mercoledì, ottobre 04, 2006

Lappolemica!

Lo italico fumetto presente sul Web è in polemica da giorni.
Praticamente su tutti i siti che visito quotidianamente, da qui a qui, passando per qui, qui e qui, si discute animatamente di Graphic Novel, di giornaletti, di scarpe, di significati, di fazioni contrapposte, di antipodi, di due modi di concepire l’uno e di come fare cosa.
A questo, io ci aggiungerei, (anche se dai suddetti contendenti non è stato notato) uno dei thread più dolorosamente favolosi mai apparso su it.arti.fumetti.
La discussione sta portando al pettine dei nodi che da tempo minacciavano il cazzo di pettine, e io ho compiuto trentacinque anni.
Che cosa c’entra? C’entra, c’entra…
Alternativamente, come un led che si accende e si spegne, secondo me hanno TUTTI ragione. Perché?
Perché il fumetto non è morto, è vivo, ed è difficile fare l’autopsia ad una creatura viva.
E’ difficile mettere un mezzo di comunicazione vivo dentro una scatola, dandogli una definizione precisa, non si può decidere che cos'è e cosa non è mentre il fumetto si muove.
Il nostro è il media più figo del mondo, una discussione simile, fatta per esempio sulla televisione, sarebbe già finita.
Il fumetto può essere giornaletto o graphic novel, può costare uno o duecento euro, può essere seriale o no, può essere popolare o per pochi iniziati.
Comunque sia, è impossibile eliminare dal dizionario della lingua italiana il suo significato di aggettivo dispregiativo.
Non si può.
Cazzo siamo tutti adulti, impariamo a conviverci una buona volta con il fatto che fuori, là in strada, non ci prendono sul serio.
Chi se ne fotte, lasciate che considerino Paola Perego più importante di Marjane Satrapi, è un problema loro, non mio.
Dalle altre parti del mondo il mio lavoro è più considerato?
Io non vivo dalle altri parti del mondo, ma ho palle a sufficienza per vivere qui, dove quando dico che scrivo fumetti credono che io sia quello che mette le paroline nei ballon.
La realtà è questa.
Piove.
Potrebbe non piovere.
Già, ma piove…
Che cosa fai, ti bagni o parliamo di come non piove in Francia, in Svizzera o in Nepal?
Di queste cose io mi sono rotto le palle.
Sappiamo tutti l’amore che ci mettiamo nel fare ciò che facciamo, sappiamo tutti quanto impegno e forza ci vogliono per mettere assieme, una dopo l’altra, le tavole di Gipi, o parlo per me, quanto è faticoso scrivere bene 94 tavole di Zagor.
La differenza non è tra i giornaletti o le graphic novel, la differenza è tutta nell’onestà di chi sta disegnando o scrivendo.
E’ su questa onestà, è sul credere in ciò che si sta facendo, senza paraculismi, che si possono scavare i baratri delle differenze.
Roberto, Igort, Gipi, Ciampi, sono onesti, lo sono con coniugazioni diverse, ma lo sono.
Credono onestamente in quello che fanno.
Possiamo dire lo stesso dell’autore di “Tre metri sopra il cielo” o di Massimo Boldi, o di un qualsiasi stilista?
E poi c’è la parola arte.
“Arte”, assieme a “dissuasore di sosta”, “credito al consumo” e “diversamente abile”, fa parte di quell’elenco di parole che mi fa incazzare da morire.
Arte sta diventando un salvacondotto, un tana libera tutti, una parola magica da usare quando è più comodo.
Si fotta l’arte, lasciamola fare ai bambini ricchi.
Io sono orgoglioso di raccontare storie e di fare il mestiere che ho sempre sognato di fare.
E per farlo come dico io, credendoci, c’è un unico mezzo che mi permette di farlo.
I fumetti.
Graphic Novel o giornalini che siano.

23 commenti:

RRobe ha detto...

