martedì, dicembre 20, 2005

Film di Natale

Lo farò, ho deciso.
Andrò a vedere Natale a Miami, ci andrò perché sono stronzo fino al midollo.
Ci andrò per vedere l’umanità che avrò di fianco, me li guarderò tutti, uno per uno, guarderò le loro felpe geografiche con i nomi di posti che non riuscirebbero a trovare nemmeno con in mano un mappa, guarderò il loro occhietti vispi, ascolterò quello che si dicono in fila e prenderò appunti.
Farò dei dossier, delle fotografie, guarderò con cura il loro modo di muoversi, il loro modo di parlare, annuserò i loro odori, controllerò le coppie che si tengono per mano e se ci sono famiglie, guarderò per bene i volti dei padri, cercando di decifrare la loro storia attraverso il lavoro di Lombroso.
Li guarderò sorridere di fronte ai manifesti, sentirò le loro vocine eccitate, li osserverò sgambettare verso la cassa, mettere mano al portafogli e comprare il loro biglietto.
Come Diane Fossey, cercherò di non farmi notare, li metterò a loro agio, cercherò di non guardarli negli occhi e di capire immediatamente quale di loro è il Silver Back e farò di tutto per rispettarlo.
Terrò le distanze, come insegna David Attenborough e il National Geographic, non entrerò in contatto diretto con i soggetti, limitandomi ad osservare e prendere appunti.
Mi metterò seduto comodo sulla poltroncina.
Li ascolterò ridere, sperando di capire sempre per cosa, e stenderò delle relazioni accurate per il Discovery Channel.
Li ascolterò ridere, e sarà bellissimo.
All’uscita, come dei vecchi amici, commenteremo le scene, tutto sarà coniugato al “tu”e i condizionali faranno una festa danzante.
Parleremo di Boldi e di De Sica, di quella battuta che non hai capito perché le risate l’hanno coperta, di Miami, della colonna sonora troppobbella, e di quanto siamo felici quando siamo felici.

1 commento:

Claudio ha detto...

In una scena cé Rikishi! L'ho letto su internet, lo vedrei solo per questo!
:)