venerdì, gennaio 20, 2006

(Grandi) Fratelli d'Italia

Hanno già vinto, tutti, nessuno escluso, hanno già nella pelle l’atteggiamento da superstar mediatiche anche se in quella casa ci hanno appena messo piede.
Dodici.
I dodici campioni del trionfo della “bella presenza”, le dodici statuine di un presepe griffato, già a loro agio con i riflettori, i fans, i microfoni, pervasi da quell’aria vincente di chi lo sa già di aver risolto per sempre tutti i suoi problemi.
La regola è semplice, e loro lo sanno, la televisione è come la CIA, una volta con noi, e sarai con noi per sempre, l’unico modo per sparire dal piccolo schermo è morire.
Non importa quindi l’esito della buffonata, partecipare al carrozzone è comunque una vittoria.
Di nuovo, viene messo l’ennesimo tassello che porta la realtà a conformarsi al Reality e non viceversa, è l’esterno, il mondo vero che assorbe il format e lo cortocircuita in un favoloso valzer in cui il "vero televisivo" è rincorso e imitato da un "vero quotidiano", dove la realtà si plasma a immagine di ciò che viene unicamente spacciato per vero.
Dodici personaggi e non dodici persone, vestite giuste, televisivamente correttissime, indistinguibili da normali attori di fiction, ritocchi plastici qua e là, con ruoli marmorei da interpretare e la costante, disperata, forsennata e stremante ricerca dell’aggettivo da dire.
Le figurine bidimensionali, splendidamente, formulano un linguaggio dove un rutto di vocali equivale ad un concetto, un: “Ragazzi, UUHHH”, è una tesi chiara, chiarissima e oltremodo profonda.
Già amici, abilissimi a guardare in macchina e a dare quell’amichevole “tu” ai due presentatori, quasi fossero vecchi compagni di scuola, i manichini sono già avvezzi al JetSet, perché sono automaticamente celebri, perché loro comunque sono in tivvù, e la realtà ormai, è soltanto quella che passa attraverso una frequenza.
Andy Warhol, nel suo ottimismo pop, non aveva capito bene, non era arrivato al vertice del suo ragionamento, la conclusione purtroppo è molto molto più amara della sua.
Il quarto d’ora di celebrità diventa eterno visto che siamo in grado di replicarlo all’infinito.
E questo, per forza di cose, modifica in modo univoco la società.
Ragazzi, UHHHH!
E non ho nient’altro da dire anche io.

15 commenti:

emiliano longobardi ha detto...

Tutto vero, Diego.
Su un punto, però, suggerisco una prospettiva diversa.
Quando dici "Di nuovo, viene messo l’ennesimo tassello che porta la realtà a conformarsi al Reality e non viceversa".
D'acchitto concordo, ma non riesco a non pensare a quella catapecchia d'ingresso che accoglierà i 12 apostoli per una settimana e a un passo, divisa solo da una grata, la regga delle regge, una casa sogno regno di opulenza e comfort.
Vedo tutto questo e non posso fare a meno di pensare alla condizione economico-sociale dell'italico stivale (isole comprese): siamo con le pezze al culo, ma il miraggio della ricchezza filtra attraverso quella grata.
C'è pure la cinesina, in rappresentanza di un miliardo e più, che ci ricorda che sono ovunque.
Per ora è poco più di una mascotte, ma quanto ci vorrà a vederle vestire i panni della femme fatale che tutto mette in crisi?

saludos,
emo

LNZ ha detto...

riporto (dal sito de "la repubblica") da una delle presentazioni dei personaggi:
"Franco Alvisi, 29 anni.. [cut] Al GF perché: "E' una maniera per entrare nel centro del sistema"
a die', pigliati pure questa bella prospettiva

Valentina ha detto...

...applausi a diego e tristezza per la trasmissione,per il "fenomeno" mediatico, per la pochezza dell'italia media...purtroppo io riscontro anche un altro aspetto,cioè che lo"schifare"il grande fratello ti fa sembrare solo uno snob che si atteggia a superiore.Non ci crede nessuno che possano esistere persone che davvero con il grande fratello NON vogliono avere a che fare...e quando provi a schierarti contro, ti guardano come se il tuo fosse un atteggiamento da poser....
e beh.

emiliano longobardi ha detto...

e se ci fosse anche una terza via?
Perchè gli schieramenti pro e contro? E se ne esistesse anche uno trasversale più distaccato e analitico?

saludos,
emo

p.s. diego, nel mio primo post ho dimenticato un altro spunto cospirazionista (molto più blando): che dire del ballottaggio ex-rapito vs sardo?

