazza, però ti stimo moltissimo!

Anonimo ha detto...

caspita! che trip! surreale, anzi no, surrenale! leggendolo mi sembra di attraversare dimensioni inesplorate, ma forse è colpa mia! ciao! alessandro

laura ha detto...

cut up?

Anonimo ha detto...

afasia?

hai visto la puntata di dr. house quando il malato parla così?

hai sguinzagliato l'orso? ripiani la mandibola?
Dav

Anonimo ha detto...

anch'io leggevo totem..chissà che fine han fatto monica e bruno...

MucoMarx ha detto...

Anch'io, ogni tanto, mi chiedo cosa stiano facendo ora Monica e Luigi. Ero molto affezionato alla loro rubrica. E Bruno era anche un competente e appassionato cultore di fumetti (la sua firma, se non sbaglio, appariva anche sulla versione italiana di Metal Hurlant).

Anonimo ha detto...

luigi???ma non si chiamava bruno??

MucoMarx ha detto...

Si chiama(va) Luigi di nome, Bruno di cognome.
Del primo Totem amavo Caza e Margerin, del secondo le magliette bagnate, del terzo Tronchet (e il suo impagabile Domenico Tergazzi!), Edika e Vuillemin.

Andrea ha detto...

Oddio, tuffo nella passata - sapida - del passato: io la tua lettera ME LA RICORDO! E mi ricordo pure di aver pensato che mi sarebbe taaanto piaciuto farmi un giro col tuo cervello tra un Lupo Nolberto-Coserto e un Calrk Ghéibol d'annata (per quanto, Edika in francese è assolutamente impagabile, fidati). Comunque, a (ri)leggerti adesso, ti confesso (io confesso) che ho quasi pianto di gioia e di malinconia. Dunque qualche totemaniaco ancora in vita è rimasto, esiste e respira da qualche parte in questo discutibile improbabile atomicodandy (ihihih) universo di mezza tacca. E se non lo migliora, quanto meno lo fa più interessante. Thanks