giovedì, luglio 28, 2005

Attilio Colella

Direttamente dai meandri del mio piccì, un progetto talmente a lunga scadenza che forse è già scaduto come il latte.
Ma vabbè, se percaso passa un editore e mi dice: Te lo pubblico!... io vado avanti e lo finisco.
Anzi, userò il blogghe come vetrina...
Ecco l'inizio di un romanzo, è un "giallo", che ne vogliamo fare?


Nel settembre del 1788, un marinaio inglese di nome Nathaniel Anderson uccise a martellate l'ultimo Dodo, non poteva sapere che quel gesto, estinzioni a parte, avrebbe condannato per sempre la sua anima alla più terribile delle punizioni.
Forse, se gli fosse apparsa un'entità sovrannaturale, se un Eterno o il fantasma zoppo del pirata Cotten, lo avesse avvisato che uccidendo quella cazzo di papera la grande ruota cosmica della reincarnazione sarebbe stata malvagia e vendicativa nei suoi confronti, forse, Nathaniel Anderson ci avrebbe pensato due volte prima di spaccare in due il cranio del placido pennuto.
Ma non fu così, e il martello calò con forza.
Due secoli e rotti più tardi, dopo essersi reincarnato prima in creature striscianti, poi in bestie immonde, l'essenza vitale di Anderson tornò ad avere spoglie umane.
Nacque in Italia nel 1951, era un bel bambino di quattro kg di nome Attilio Colella.
Il suo karma era comunque segnato, e in questa reincarnazione le colpe del suo passato si manifestavano in modo tremendo.
Shiva, per punirlo, gli faceva puzzare il fiato in modo orribile.
Questa cosa gli creò parecchi problemi, specialmente quando all'età di quarant'anni, Attilio Colella fondò la AAA, la Attila Agenzia per Artisti, il sogno della sua vita, gestione e promozione di cabarettisti, modelle, ballerine e imitatori di Pippo Baudo.
Allora si era comprato un cappello marrone, grosso e vistoso a falde larghe, in questo modo tutti guardavano il cappello e quando parlavano con lui erano convinti di aver pestato una merda per sbaglio, giustificando così l'odore atroce che sentivano.
Attilio era uno dei tanti manager della Milano che ride, riconoscibile per il costante tintinnio di mentine nelle tasche e un'insana passione per i mobili in stile marina.
Non era nel giro grosso, non ancora diceva lui, sosteneva di essere il più importante manager della serie B della Milano che Ride, non sapendo, o non volendo ammettere, che nella Milano dei comici o sei in serie A o sguazzi nel guano.
Guano, ovvero: merda di volatile, ecco un altro elemento del suo passato ancestrale che ritorna.
Attilio guardava alle mega produzioni televisive, ai compensi miliardari, agli agganci politici, ai film dei Vanzina e agli eventi pubblicitari, guardava a quelle cose, mentre guidava nella bergamasca cercando delle birrerie dove piazzare i suoi comici.
Pensava all'oscar di Benigni, intanto che trattava la sua percentuale di un cachet di 100 euro con un oste grasso, vispo, padrone di un locale che sembrava uscito da un incubo di Alan Sorrenti.
Pensava ai palasport, mentre l’oste tutto contento, diceva di voler fare qualcosa di culturale, per attirare la clientela giusta, aspetta che abbasso le tecno.
Attilio comunque era ottimista, la Attila Agenzia per Artisti, alla faccia delle mega agenzie dei comici del giro grosso, funzionava benissimo, fa niente se l'ufficio stampa era affidato a sua cugina Maria, che mandava comunicati via fax con i congiuntivi sbagliati, fa niente se il suo sito era fatto in word, non importava a nessuno che le facce sui manifesti dei suoi artisti erano simili a quelle dei scomparsi di Chi L’Ha Visto, l'importante era essere nel giro, anche solo per agguantare una briciola che cadeva dal grande tavolo delle risate.
Per quel motivo, alle tre di notte, Attilio stava comprando caramelle alla menta e titanio in un Autogril dalle parti di Salsomaggiore Terme.
Aveva appena concluso un ottimo accordo con una signora elegante che gestiva un locale elegante in una via elegante di quella città elegante.
La signora si era tanto raccomandata, gli servivano dei comici eleganti.
Attilio ne aveva a mazzi.
Aveva aperto il suo catalogo, stampato un po' storto, ma chissenefrega, e aveva illustrato alla dolce signora tutti i suoi comici uno ad uno.
Mentre parlava, mentre raccontava le caratteristiche e il repertorio dei cavalli di razza della sua scuderia, la signora cercava di non trovarsi nella traiettoria delle sue vocali, sistemando una mano sotto il naso, con fare assorto e sicuramente elegante.
Qualcuno non era adatto al raffinato locale, e Attilio, come uno zio dal fiato di cane ma che ti vuole bene, indicò quali secondo lui non erano da prendere in considerazione, scartò Loretta Gennari, dicendo alla signora che, purtroppo la Gennari era una monologhista e come tutte le cabarettiste femmine che non si vestono da pazze mettendosi ad urlare, alla fine di che cosa parlano? eh, signora? di che cosa parlano?
Ma di assorbenti, mestruazioni, peli sulle gambe e male di culo, non è il genere di repertorio adatto per il suo bel locale elegante, al quarto moccolo queste belle pareti in finto legno verrebbero giù, travolgendo le banana split e la doppia coppa nocciolata di quel bel bambino laggiù.
No, no, no, la Gennari no.
E nemmeno questo qui, Stefano Sandrei, è troppo da ascolto, la gente non può stare lì ad ascoltare uno per venti minuti, primo perché gli si scioglie il gelato, secondo perché nemmeno io capisco bene che cazzo dice questo qui, ma tutti mi dicono che è intelligente, e ci vuole nei posti giusti, tipo i circoli culturali gaelici neozelandesi di sinistra con una platea under trenta, no, non ho molti posti così, ne solo uno, è una baita sul Gran Sasso dove Sandrei si esibisce una volta all’anno, in primavera quando si scioglie la neve.
Dicevamo?
Ho questa coppia, i Gonzi Bonzi, sono due fratelli gemelli di centotrenta chili, hanno vinto la Brugola D’Oro al concorso nazionale di Cabaret e Ferramenta di Frascati, lavorano nei villaggi turistici… Il loro pezzo forte è respirare l’Elio da un palloncino e leggere i comunicati delle Brigate Rosse, mh… forse è un po’ troppo politico…

(continua, se si trova un editore)

3 commenti:

gedo ha detto...

Ancora, ancora, ancora!!!!
Ne voglio ancora!!!

foolys ha detto...

dhehehe anke ioooo (ancora intendo)
ebbuonasera caro,come va? ho iniziato a leggere il tuo blog da un pò, segnalato da marco, e mi avete fatto voglia di ufficializzare anche il mio, che ho rimodernato per l'occcasione, quindi se ti trovi a fare un salto...
www.foolys.splinder.com
ciaoo e a presto allora...
sergio

Ale ha detto...

Colella gestisce ancora il Mocambo e il Macumba?