Valentina ha detto...

permettimi emiliano, ma cosa vuoi analizzare?l'aspetto curioso, analitico, di interesse verso l'esperimento poteva benissimo starci per la prima edizione,forse la seconda..ma ormai è davvero solo aria fritta, gente fighetta che sta lì perché di avere una vita "normale" di lavoro,preoccupazioni,soddisfazioni ecc ecc non ne vuole sapere...gente totalmente diversa da me...
Io non potrei mai fare la cacca in un bagno con la telecamera sapendo che qualcuno mi sta guardando:morirei stitica in sei giorni!!!
il ballottaggi del sardo versus ex rapito? per me,tristezza nella tristezza: manipolazione all'eccesso da parte degli autori, di due ragazzi già dispostissimi a farsi manipolare!

emiliano longobardi ha detto...

parlavo di un'osservazione che prescindesse da un pedigree etico-morale, ma che si limitasse a studiare il fenomeno e le sue cause. eziologia?

saludos,
emo

Claudio ha detto...

in tal proposito io ho detto la mia QUI:
http://www.comicus.it/nerosubianco/index.htm
Sicuramente verrò critiato per questo post, ma ho cercato un' analisi d'osservazione "diversa", come accennava Emiliano.

manuel ha detto...

Che bello sapere che c'è gente in gamba! Scusate l'ovvietà nonchè banalità di questa affermazione però fa piacere un sacco! Dunque: difficile pensare ad un grande fratello "alternativo" o come lo si preferisce chiamare. Quando ci si mette di fronte al video (per non parlare di quando si è dall'altra parte) non ci si relaziona; si è costretti a subire senza possibilità di replica (Pasolini). Questa dinamica è distorta, irreale. Si spia, si giudica... questo è snobbismo. Claudio non sono d'accordo con te. Non riesco a vedere questa trasmissione e a dargli gli stessi significati che dai tu. A parte il discorso artistico/avanguardistico/contemporaneo che meriterebbe altro spazio e forse altra sede ma il concetto tempo/arte applicato al GF davvero mi sfugge.

ottokin ha detto...

Grande FARDELLO

Ciao Diè
sulla televisione e su Silvio ne ho parlato già sul mio di blog, però qui si va oltre e vi rifaccio la domanda che mi frulla per la testa da diverso tempo, IN CHE MODO SI USA LA TV? Cioè, tutti gli elettromestici hanno un loro libretto di istruzioni... metti la spina, accendi, spegni, programma ecc. ecc. ma nessuno che ti spiega come USARLA. Non è uno strumento senziente, quindi va usata, gli va detto cosa fare, nella lavatrice io non posso mettere i bianchi e i colorati insieme, lo sanno tutti, allora mi chiedo, perchè nesssuno da bambini ci spiega come cazzo va usata la TV? Ci sono un sacco di cose da vedere, se tutti cominciano a cambiar canale il grande fardello sparisce, il punto forse è nell'ovvietà e nella banalità del pensiero italico che è quasi ridotto a zero.
Attendo riflessioni in materia.

L'Orso Ciccione ha detto...

A parte che nemmeno nel libretto di istruzioni della lavatrice c'è scritto di non mettere bianchi e colorati assieme... di solito dopo che ti sei ritrovato la tua maglietta preferita rosa lo capisci da solo; forse siamo masochisti e con la televisione non funziona così: citando Nanni Moretti "continuiamo così, facciamoci del male!"
Che poi la causa sia che nessuno da piccoli ci spiega come usarla, ho im miei dubbi. I miei genitori da questo punto di vista penso abbiano fatto del loro meglio... forse i genitori di adesso fanno meno attenzione, ma arrivato a 35 anni se mi metto a guardare il Grande Fratello non scarico certo la colpa sull'educazione impartitami dai miei genitori o dal libretto di istruzioni fatto male... è da un po' che mi sono accorto che posso anche decidere per mio conto.
Però a sentire certe affermazioni penso che Beppe Grillo aveva torto quando ironizzava sui libretti di istruzioni che avvertivano di non infilzare i videoregistratori con i cacciaviti! Lui esclamava "Non siamo mica scemi!"... beh, forse sì, se abbiamo bisogno che qualcuno ci dica cosa guardare in TV... ma tranquilli! Abbiamo Babbo Berlusconi e Mamma RAI che lo fanno per noi, contenti?

manuel ha detto...

