venerdì, giugno 23, 2006

Diegozilla contro il mondo avverso.

Giorni fa:
E’ così fai fumetti…
Già, lavoro per Bonelli, per Diabolik e altre cose…
Ah, io non ne so un cazzo… (Aria di super sufficienza, la stessa che può avere un premio nobel per l’astrofisica sperimentale con sviluppi sulla robotica per interventi in microchirurgia cerebrale in ambito neonatale, di fronte ad un Ultrà del Viterbo truccato da Olandesina che spacca i parchimetri festeggiando un goal.)
Poi aggiunge: Però, anche io sono un po’ artista (La parola “artista” è come la benzina dello Zippo, contribuisce ad accendere uno strano sguardo negli occhi ostili degli sconosciuti stronzi) e, mentre le zanzare si congelano nell’aria , smettendo di volare per un momento, conclude con un favoloso: Anche io una volta ho fatto un fumetto, però non so disegnare, ma l’ho fatto.
Ringhio pensando ai miei genitori, e a quella maledetta educazione che mi hanno impartito, sto zitto e sorrido come può sorridere l’orso del Luna Park. Quello che lo colpisci mentre va da sinistra a destra e fa RUUUGHH alzando le zampe, e per l’appunto, sorridendo.
Penso alle alternative:
Faccio il Geometra!
Anche io una volta ho tirato su una villetta di tre piani.

Sorrido, ma la voglia è un’altra.
La voglia, sarebbe quella di smettere di essere “a modo” per un momento e chiedere:
1: Ti hanno pagato?
2: Ti ci mantieni?
3: L’hai pubblicato in un numero di copie variabile dalle mille alle settantamila?
4: Aveva cadenza mensile o settimanale?
Ottenendo la ovvia risposta negativa, affondare il pugnale.
Allora, per quale cazzo di motivo, l’aver pasticciato un foglio, ti mette nell’ordine di idee di considerarti un mio collega?

15 commenti:

Libero Assassino ha detto...

Anche io pasticciai un foglio a 13-14 anni, e lo mandai alla posta di Dylan Dog! Dopo un mesetto circa mi rispose Mauro Marcheselli che mi disse che avevo della stoffa....e che potevo fare il sarto-_-

Indipercui, vuoi dire che io non sono un tuo collega?? :P :P

Ma chi è sto tizio, e che lavoro fà?

Luigi Serra ha detto...

Certe persone non andrebbero nemmeno considerate. Tra l'altro come dice il detto: la madre degli imbecilli è sempre incinta. Insomma, "non ti curar di loro, ma guarda e passa."
Ciao

jelem ha detto...

Ma di JD e DeDa manco una paginetta?
O una mini/maxi serie per l'Eura?

Stefano Raffaele ha detto...

Hehehe!
Capisco bene come ti sei sentito. Capita spesso, ahimé!
Ciauz,
Stefano

michele ha detto...

Ne abbiamo per tutto il viaggio verso Torino Comics 2005, in macchina tu e io, ricordi? Barbara dice che quando lei racconta di fare la psicologa, chiunque dice "eh, be', ma a modo mio sono un po' psicologo anche io!" e attacca a parlare del suo lavoro di cassiere di banca, di cameriere all'Autogrill o, la sua preferita, di estetista (la maggior parte dei partecipanti ai corsi di Raffaele Morelli, da quelli di iridologia a quelli di riflessologia plantare, sono frequentati da estetiste). Dovremmo fare anche noi dei corsi: "vivi un giorno al posto mio", e rilasciare attestati. Hai visto mai che un supplente riesca a farci approvare soggetti dai redattori più ostici?
m.

Giovanni Gualdoni ha detto...

Faccio il "bastard-contrario". E prendere semplicemente atto che non c'è nulla di cui essere fieri a fare fumetti? Sopratutto quando, come nel nostro caso, facciamo fumetti di puro intrattenimento. Non certo arte ne attività che aiutano a socializzare, anzi. E poi con i tempi che corrono, non è neppure detto che questo mestiere abbia un futuro... almeno in Italia.

Diego Cajelli ha detto...

Giovanni, scusami, non ho nessuna intenzione di "litigare" con te, però non possono assolutamente essere d'accordo con quello che dici.

Scrivi:
"E prendere semplicemente atto che non c'è nulla di cui essere fieri a fare fumetti?"

Mi hanno insegnato ad essere fieri del proprio lavoro.
Qualunque lavoro uno faccia, deve essere orgoglioso di quello fa e amare il lavoro ben fatto, da piastrellare un bagno, otturare una carie, piantare fagioli o fare fumetti.
Io sono molto orgoglioso del mio lavoro, lo curo, lo amo e ne andrò sempre fiero, sarebbe lo stesso anche se facessi qualcos'altro...
Quando facevo il pony express ero molto fiero di farlo, e cercavo di farlo al meglio delle mie possibilità.
Forse il problema sta tutto nel come viene considerato il fumetto, per me è un lavoro, non un passatempo e nei confronti del mio lavoro, vorrei dagli altri, la stessa serietà e rispetto che ci metto io.

Poi dici anche:
"Sopratutto quando, come nel nostro caso, facciamo fumetti di puro intrattenimento. Non certo arte ne attività che aiutano a socializzare, anzi."

