giovedì, marzo 23, 2006

Che cosa succede al mio Paese?

C’è una strana aria di attesa, la tensione aumenta, sembra quasi che stia per arrivare un uragano, e ho l’impressione di essere fermo a fissare un cielo che diventa sempre più livido e minaccioso.
Confesso.
Ho paura.
Capisco che siamo in campagna elettorale, capisco che siamo più o meno alla resa dei conti, ma ciò che vedo, ciò che sento, reazioni e azioni, toni, modi e strategie mi preoccupano moltissimo.
Volevo fare un qualcosa di buffo su Silvio alla Confindustria, ma poi ci ho ripensato, secondo me, adesso non c’è più niente da ridere, non è più tempo per scherzare.
Non mi piace quello che sta succedendo, non mi piacciono gli allarmi americani, non mi piacciono le prime pagine dei giornali, che messe vicine in edicola, dipingono realtà diverse e contrapposte, dove la verità (se c’è, se è mai esistita) è turbata dalla propaganda più pura e frontale, e non capisco più se lo vedo soltanto io, o se anche per qualcun altro questi toni, questi modi, sono estremamente pericolosi per la nostra società.
Tanto per usare una parola di moda, sono turbato e spaventato bipartisan, mi turba la destra quanto la sinistra.
Da un lato, non è possibile che tutto quello che non sia targato Arcore sia sbagliato, corrotto, mangiabambini, fazioso, o con noi o contro di noi.
Dall’altro lato, mi terrorizzano gli appigli concessi, mi raggela la presenza di un Caruso, se non altro in virtù della possibilità data alla controparte di puntare il dito, mi lascia perplessa questa educazione che ha Prodi verso degli avversari politici che hanno la stessa educazione e attitudine al dialogo di un guerriero Berserker.
Avverto un malessere, un bruciore allo stomaco che definirei storico/politico, non ho digerito gli anni ’70 in Argentina, e in questi giorni mi si stanno riproponendo i prodromi, questo gioco senza apparente limite di rialzo non lascia via di uscita.
La cosa più terrificante per me, è la sensazione che a sinistra sembrano non aver imparato nulla dagli anni della Strategia della Tensione, sembra quasi un copione che si ripete, con una parte immemore di ciò che fu.
Che cosa succede al mio paese?
Siamo arrivato al punto che l’essere in disaccordo, significa a prescindere essere dei pericolosi sovversivi che ribaltano la realtà.
Quale realtà, poi?
Forse quella catodico televisiva, ovvero l’unica realtà oggi riconosciuta, quella realtà che colloca in un momento come questo, dei fatti legati alla Fattoria nei titoli di testa di un telegiornale nazionale.
Ho quasi nostalgia del concetto democristiano della politica, ovvero la ricerca del compromesso, e non la volontà ferrea di uno scontro a tutti i costi.
Che cosa succederà domani?
Che cosa è disposto a fare Berlusconi pur di vincere?
Il cielo è livido, le nubi si addensano e io non posso far altro che stare a guardare.

7 commenti:

mucio ha detto...

Sei pronto a passare alla macchia? abbiamo bisogno di gente in gamba, con nervi saldi e cervello.

alessandro ha detto...

io da martedì sono ufficialmente "un'emergenza democratica", visto che ero a Genova ad aspettare che quello basso mettesse il naso fuori, quindi non so se posso parlare.
però il paragone con le dittature sud americane rischia di non essere così campato in aria. Anche là alla fine si convinse la gente normale che i comunisti erano un pericolo intollerabile e da estirpare... speriamo bene.
per darsela alla macchia, è un macello. troppe villette in collina ovunque. ci prendono subito.
a.

Claudio ha detto...

io sono settimane che faccio post sull' inesistenza dell'informazione, deviata e teleguidata da percorsi politici già dettati. Viviamo nella paura di votare, perché sappiamo, anzi ne siamo certi, che comunque sbaglieremo. Non esiste una politca pulita e democratica nella destra e non esiste un'opposizione vera e responsabile che sappia proporre veri temi per il paese. Forse l'unica speranza é votare il male minore. E quest'ultima cosa mi impaurisce ancora di più.

kuita ha detto...

Diego,
il tuo post arriva a confermare dubbi che da un po' mi angosciano la mente. E' da circa 6 mesi che sono lontano dall'Italia e le notizie mi arrivano via satellite. (si cerca di essere informati in ogni caso, anche perchè a votare voglio esserci) e la paura da te espressa ce l'ho anch'io, ma io sono lontano e vedo tutto differentemente, speravo non fosse così. Mi avevano detto che da voi non si respira un'aria semplice, ma non pensavo a 'sti livelli.

ottokin ha detto...

seguite i loro consigli!
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ciao

Luigi Serra ha detto...

Ciao Diego, condivido in pieno quello che hai scritto.

Marcello ha detto...

I regimi quando stanno per cadere sempre cercano di colpire a casaccio per vedere se grazzie a un colpo di culo riescono a sopravvivere. In questi casi il buon vecchio detto "calma e gesso" e l'unico da consigliare. I flussi elettorali sono dati, e in Italia mai sono mutati da un giorno all'altro. Il 10 aprile si cambia e speriamo per il meglio.