martedì, settembre 20, 2005

Casalinghe che si disperano.

Occhei...
E' scritto benissimo, è girato con maestria, strizza l'occhio a Twin Peaks, passando per una versione matura e accasata di Sex & The City, mescolandosi con i toni della la sit com, non quella per scimmie, quella per esseri umani.
Ma...
Manca qualcosa tra la parola "Casalinghe" e la parola "Disperate", il titolo completo, per correttezza, dovrebbe essere: Casalinge Upperclass disperate.
Le casalinghe disperate che vedo io, non guidano Suv, non sono così gnocche, non hanno carte di credito platinum, sono sudate, vestite in tuta da ginnastica e caracollano con i loro culoni molli la domenica pomeriggio nei centri commerciali.
Hanno figli con nomi inglesi, tipo Maicol o Gennifer, indossano magliette con su scritto il nome di un luogo, ma non lo saprebbero trovare con il mappamondo in mano, la loro biancheria intima (stesa su un stendino appeso fuori dalla finestra) è bianca e in sintetico, hanno il braccio destro più lungo, per via del peso della busta della spesa della Standa.
E sono stanche.
Tanto stanche che se una loro vicina si suicida, non lo sanno perchè non hanno avuto il tempo di conoscerla.
Ma fa niente, è un bel telefilm lo stesso.

1 commento:

dario dp ha detto...

vero, ma la serie ha la sua forza proprio perché squarcia il velo dell'ipocrisia nella upper class.

che la casalinga portoricana con il marito operaio nel turno di notte e 4 figli di cui uno è al riformatorio sia disperata è un po' più ovvio, o no?

PS
riesci a rispondermi su B. al pay?