Per cui, per esempio, Bruce Willis che non ha mai recitato Beckett, vale meno come attore?
Io darei un braccio per sapere che cosa ha fatto di male al mondo "l'intrattenimento" e che cosa ha fatto di assolutamente positivo "l'arte".
Intrattenere e raccontare una buona storia è a mio avviso, altrettanto importante e legittimante per il suo autore quanto esprimersi in ambito puramente artistico.
Sono due cose diverse, diversissime tra loro.
A volte collimano, a volte no, e a me questa sorta di complesso di inferiorità da proprio sui nervi.
Io sono contento, felice, appagato nel mio intrattenere.

Concludi con:
"E poi con i tempi che corrono, non è neppure detto che questo mestiere abbia un futuro... almeno in Italia."

Non faccio parte di alcuna loggia massonica, non sono uno degli Illuminati di Baviera e non ho alcuna spinta "politica".
Eppure, con questo lavoro mi ci mantengo dal 1993.
Sfatiamolo questo mito, per favore!
In Italia si lavora benissimo, è difficile esordire, questo si, ma si lavora e si lavora eccome.

Senza rancore,
Diè!

Diego Cajelli ha detto...

EDIT!
Volevo dire "Posso", non "Possono"...

Sorry.
Diè!

Giovanni Gualdoni ha detto...

Tranquillo, neppure io ho nessuna intenzione di litigare e poi sai che ti "adoro"... ogni volta che ti vedo ho l'omosessuale tentazione di abbracciarti e coccolarti tutto! :)

Comunque vorrei condividere il tuo ottimismo per il futuro del fumetto, ma ho parlato con troppi addetti ai lavori ultimamente e nessuno vede un futuro per il fumetto oltre i 10/15 anni.

E non dimenticare che in questo periodo le chiusure di una molte testate, messe in atto o annunciate, hanno già lasciato senza lavoro decine di autori professionisti. A me scrivono in media un paio a settimana per chiedermi se ho lavoro.

Comunque nessuna volontà polemica, in internet non c'è neppure gusto a farle, meglio una virile scazzotata dal vivo! ;P

Ciao Belluomo!

michele ha detto...

VENDONSI!!! Ultimissimi biglietti per la scazzottata dal vivo Giovanni "Quantestorie" Gualdoni contro Diego "(ti riduco in) Pulp" Cajelli! SE ARRIVATE IN RITARDO SARA' GIA' FINITA!!! Al vincitore andranno tutti i capelli del vinto. Wannabet.com dà Cajelli 357 contro 1. E'più motivato.
m.

emo ha detto...

@michele> c'è la fregatura sotto e io non scommetto: Ok per Giovanni (pur avendoseli tagliati), ma Diego non è che abbia tutta questa chioma fluente...

Anonimo ha detto...

ciao ho trovato il tuo indirizzo blog su forum di dampyr, e ogni tanto ci faccio un giro perchè mi diverte a bestia...
cmq scusa sono d'accordo con te sul rispettare qualsiasi lavoro, ma non mi sembra che il discorso che hai postato fosse poi cosi offensivo nei tuoi confronti e in generale di chi fa fumetti.
Senza contare che tu fai un mestiere che per i piu equivale a quello dell'astronauta, mi spiego meglio io fino a 15 anni a chi mi chiedeva che lavoro volevo fare da grande, ripsondevo disegnare fumetti!
Cmq anchio avevo disegnato una ministoria di dylandog ma non per questo disprezzo il tuo lavoro, anzi...
per finire ti porto un esempio, io nn sono ancora medico, ma se le forze non mi macheranno tra callcenter esami e affini spero che tra 4 anni lo sarò, non per questo pero se qualcuno mi dice di aver curato il figlio che si era punto con una spina, disinfettando la ferita e mettendogli sopra un cerotto io mi sentirò offeso!!!
questa è la mia idea poi puo darsi che non abbia capito una beata fava del tuo discors..
cmq giusto per non rominare nel totale anonimato, per quel che puo servire sono draco del forum di dampyr!

Fabrizio ha detto...

Ehm, ciao, io nel mondo del fumetto mi ci sto affacciando adesso, come professionista. Alla scazzottata tiferei, egoisticamente, Diego. Il parere di Giovanni è condiviso da molti amici addetti ai lavori che prima di abbandonare il mio lavoro "in ufficio" mi hanno messo in guardia dal fare passi azzardati.
I più pessimisti mi hanno prefigurato scenari del tipo "massimo tre anni e il fumetto è morto" e poi mi hanno chiesto se conoscevo qualcuno che offrisse lavoro nel mondo della pubblicità...
Però a un certo punto l'ho fatto, ho mollato tutto e ho scelto il fumetto. Ora ho una strizza clamorosa... però sono felice di averla fatta.
Ovviamente, tra i miei amici non fumettisti, pochi hanno capito che quello che faccio è un lavoro...

Antonio ha detto...

Diego,

consolati col fatto che almeno le persone ignoranti (nella loro presunzione) sono un minimo interessate a capire che cosa sia il tuo lavoro.
A me chiedono, sapendo che sono un chimico: "si, ma cosa fai?".
Ed io: "beh, faccio sintesi".
"Cioè?"
"cioè cerco di sintetizzare una molecola che abbia (possibili) proprietà specifiche."
"Ah".
E si mettono a sbadigliare...

In ogni caso, ditemi chi ha ragione fra Diego e Giovanni, perchè io voglio fare i fumetti, non sintesi o analisi genetica basata sulla fluorescenza come in Inghilterra...

Phentermine ha detto...

Thanks for interesting article.