sabato, gennaio 13, 2007

Bicicletta.

Tra le duemilioniettocentomila cose che non riuscirò mai e poi mai a spiegare ai dolci pupilli che mi aspettano a scuola ogni martedì, c’è il concetto della bicicletta.
Alla garibaldina.
Senza sellino.
E hop!
Piegato, come in una tappa di montagna, a denti stretti oltre il passo dello Stelvio.
E sei solo.
Tremendamente solo a digrignare i denti e pompare sui pedali.
Hai voluto la bicicletta?
Un modo di dire del cazzo, accompagnato da quel sorriso, sempre odiosamente beffardo.
Sì, okay, posso anche averlo voluto io questo fottuto velocipede, diciamo che me lo sono costruito da solo, pezzo per pezzo, bullone per bullone, ho anche ingrassato la catena, va bene, è colpa mia.
Ma chi ha deciso di mettere quella montagna, quell’enorme, gigantesca, sconfinata e perennemente in salita catena montuosa, proprio lì davanti a me?
Volevo la bicicletta, sì, ma una discesa ogni tanto non è che mi faceva proprio schifo.
Fine dello sfogo.
Da domani tornerò a essere un sorridente bambino buono.

1 commento:

Anonimo ha detto...

tranquillo, una parte di noi lo ha capito...all'altra credo non interessi. se nonostante tutto però tu continui a salire allora c'è sempre speranza.