mercoledì, maggio 24, 2006

Tutti in Klondike

Forse è colpa dei miei trentacinque anni ormai imminenti, magari a questa età si attiva un mutamento intestino dei proprio valori etici, io non vorrei vestire i panni del fustigatore o trasformarmi in un comitato morale, ma decisamente sono abbastanza stufo e ne ho pienine le palline.
Quotidiani, settimanali, trasmissioni tv e quant’altro non fanno altro che raccontarmi storie di gente che diventa ricchissima non si sa bene come.
Questo qualcosa che ti rende miliardario è difficile definirlo come lavoro, e anche quando gli articoli o i servizi tentano di spiegarti come hanno fatto, c’è sempre qualcosa che mi sfugge, rendendo il tutto simile a una leggenda contemporanea, fatta di sogno, di ricchezza che piove dal cielo, e soprattutto incentrato sull’assenza di fatica.
Ne ho piene le palle di sentire storie di ragazzini che aprono un sito internet, tanto difficile da spiegare nel dettaglio, quanto nebuloso nella descrizione della sua presunta utilità, che dopo un po’ ricevono milioni di dollari o vagonate di sterline.
Non ne posso più delle leggende sulle giovincelle asiatiche che disegnano bikini per gioco e poi una catena di intimo compra per un fantastilione tutto lo stock del loro blog.
Nella realtà in cui vivo io, la catena di intimo avrebbe rubato lo stock e chi si è visto si è visto.
Chiaramente, questo non succede nel favoloso mondo parallelo dei nuovi miliardari.
C’è sempre di mezzo la rete, questo nuovo territorio inesplorato, questa nuova frontiera, simile al Klondike della corsa all’oro di secoli or sono.
Basta.
Vorrei leggere articoli che lodano un impiegato qualsiasi che lavora otto ore, prende il suo stipendio e vive felice lo stesso.

2 commenti:

michele ha detto...

Quando facciamo i post polemici e fustigatori nello stesso giorno, l'uno all'insaputa dell'altro, mi facciamo un po' paura. Ma l'importanza preziosa della nostra amicizia mi è più chiara che mai.

m.

Antonio ha detto...

35 anni? Join the club...