mercoledì, agosto 23, 2006

Super Archeologia!

Scovato in uno scatolone durante questi giorni di sistemazione profonda.
Lo ricopio fedelmente parola per parola.

24/11/1987
(Ndr: Diegozilla ha 16 anni)

Tema:
Viaggiare è una realtà o un sogno, la Terra è tutta conosciuta ma mai come oggi i giovani rincorrono il sogno dell’avventura.

Svolgimento:

Andai all’agenzia Camel Travel deciso ad intraprendere un viaggio avventuroso, stufo di Torvajanica e delle terme di Caracalla, volevo evadere da ciò che avevo definito l’estate dello “sfigato”. Tanto per intenderci, fuggire dalle spiagge invase da truppe di bambini con i palloni e da mamme da quintale sotto l’ombrellone da duemilaecinque mezza giornata, fuggire dal mare dove ci sono più lattine che pesci e soprattutto fuggire dal camioncino dei gelati che fa din don.
Il commesso dell’agenzia era un tipo molto simpatico, camicia hawaiana, bermuda e sorriso rassicurante. Mi offrì molte possibilità:
Un mese e mezzo nelle fetide paludi amazzoniche, una corsa in Jeep da Marrakech a Nairobi, un regata nel Triangolo delle Bermuda e il giro del mondo a bordo di una zattera di stuzzicadenti.
Piuttosto sorpreso che indeciso e piuttosto al verde che in grana, l’unico viaggio che potevo permettermi era la corsa in Jeep, costo: duemilioni con in omaggio un pacchetto di Camel.
Arrivai a Marrakech il quindici di Luglio, a bordo della mia Jeep, una mitica Klugerklausen del trentadue, usata da Goring per andare da Berlino a Mathausen, chilometri: trecentosettantamila, motore turbodiesel, velocità media 15Kmh, pagata tremila e cinquecento lire al mercatone di Opera.
Al porto eravamo trentasette.
Due coniugi di Bari, Michele e Michela, a bordo di una Panda 4x4, un Baroneduca su un Renegade il resto erano famiglie di sei persone (papà, mammà, nonno, nonna e due figli a testa) tutti decisi a divorare chilometri, sabbia, polvere e chili di spaghetti all’amatriciana.
A due chilometri fuori da Marrakech cominciarono i problemi, i settanta bambini avevano sete, la metà dei nonni erano incontinenti e tutte le palme erano loro, nel frattempo si era deciso di fare una partita scapoli - ammogliati ma era impossibile, allora si decise per una favolosa partita: democristiani – socialisti, in panchina tre radicali, arbitro un missino, guardalinee due giovani comunisti di Torino.
Alla metà del secondo tempo, per il gran sudore, la sabbia era diventata fango, correre era impossibile, si sospese il torneo per un po’, giusto il tempo per un piatto di tagliatelle al ragù fatto dalla nonna Pina di Bologna.
Deluso e un po’ “incazzato”, decisi di proseguire da solo, ma scoprii che mi avevano sciacallato le gomme per fare l’altalena ai settanta marmocchi.
Sentii il fischio di inizio e il rinvio del portiere, un pallone di cuoio con un impatto di settanta kg per decimetro quadrato mi colpì in piena fronte.
Mentre mi portavano di urgenza in ospedale, programmai le vacanze per l’anno dopo.
Cervinia.

Voto: 6+

Ma come?!
Meritavo minimo SETTE E MEZZO!

3 commenti:

Claudio ha detto...

Bellissimo!!!! Io ti avrei dato 8.
Due dubbi:
- L'hai scritto davvero a 16 anni?
-Ma i temi non vengono consegnati e archiviati in segreteria? (?)

alessandro ha detto...

Ma... ma...
citi "le tagliatelle di nonna pina". Confessa che in realtà sei tu l'autore della dannata canzoncina (http://www.filastrocche.it/leggi.asp?id=10242&modo=anteprima&versione=10846)
^__^

a.

gedo ha detto...

Wow...secondo me entra diretto nella top ten dei più divertenti post mai pubblicati su Diegozilla..
Altro che 8 merita la pubblicazione da qualche parte!
saluti