Applausi sperticati.

Anonimo ha detto...

Applausi in dolby sorround (si scriverà così?).
-Brendon

il.Benci ha detto...

beh chiaro come pochi..applausi :)

ottokin ha detto...

TI AMO!

Propongo che chiunque abbia un blog, forum, sito, mailing ecc. ecc. e parli di fumetti COPI E INCOLLI il testo di Diego! Che tutti sappiano esattamente cosa è il fumetto e come se la passa, eh già, per questa analisi di Diego è esattamente lo stato dell'arte (perchè il fumetto è ARTE e non ci sono cazzi) del comics italiaco!

ottokin ha detto...

Diè! Se mi dai l'OK copio e incollo! Anzi come dice un amico mio STACCO E ATTACCO il tuo testolino sul mio blogghe!

Baci vivissimi!

Diego Cajelli ha detto...

Ciao Otto bello!
Immagino che, una volta pubblicata qui sul blogghe, la roba che scrivo possa essere copiata e incollata un po' dove ti pare...
L'importante è non tramutare il sottoscritto in una specie di condottiero... i miei sono solo dei pensieri, non sono IL verbo!
:-)

Bacifitti
Diè!

Luigi Serra ha detto...

Non posso che essere d'accordo con te. La penso anche io cosi' da diverso tempo. http://luigiserra.blogspot.com/2006/07/dead-or-alive.html

Draco ha detto...

ciao sinceramente non ci capisco molto del mondo del fumetto...comunque ho dato un'occhiata ai vari topic che hai spostato, e anche al tuo post, e non capisco come si possa parlare di fumetti come di qualcosa che se è rivolto alla massa che compra in edicola debba per forza fare schifo...riguardo al paragone tra fumetto e televisione, penso che qualsiasi cosa per funzionare in qualità(da un fumetto a un programma, da libro a un quadro) deve raggiungere la maggior parte di persone possibili; per questo motivo credo che qualsiasi cosa venga considerata di nicchia sia alla stregua del piu schifoso dei reality. D'accordo quindi che il fumetto sia un qualcosa di vivo in continuo movimento ma credo che bisogna darsi una regolata non bisogna per forza sperimentare qualcosa di nuovo coppiando i manga perchè se no va a finire come con la televisione e i reality, o come l'arte moderna con la pittura.

figlio di "Mamma di Joel" ha detto...

giusto per sapere se lo fossi che verbo saresti ?

Diego Cajelli ha detto...

Per Joel:

Se fossi un verbo?
Direi..."Vivere".

Foorte!
Ammazzaò!
Ah, che buffone!


Diè!

foolys ha detto...

sono d'accordo....:)

nomad ha detto...

Mi sono trovato a parlare dell'argomento giuusto ieri, davanti a un'ottima pizza, con alcuni tuoi colleghi (disegnatori, ma credo si possano considerare colleghi lo stesso :-)). E uno di loro diceva un cosa particolarmente vera: forse è ora che i fumettisti la smettano di vergognarsi di fare fumetti, che la smettano di cercare nomi altisonanti per indicare il fumetto, che la smettano di cercare di fare Arte anche quando si tratta solo di narrare di una scazzottata tra Tex e l'Uomo Talpa. Il fumetto (tutto il fumetto) è un mezzo di comunicazione e così dev'essere trattato. Poi potrà anche essere arte, ma non è una priorità.

Diego Cajelli ha detto...

"L'arte non è una priorità"
Grazie, Nomad!
Mi hai fatto fare pace con quella parola e mi hai fornito uno splendido motto per il futuro!

Diè!

Fam ha detto...

"quando dico che scrivo fumetti credono che io sia quello che mette le paroline nei ballon." Be', basta aggiungere che le paroline te le inventi tu... magari capiscono.

eriadan ha detto...