Dire o farsi dire, pensare o farsi pensare... tutto qua! Comodo seguire uno schema dato, difficile e tosto cercarlo da sè, noi italiani poi siamo molto pigri. La televisione è fatta da immagini e suoni, la lavatrice no, ergo: la Tv è uno strumento culturale, ciò a dire mezzo di espressione culturale. Se usata, anche nelle sue parti di svago per carità, in maniera intelligente diventa un mezzo formidabile (ci sono e ci sono stati programmi fatti molto bene). Attualmente siamo lontani. Non ho nulla contro la cinesina o il bulletto romano piuttosto che la veneta filocostantiniana ma a me non dicono nulla oltre a quello che vedo. Ripeto, per me...

Arioch ha detto...

Premetto che di questo grande fardello conosco solo la polemica sulle tette della Marcuzzi, che poi di fatto penso siano l'unico vero spettacolo.
Il problema non è la società postculturale, post-moderna, post-atomica o post quel che sia, in cui i media influenzano o meno la mentalità. Semplicemente la natura umana è così. Se privo di un'educazione buona o cattiva, l'uomo prova piacere nell'attenzione altrui, nel poter suscitare interesse e quindi favorire la propria posizione. I metodi possono variare in base alle nuove tecnologie, in base a ricchezza o povertà, ma il principio rimane sempre lo stesso e da quello neppure la cultura , la consapevolezza di poter scegliere possono molto.
Per parte mia e di alcuni amici l'unica soluzione è crescere altre aspirazioni, evitare quel morboso interesse per l'altro, limitato allo sguardo, cercando di andare un attimo oltre, sfruttando persino altri sensi.
E poi una piccola consolazione per questa natura umana c'è...almeno è mortale!

mucio ha detto...

Certo che parlar male del grande fratello è come sparare sulla croce rossa, saranno anche dieci punti, ma ormai pare che con sta scusa dei dieci punti si spari solo lì.

Vlad ha detto...

Punto di vista intermedio?
Presente.
Grande Fratello c'è. Se lo osservo in maniera critica, mi rendo conto che potrei non mantenere questo punto di vista. Rimango uno spettatore che mentre fa giocare le figlie tiene accesa la TV e segue un pò qua e un pò là. Ormai la tele non è più un elettrodomestico ma una sorta di presenza... non so quanto rassicurante.

Un appunto.
Pur avendo un punto di vista distaccato sull'argomento vorrei aggiungere qualcosa.
Si legge da più parti che la TV ha avuto, nella infanzia, una funzione alfabetizzatrice per il nostro paese... mi pare proprio che oggi si rischi il contrario. Non è che piango se qualcuno sbaglia il congiuntivo ma si sentono degli sfondoni!!!

Inoltre, pur non essendo uno con la puzzetta sotto al naso (per cui, pur amando leggere libri e fumetti - preferendoli alla TV- non fingo sconcerto se incontro chi vive di TV o di scopetta al circolo), noto che in prima serata ci sono pochissimi programmi "istruttivi"; molti dei quali strutturati per non annoiare e quindi poco approfonditi e tesi alla spettacolarizzazione e alla periodica rotazione di argomenti.
Un esempio su tutti: I Templari. Non vi dico una coppia di che cosa mi hanno fatto crescere! Argomento bellissimo ma ogni volta si riscalda la minestra.
La massa del pubblico non è una massa di idioti, di questo son certo. Caso mai è una massa di gente che, cercando un riferimento comunq a tutta la famiglia per "fare gruppo", lo trova nella TV che guarda con disincanto (senza esserne troppo assorbito) ma anche con senso critico.
Tra gliamici c'è chi guarda il GF per vedere lo spazio di Marcuzzi tra il diaframma e le clavicole, chi lo guarda per discuterne anche costruttivaqmente, ecc...

Come? Ah, è vero, ho appena perso il mio puto di vista iniziale!
Vlad

Vlad ha detto...

Sigh... non mi menate ma volevo aggiungere che la tv proponga quello che la gente vuole... solo che la gente segue delle abitudini che proprio le offerte TV hanno formato... tutte le emittenti dovrebber dire BASTA e riformare i palinsesti, contemporaneamente. Fino ad allora sarà guerra Auditel.

PS: Sarà per questo che è nato il satellite?

Vlad.