giovedì, settembre 29, 2005

Fumetti, la chiarezza dei ruoli.

Uno disegna.
Uno scrive.
Uno può passare le chine.
Uno può fare soltanto le matite.
Uno colora.
Uno fa il lettering.
Lo fanno, perché ne sono capaci.
I fumetti sono un miracolo, perché non può succedergli ciò che sta accadendo al cinema.
I fumetti non possono essere macellati dal doppiaggio.
Il livello di purezza e di professionalità intrinseca del media, impedisce qualsiasi tipo di invasione, mentre il cinema... asiatico, di animazione sottomarina o zoofilo che sia, deve subire l'imposizione agghiacciante di chi, per mestiere, non fa il doppiatore.
Noi non possiamo far dare le chine al personaggio del momento.
Per questo motivo, siamo l'unico media veramente vivo e stiamo tremendamente sul cazzo agli altri, non possono infilare i loro favolosi pargoli tra le tavole disegnate.

In seguito a uno scambio di mail con il mio amico Vincenzo, aggiungo e integro:

Vincenzo mi dice:
Ma ne siamo sicuri?
Certo, avendo a disposizione l'edizione originaria.
Ma un manga tradotto da cani?
Ma il Tex di Bonelli padre con i dialoghi rifatti secondo la "sensibilità" di oggi?
Ma Corto Maltese rimontato a non capirci una sega?
Ma Ken Parker ristampato in piccolo formato così da perdere più di qualcosa dei disegni di Milazzo?
Ma... Non pensi che siano ugualmente macellati?

E io rispondo:
Oh, sì, ma...
Tutto quello che dici non viene "percepito" come un malsano valore aggiunto, ma per ciò che è, un errore, o una pessima edizione.
Nell'alto versante invece, hanno il coraggio di trasformare una minchiata in una cosa positiva.
Questo non succede con le edizioni brutte dei fumetti, o meglio...
Questo massacro non può essere servito come buono ai lettori di fumetti.
Perchè?
Perchè leggono l'unico media veramente vivo.
Ed essendo vivo "lui" lo sono per forza anche i suoi fruitori.
Da qui, un'altro mio ragionamento.
I lettori dei fumetti, si distinguono dai fruitori degli altri media.
Un giorno, spiegherò anche a me stesso l'origine di questo pensiero.

Nessun commento: