mercoledì, marzo 08, 2006

Difendersi amando.

Sono passati otto anni, e cazzo, sembra ieri.
Il Massacratore è di nuovo lì, a urlare dalla carta, come sempre senza mezze misure, compromessi, derivazioni o strette di mano, solo pugni, pugni in faccia e se ti sta bene è così sennò chissene.
Otto anni, tra le vignette sono un secolo, l’ipervelocità con cui si muove l’ambiente del fumetto è un vortice in cui resiste solo chi ha i muscoli e le idee.
L’idea coi muscoli.
Apro l’albo di Stefano, convinto di leggere un fumetto che conosco, convinto di ricevere un feedback piacevole ma già visto, e invece…
L’assenza crea potenza.
Quell’idea, l’infilare nell’universo cartaceo dei personaggi reali, è più spiazziante oggi di otto anni fa, adesso, ora, in questo preciso momento dove la finzione assoluta è l’unico metro per misurare la realtà, collocare personaggi/persone in un contesto di finzione/disegno è assolutamente dirompente.
L’idea ha muscoli molto più forti oggi, forse è andata in palestra per otto anni.
E’ merito di Stefano?
In parte.
A lui, sicuramente va il merito del coraggio, e di aver fotografato una realtà agghiacciante, ma grossa parte del lavoro lo hanno fatto i personaggi/persone che lui infila nel suo albo.
La trama credibile, la lettura che scivola, e l’accettare ciò che accade nelle pagine del Massacratore, lo si deve soprattutto alla società “vera” che è diventata una derivazione di un fumetto e non il contrario, per cui, diventa accettabile una strage nel locale di Briatore, diventano accettabili i telegiornali che si vedono nell’albo, diventano logiche le conseguenze sulle aspiranti veline.
Diventano logiche perché realmente viviamo in Give Me Liberty di Miller o in Transmetropolitan, o addirittura in Elektra Assassin.
Non è più la realtà che viene infilata in un fumetto, è la realtà stessa ad essere il plot di un racconto di fantascienza politica a fumetti, altrimenti non si spiegherebbe la presenza di un Costantino, o della parola Tronista sul mio dizionario, o delle file ai casting per il GF.
Stefano reagisce, in modo violento, con la stessa violenza di uno spot televisivo, solo che lui è onesto, non la maschera, non nasconde il pugno, te lo scarica onestamente sulla faccia.

Stefano S3keno Piccoli
Il Massacratore: Ama e Difendi
Liska Prod/Bottero Edizioni
4 Euri

1 commento:

S3Keno ha detto...

non so che altro dire se non GRAZIE, diego... le tue parole mi lusingano, e valgono più di mille recensioni di critici e/o esperti e/o presunti tali.
un abbraccio, ci vediamo sul n°2 :)