martedì, novembre 14, 2006

Quasidieciannifa...

Gedo, su Fumetti di Carta ha recensito un fumetto del dinamico duo Cajelli/Bertelè uscito quasi 10 anni fa. (clicca qui)
Non credevo che un pezzo di archeologia come quello si trovasse ancora in giro, e che dicesse ancora qualcosa a qualcuno.
E’ passato un fracco di tempo, ho ripensato a tutto quello che ho fatto dal 1997 a oggi e mi sono spaventato, i tempi in cui scrissi Death Love Cube sembrano così fottutamente lontani.
Ma forse no. Commozione, groppone e nostalgia a parte.
Di quel periodo e di quel fumetto in particolare ho moltissimi ricordi, e la cosa bella è che quei ricordi non sono solo miei, sono anche di Luca, di S3keno, di Otto e di tutti i miei compagni di avventure di quel periodo, che COSA STRANA, sono miei amici e miei colleghi ancora oggi.
Siamo andati contro tutti i cliché del racconto di formazione, abbiamo contraddetto in parte uno dei miei film preferiti: C’eravamo tanto amati di Scola.
Di solito, come insegnano i romanzieri, gli amichetti si perdono, prendono strade diverse e si rincontrano solo in situazioni tristi, con il peso delle sconfitte a fare da denominatore comune.
Non è stato il nostro caso, siamo stati molto fortunati, non ci siamo persi, la vita non ci ha battuto, ci siamo ancora, vicini come nel 1997.
Dopo aver letto la recensione ho riletto il mio fumetto. Di solito ho un brutto rapporto con ciò che ho scritto in passato, ma questa volta no, anche se è pieno di errori, di leggerezze, anche se mi pento di alcune cose che ho scritto nelle prefazioni, il rapporto sentimentale con lui è ancora molto vivo.
L' effetto, vi assicuro è davvero strano.

4 commenti:

ottokin ha detto...

Hai perfettamente ragione, ci pensavo a Lucca, sono passati talmente tanti anni che quasi non ce ne rendiamo conto, il tempo noi lo contiamo con le pubblicaizoni, le avventure, gli editori, le Lucche, ma questo accade perchè siamo sempre insieme. Possiamo anche vederci 4 volte in un anno, telefonarci di rado e sentirci meno, ma non cambia la natura delle cose, dici bene... la vita non ci ha sconfitto. Ci sono poche cose a cui tengo veramente e a cui do importanza, una di queste, su cui conto molto e quella di non perdere amici per strada con il corso degli anni, sopratutto quelli a cui tengo. Siamo qui!

Davide ha detto...

Erano i tempi della scuola e mi ricordo ancora quando ti mettesti li in un angolo a scrivere il fumetto in questione.
non tanto la sceneggiatura, ma una sorta di menabò di quei 2 numeri.
ricordo il casino editoriale del post primo numero, e ricordo anche un sacco di altre cose belle.
ricordo anche Luca che portava le tavole da finire a scuola e tutti restavamo estasiati dal modo in cui lavorava (e pure tutt'ora ho la stessa sensazione quando mi capita di vedere una sua tavola!)

porca pupazza quanto tempo è passato, e quante cose sono passate.
una giornata quasi invernale e con questo post un po di malinconia dei tempi che furono.che bella sensazione.

ciao

dav

nomad ha detto...

"Stai lottando cò 'a coscienza? Lotta, lotta... Ma nun t'arrenne. Ricordate che chi vince 'a battaglia cò 'a coscienza, ha vinto 'a guera de l'esistenza"
C'eravamo tanto amati è un film che ADORO :-)

Fam ha detto...

Una volta vi ho visti a Novegro fumetto giocare al fazzoletto in una vostra conferenza stampa. Più che "C'eravamo tanto amati", direi "Amici miei"...