giovedì, gennaio 26, 2006

Messiè! purvù la baghett, parblè!

Pranzavo con Simon al restaurante multietnico in via Savona (gestione egiziana, camerieri slavi, cuoco napoletano, cucina casalinga) e tra gli gnocchetti Sardi al San Daniele e zafferano e l'arrosto al forno con le patate (menù popolare a prezzo fisso) davanti ai nostri occhi si è palesata una gran verità, espressa da Simon con queste parole:
- Mi sa che siamo gli unici due a non essere andati ad Angùlem.
E' vero.
Però Sabato, forse, vado in gita a Lissone.

7 commenti:

emiliano longobardi ha detto...

gnocchetti sardi ok. ma "al san daniele"? :P

saludos,
emo

ottokin ha detto...

Angulèm? Ecche è?
io sto qui se sta ANgulèm mi vuole (ma che è na cantante?) viene lei da me.
E poi hai mai visto la fila degli autori francesci che vengono a Lucca?

Si vive anche senza!

ADieu Mon AMis

Anonimo ha detto...

No, sono rimasto anch'io.
Tanto chi lo vuole conoscere Mignola?
E Jim Lee è BASSO...

mucio ha detto...

Però gli autori francesi a Napoli un paio di anni fa c'erano.

Cmq su vuoi andre a fa'ngulèm, ti ci si può sempre mandare, no?

il biondo ha detto...

beh, lissone non è poi così male. certo, sovico è meglio. però sono di parte.

Marco Rizzo ha detto...

Io sono stato tre giorni a Palermén. Vale?

Anonimo ha detto...

C'era uno sceneggiatore italiano che benediceva la folla, due dita alzate in segno augurale, seguito da circa trenta italioti speranzosi non francofoni che pendevano dalle sue labbra. E un aspirante disegnatore di Roma che ha spiegato il suo portfolio (ignaro del fatto che io lo stessi ascoltando) in un gramelot degno del miglior Totò. Bertelè e io ci siamo divertiti.

michele f.