Uh, accidenti, splendido discorso, ringrazio un orso cicione che me lo ha segnalato. Parafrasando il corvo mi verrebbe da citare quella frase "Però non può piovere per sempre".
Intanto si va avanti.

Anonimo ha detto...

Bravo, Diego. Ci volevi tu.

Ciao
Tito

PS:
"Ora, discutere sulle 60.000 copie di Barron lo trovo abbastanza triste, si
tratta di lettori che hanno voluto conludere la serie a tutti i costi,
magari senza leggere tutti gli albi, la maggior parte di questi tanto per
avere le costoline che formano questo bel visino sulla libreria"

Ragazzi, questa la incornicio. Le batte tutte. Là fuori c'è un mondo strano, pieno di gente strana. Tenetemi per mano, ho paura.

Fracartina ha detto...

"L'arte non è una priorità"
Bella questa! avrei voluta dirla io.
Mi sa che farò veramente un copia ed incolla sul mio blog.
Il fumetto è morto il fumetto è vivo
lo sento da quando sono nato. è come dire il romanzop è morto. Il fumetto è solo uno dei tanti modi per dire una cosa o narrare una storia. Come una lingua. la gente può comprare meno fumetti, o non comprarne più affatto. Queso non vorrà dire però che il fumetto è morto. vuol dire che la gente non li compra più, perchè preferisce altri modi per dire le cose. Star li a menarla con il fatto che il problema del fumetto Italiano è Bonelli che pubblica fumetti "antichi" è una cazzata. Bonelli profduce e vende perchè ha un pubblico. BB è arrivayto al numero 18 perchè aveva un suo numero. Che piaccia o no. Se il fumetto Bonelli facesse SCHIFO, non lo comprerebbe nessuno, non credo alle teorie di quelli che dicono che Bonelli vende perchè non c'è altro. Perchè è una cazzata ed abbiamo le edicole e le fumetterie invase da ogni tipo di roba. Sono seghe mentali di chi non ha una mazza da fare nella vita. Fiato sprecato. Certo però che se si vendesse qualcosa di più saremmo tutti più felici. scusate la logorrea.
Frac

Fracartina ha detto...

ps
dimenticavo.qual'è la differenza tra la comunità dei blogghers e quella dei fumettisti?

Nessuna. Ce la cantiamo e ce la suoniamo quasi sempre da solo
:D
frac

Antonio ha detto...

Possiamo dire lo stesso dell’autore di “Tre metri sopra il cielo” o di Massimo Boldi, o di un qualsiasi stilista?

Posso dissentire? Occhio che frasi come queste sono pericolose...
Ti faccio un esempio.
Uno che fa un lavoro diverso dal tuo potrebbe dire:
Possiamo dire lo stesso dell’editore di “Dylan Dog” o di Walt Disney, o di un qualsiasi disegnatore di Superman?

Come fai a sindacare sull'onesta' intellettuale di altri?
Per il resto, hai ragione, ma ricorda anche che frignare e' lo sport nazionale...

Anonimo ha detto...

>>Piove.
>>Potrebbe non piovere.
>>Già, ma piove…
>>Che cosa fai, ti bagni o >>parliamo di come non piove in >>Francia, in Svizzera o in Nepal?

No, apriamo l'ombrello.
Il fatto che qualcuno non veda soluzioni, non significa che non esistono e che si può solo sopportare.
Ieri l'autore di "tre metri sopra il cielo" mi diceva: "Chi mi garantisce l'onestà dl lavoro dei fumettisti?" -______________-

Diego Cajelli ha detto...

Mi piace essere redarguito dagli anonimi!
Mi fa sentire come Dustin Hoffman in "Tutti gli uomini del Presidente"
Brrrr!

Diè!

P.S.
Un premio a chi scriverà:
A Cajè il massimo a cui puoi ambire è: "Tutti gli uomini del deficente che sei"

Aha!

Buy Levitra ha detto...

Great article! Thanks.

Phentermine ha detto...

Thanks for interesting article.